PAN, GLI AMBIENTALISTI DICONO…

La posizione degli ecologisti sul nuovo piano di azione nazionale

Come abbiamo spiegato, è in corso una consultazione pubblica sul nuovo Pan. Perché è importante che i risicoltori partecipino? Perchè gli ambientalisti sono agguerritissimi ed è opportuno che il nuovo Piano di azione nazionale sia rappresentativo delle istanze di tutti. L’Italia è tra i maggiori consumatori di agrofarmaci a livello europeo, sottolineano infatti gli ecologisti, ricordando che secondo l’ultimo report dell’Agenzia europea per l’ambiente, il consumo di fitofarmaci per ettaro è maggiore del 50% rispetto alla media dell’Unione europea.

A partire da questo e da altri dati allarmanti, le forze politiche che compongono l’”OndaVerdeECivica”, avevano presentato alla Camera, in vista delle Europee di Maggio 2019, la propria visione di un’agricoltura sostenibile e pulita, a partire dalla mozione che ha come prima firmataria la deputata di Leu, Rossella Muroni. Per il coordinatore nazionale di Italia in Comune, Alessio Pascucci, «non è più rinviabile un cambiamento radicale sulle politiche ambientali. Serve invertire il principio che vede oltre il 90% dei fondi e dei finanziamenti destinati all’agricoltura convenzionale e solo un’elemosina all’agricoltura biologica. L’uso dei pesticidi oltre ai danni ambientali comporta costi socio-sanitari inaccettabili”. La strada da percorre per arrivare a un uso realmente sostenibile dei pesticidi – commenta Daniela Sciarra, responsabile filiere agroalimentari di Legambiente – è ancora lunga. La transizione ecologica dell’agricoltura non è più rimandabile e va applicata a partire da una drastica riduzione dei pesticidi e da alcune modifiche strategiche nel Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, che è in fase di revisione».

Perché non si punta davvero sul “Bio”? «L’agricoltura convenzionale, che fa uso di pesticidi di sintesi, è purtroppo l’unico modello da riferimento per le politiche agricole – dice Maria Grazia Mammuccini, portavoce della coalizione Cambia la Terra- . È a questo modello agricolo che va il 97% dei contributi pubblici europei della Pac. E per il Piano di Azione nazionale sui pesticidi – che ha come obiettivo quello di contenerne l’uso – il quadro è ancora più chiaro: si investe sull’agricoltura che utilizza sostanze dannose all’ambiente e alla salute e sul bio ci sono 5 anni di inadempienza, a partire dalla mancata approvazione del piano integrativo sul l’agricoltura biologica e dalla definizione delle superfici da destinarle. È evidente che occorre correggere la rotta»

Per Patrizia Gentilini, componente dell’esecutivo nazionale di Isde afferma «che è ormai assodato che l’esposizione a pesticidi comporta non solo gravi ed irreversibili alterazioni a carico dell’ambiente e della biodiversità, ma può correlarsi anche a gravi conseguenze sulla salute umana. Questi effetti, già evidenziati nelle categorie di persone esposte professionalmente, riguardano oggi tutta la popolazione umana, stante l’utilizzo sempre più massiccio e diffuso di questi agenti in ogni parte del pianeta. Le conseguenze di tali esposizioni possono rivelarsi particolarmente gravi, anche a dosi basse, in particolare se si verificano durante la vita embrio-fetale e nella prima infanzia, aumentando il rischio di danni cerebrali e di malattie che possono manifestarsi anche nelle fasi più tardive della vita». Questa la posizione degli ambientalisti. Gli agricoltori cosa pensano? Autore: Martina Fasani

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