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MYANMAR RIDUCE L’EXPORT

da | 20 Ago 2021 | Internazionale

Si prevede che le esportazioni di riso birmano nel 2021 ammontino a 1.850 milioni di tonnellate, 18/19 per cento in meno rispetto al 2020. Questo riflette la ridotta disponibilità esportabile e l’interruzione dei servizi internazionali di esportazione dal 1° febbraio 2021, come riporta il rapporto settimanale The Rice, edito da Gaotrade. L’esportazione totale nell’arco del 2020 ha raggiunto i 2 milioni 300 mila tonnellate, ed  il commercio di confine con la Cina ha rappresentato il 25% del totale ad una media di 191 mila tonnellate al mese ( confine cinese più porto di Yangon ). La rottura di riso ha rappresentato il 40 % del totale delle esportazioni nel 2020. Nel periodo gennaio-maggio 2021 la media esportata da Myanmar al mese diminuisce a 154 mila tonnellate al mese raggiungendo le 770 mila tonnellate, ed  il commercio alla frontiera con la Cina ha rappresentato il 62% del totale. L’esportazione di rottura di riso rotto ha raggiunto le 370 mila tonnellate nel periodo gennaio-maggio 2021.
La Cina è il principale acquirente di riso del Myanmar, mentre le Filippine, la Costa d’Avorio e il Camerun e la Guinea sono rispettivamente il secondo, terzo, quarto e quinto più grande acquirente di riso del Paese asiatico. Circa il 20-25 per cento del riso esportato dalla nazione va ai paesi africani. Il Myanmar esporta principalmente rotture di riso in Belgio, seguito da Indonesia, Cina, Regno Unito e Paesi Bassi. La Cina è il più grande acquirente di riso del Myanmar. Tuttavia, la domanda da parte di Filippine, Malesia, Madagascar, Polonia, Guinea, Belgio, Senegal, Indonesia, Paesi Bassi e Regno Unito è aumentata nel corso degli anni. Gli accessi principali delle frontiere cinesi a Muse sono chiusi dal 30 marzo 2021, il che ha portato a una drammatica diminuzione del commercio di frontiera.

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