PAC POST 2020? UN CASINO!

Il presidente dell'Ente Risi sbotta al convegno del Banco Bpm e spiega cosa farà

La scena, ammettiamolo, ricorda un po’ quella di Fantozzi e della Corazzata Potëmkin («una cagata pazzesca!»), se non fosse che la questione, come ha ricordato Paolo Carrà, è tremendamente seria. Ultimo a prendere la parola tra i relatori tecnici del convegno di venerdì su “Quale Pac per quale riso?” organizzato dal Banco Bpm e da Risoitaliano a Novara, il Presidente di Ente Risi ha aperto il suo intervento dicendo appunto: «Dopo aver sentito tutte queste parole – si riferiva agli interventi dei relatori di Confagricoltura, Coldiretti e Cia, che vi abbiamo già raccontato – la prima cosa che mi è venuta in mente è: che bel casino! Di chiaro ad oggi c’è ben poco, a parte la sempre crescente possibilità di tagli ai contributi. La Commissione Europea no fa nulla a caso e i tagli sono stati legittimati, volente o nolente. Il sistema punterà ad alzare i titoli bassi, mettendo in difficoltà i settori che godono di titoli di maggior valore, dovendo affrontare costi più alti. La Pac deve essere vista come una manovra finanziaria e non più come un contributo per la sussistenza da tagliare, ma la coperta ad oggi si presenta davvero corta ed è difficile ottenere qualcosa in più rispetto al passato».

Secondo Carrà «il tema della sostenibilità oggi è forte, come dimostrano le campagne pubblicitarie delle grandi multinazionali, non possiamo opporci ma dobbiamo saperlo gestire con intelligenza, come ha evidenziato Magaraggia». (segue dopo il video)

Parlando dell’azione che può mettere in campo l’Ente Risi, il presidente ha detto che «sulla Pac cercheremo di contenere il più possibile i danni lavorando a Bruxelles, poiché è li che si ottengono i veri risultati economico-politici per gli agricoltori, come abbiamo fatto per la Clausola di Salvaguardia. In seguito a questa i risultati ci sono stati – ha rivendicato -, anche se abbiamo avuto una crescita delle importazioni di riso Japonica. È stato chiesto perché abbiamo imposto il dazio ad un gruppo così ristretto di prodotti; la motivazione è che bisogna avere delle prove per ottenere delle regolazioni e all’epoca della richiesta queste si riferivano solo a risi Indica. Ho anche sentito dire che lo Japonica importato fosse Indica camuffato ma posso assicurarvi che non è così, trattandosi di varietà medie e tonde». Il presidente dell’Ente Risi ha sottolineato a questo punto l’importanza di un’azione sinergica dei sindacati e dei politici eletti in Italia e specialmente nelle terre del riso per evitare che le scelte strategiche – quelle di Bruxelles ma anche quelle che devono essere fatte a Roma, a valle dell’approvazione della Pac post 2020, penalizzino irreparabilmente il nostro settore, e ha rilanciato il format operativo del Forum del riso europeo e l’importanza di impegnarsi per l’etichettatura obbligatoria dei prodotti a singolo ingrediente. (Gli interventi del dibattito saranno illustrati da un successivo articolo) Autore: Ezio Bosso

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Risicoltura
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