Le recenti decisioni della UE hanno facilitato l’aumento delle importazioni di prodotti alimentari da tutto il mondo. Tuttavia non in tutti i casi le normative in vigore sono completamente in grado di verificare la qualità degli stessi.
Un parere legale indipendente, commissionato da PAN Europe, foodwatch e Veblen Institute, conferma che la Commissione europea ha il potere, sulla base del diritto UE esistente, di vietare i residui di pesticidi non approvati nell’Unione Europea nei prodotti alimentari importati. Di conseguenza numerose Associazioni europee hanno lanciato un appello affinché il Parlamento UE e il Consiglio agiscano immediatamente e respingano le misure deboli e parziali attualmente sul tavolo. Così afferma in un articolo il WWF Italia.
CIBO IPER CONTROLLATO
Il cibo in Europa continua ad essere uno dei più controllati al mondo. Secondo l’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, sulla base di oltre 125.000 campioni alimentari prelevati in tutta Europa, il rispetto dei limiti dei residui di pesticidi continua ad essere “elevato”. Infatti i dati resi pubblici nella relazione annuale 2024, l’ultima disponibile, confermano che il rischio per la salute umana derivante dalla presenza di residui di pesticidi negli alimenti rimane basso.
Per la prima volta, tuttavia, la relazione dell’EFSA distingue con chiarezza i risultati ottenuti dai campioni prelevati ai sensi dei regolamenti specifici dell’UE al fine di rafforzare i controlli sulle importazioni.
Tali controlli sono effettuati alle frontiere esterne dell’UE e si concentrano su determinati pericoli, ad es. pesticidi o contaminazione microbiologica, prodotti alimentari e paesi di provenienza che, secondo gli Stati membri, richiedono un monitoraggio più rigoroso perché sospettati di non applicare appieno le norme internazionali. In tali casi, la spedizione è bloccata alla frontiera fino alla disponibilità dei risultati di laboratorio. Il prodotto è immesso sul mercato dell’UE se i risultati di laboratorio confermano che il prodotto è conforme alle norme dell’UE.
QUASI IL 4% DI PRODOTTI NON CONFORMI
Secondo i dati del rapporto in parola su 39.433 campioni alimentari importati analizzati nell’ambito di tali controlli, il 38,3% non presentava residui quantificabili, il 56,2% presentava residui di pesticidi entro i limiti consentiti dalla legge, circa il 5,5% superava i limiti dell’UE e, tra questi ultimi, il 3,6% non era conforme. A tali lotti non conformi è stato impedito l’ingresso nel mercato alimentare dell’UE.
Tuttavia è evidente che il numero dei controlli, se confrontato con l’elevato numero delle partite importate, risulta molto basso. Inoltre esistono, come ricordato dal WWF Italia, dei “buchi normativi”.
Infatti, nonostante i controlli, ad oggi, i residui di almeno 88 pesticidi pericolosi – tra cui alcuni cancerogeni, interferenti endocrini e PFAS – le cosiddette “sostanze chimiche eterne” – sono ancora consentiti :«negli alimenti importati venduti nel nostro mercato, nonostante il loro uso sia vietato nelle aziende agricole europee», afferma l’articolo del WWF.
VIOLAZIONE DIRITTO UE
Il parere legale rileva che la continua tolleranza di questi residui da parte della Commissione europea, in particolare per le sostanze vietate per motivi di salute pubblica, può costituire una probabile violazione del diritto UE.
Tra le sostanze incriminate vi sono i PFAS, un vasto gruppo di oltre 4.000-10.000 composti chimici di sintesi, creati dall’uomo dagli anni ’30 e noti come “sostanze chimiche esterne” a causa della loro estrema persistenza nell’ambiente e nel corpo umano.
Un nuovo studio di Pan Europe rivela alti livelli del PFAS e in particolare dell’acido trifluoroacetico – Tfa- in prodotti cerealicoli comuni in tutta Europa. Nel test condotto da Pan, l’alimento più contaminato è un tipico cereale da colazione, con concentrazioni medie cento volte superiori a quelle dell’acqua potabile, altro alimento in cui si trovano alte concentrazioni di Tfa.
ACIDO TRIFLUOROACETICO IFA A COLAZIONE
Pan Europe e altre organizzazioni hanno più volte chiesto ai regolatori di fissare immediatamente un limite di sicurezza per il Tfa molto più protettivo e di vietare i pesticidi PFAS e le altre fonti di Tfa. Come precedentemente ricordato la maggior parte dei ritrovamenti è avvenuta in prodotti fermentati e tra i cereali destinati alla prima colazione; tra cui è molto usato il riso. I sistemi di controllo sia europei che nazionali sono molto efficienti, ma il “buco normativo” su alcune sostanze non consente agli enti preposti di intervenire.
Se andiamo a verificare i dati forniti dal Sistema di allerta rapido per i prodotti alimentari, riportati ogni mese sul sito di Ente Nazionale Risi – risonews .- le partite di prodotto importato sono sempre numerose, a riprova che i controlli sono necessari.
PIU’ CONTROLLI SULL’IMPORT
Fortunatamente dal 26 gennaio 2026 la Commissione Europea ha formalmente avviato una task force per implementare i controlli sulle importazioni, nello specifico sulla sicurezza dei prodotti alimentari e dei mangimi, ma anche dei residui di pesticidi.
L’idea si è discussa nel mese di dicembre, a seguito della significativa crescita delle importazioni nell’Unione da paesi terzi. La normativa europea in materia è già ben strutturata e rigorosa, ma la task force permetterà di rendere più efficace il coordinamento tra la Commissione e gli Stati membri. I controlli alle frontiere restano sotto la responsabilità delle Autorità nazionali, mentre la Commissione continuerà a verificare, intensificando, la programmazione degli audit, il controllo sull’attività dei controllori, e l’affidabilità dei sistemi produttivi dei Paesi extra UE.
Come noto la maggior parte delle importazioni di riso avviene tramite il porto di Rotterdam e quindi ricade sotto la responsabilità dell’Olanda e il controllo dei funzionari UE che speriamo saranno attenti e scrupolosi. Non resta che augurare ai funzionari europei incaricati buon lavoro!
OBIETTIVO PARIFICAZIONE UE – RESTO DEL MONDO
Ci auguriamo che le recenti normative di implementazione dei controlli e il completamento della legislazione che la nuova sentenza imporrà, consentano di verificare meglio il prodotto importato parificandolo con quello di produzione europea che è sottoposto da tempo ad elevatissimi controlli per garantire la salubrità e la bontà. Autore: Franco Sciorati
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