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MYANMAR HA FAME

da | 1 Mag 2021 | Internazionale

In Myanmar, lo stato asiatico in cui a febbraio è avvenuto un colpo di stato da parte dei militari, la dipendenza dagli aiuti alimentari è destinata a triplicarsi, riguarderà 3,4 milioni di persone entro pochi mesi. La notizia proviene dal Programma Alimentare Mondiale (Pam), mentre il paese è vittima, oltre che del colpo di stato, anche della povertà endemica e della pandemia da Covid.

Secondo il Pam, l’assistenza alimentare supplementare è destinata a due milioni tra le persone più vulnerabili e si aggiunge agli oltre 1,3 milioni che già ricevono tale aiuto, con una stima di 250.000 persone già sfollate. La notizia è riportata da The Rice, il rapporto periodico sul mercato del riso redatto da Gaotrade e pubblicato online.

Facendo appello a 106 milioni di dollari (88 milioni di euro) di fondi extra, il direttore del Pam per il Myanmar, Stephen Anderson, ha ribadito che le famiglie stavano già “saltando i pasti” nei dieci sobborghi più poveri di Yangon, la più grande città del Myanmar. Chi è sempre più povero, ha sottolineato, ha perso il lavoro e non può permettersi di acquistare cibo. La fame e la disperazione infatti stanno aumentando, come conseguenza del fatto che i prezzi dei beni di prima necessità – come il riso e l’olio da cucina – sono aumentati in tutta la nazione, specialmente nelle zone di confine del Myanmar, negli stati Chin, Kachin, Rakhine e Shan.

Prezzi del riso in aumento

Ad esempio, ha affermato Stephen Anderson, i prezzi del riso sono aumentati fino al 43% in alcuni comuni dello stato di  Kachin e l’olio da cucina del 32%.  I prezzi del carburante sono aumentati di circa il 30% a livello nazionale. Per questo ha richiesto una forte azione a livello internazionale per affrontare questa catastrofe umanitaria. Il Pam, nel suo comunicato, ha dato la colpa a tre cause principali: il colpo di stato militare di febbraio del Myanmar, “la povertà preesistente” e la diffusione della pandemia globale di coronavirus in Myamar.

Gli osservatori locali dicono che il giro di vite dell’esercito sulle persistenti proteste in tutto il Myanmar, dopo l’estromissione del leader civile Aung San Suu Kyi, ha lasciato sul campo almeno 738 vittime, compresi i bambini, mentre i prigionieri politici sono circa 3.300.

La risicoltura, risorsa essenziale per il Myanmar

In questo quadro desolante, la risicoltura resta una delle risorse più importanti per il paese: l’ex Birmania in questa annata agricola prevede di coltivare circa 6,1 milioni di ettari della coltura principale del riso, il riso monsonico, e 1 milione di ettari del secondo raccolto.

Inoltre, fonti del settore hanno confermato che potrebbe esserci una carenza di fertilizzante a base di urea,  tipicamente utilizzato per la coltura monsonica. Grandi spedizioni di fertilizzanti a base di urea sono state cancellate in febbraio e marzo a causa della mancanza di linee di spedizione. Le fonti indicano che i nuovi ordini non sono possibili poiché i pagamenti non sono fattibili a causa delle diffuse interruzioni bancarie sotto il movimento di disobbedienza civile in tutto il paese in opposizione al colpo di stato militare del 1 febbraio 2021.

Dati sulle esportazioni del riso

In aprile, si prevede che le esportazioni di riso diminuiranno a causa delle lunghe vacanze per il nuovo anno e per la chiusura dei varchi di confine tra Cina e Birmania, per prevenire la diffusione del Covid.

L’11 aprile, il varco doganale di Man Wein è stato temporaneamente aperto per permettere ai camion birmani provenienti dalla Cina di entrare a Muse. Tuttavia, i mezzi birmani non sono autorizzati ad attraversare il confine con la Cina. A causa della chiusura dei confini, fonti industriali hanno confermato che le esportazioni di riso dalla Birmania sono state sospese dal 1° aprile. L’esportazione totale nel 2020 ha raggiunto i 2,31 milioni di tonnellate  (923.000 tonnellate di rottura al 100%).

Il commercio al confine con la Cina ha rappresentato 1,745 milioni di tonnellate nel 2020 (75.5 % del volume totale delle esportazioni).

Le esportazioni totali di riso nel gennaio 2021 hanno raggiunto le 259 mila tonnellate, in aumento rispetto alle 221 mila tonnellate dello stesso mese 2020, mentre a febbraio 2021 sono state esportate 117 mila tonnellate, la metà delle 235 mila tonnellate dello stesso mese dell’anno scorso.

Difficile dunque prevedere il volume delle esportazioni per il 2021 in questo momento, a causa della situazione politica, della carenza di container, dell’interruzione logistica, del sistema bancario lento e delle restrizioni da Covid -19.

I principali acquirenti nel mese di febbraio sono stati: Belgio 25 mila tonnellate; Cina 36 mila tonnellate; Spagna 1.200 tonnellate, Polonia 4 mila tonnellate. Il riso spezzato ha rappresentato il 58% delle esportazioni totali, seguito dall’Emata al 40% e dal parboiled al 2%. Le esportazioni ufficiali di riso della Birmania verso la Cina nel mese di febbraio sono diminuite di circa il 50% rispetto al mese precedente.

Aggiornamenti e “previsioni” sui prezzi

In Vietnam il prezzo della varietà Vietnam Wrlg Standard con rottura al 5% è rimasto invariato da una settimana a 495 dollari la tonnellata, al livello basso dal dicembre dello scorso anno. (Fob HCMC porto in sacchi da 50 kg).

Un commerciante ha sottolineato come il commercio abbia rallentato perché gli importatori stanno aspettando che i prezzi scendano ulteriormente, aggiungendo che le forniture sono scarse anche a causa del peggioramento della situazione della pandemia sia in Cambogia sia in India, e questo  potrebbe però impedire ai prezzi di scendere ulteriormente. Gli esportatori si stanno concentrando sull’adempimento dei contratti firmati con clienti di Cuba, Bangladesh e Siria.

Nel frattempo, il Bangladesh ha firmato un memorandum d’intesa con la Thailandia per importare fino a un milione di tonnellate di riso ogni anno fino al 2026 all’inizio di questa settimana, hanno affermato i funzionari del Ministero dell’alimentazione. L’accordo è stato siglato attraverso una piattaforma virtuale.

In Vietnam inoltre i prezzi del riso per il mercato interno sono aumentati di nuovo questa settimana nel mezzo di un lockdown causato dalla pandemia. Il Pakistan ha esportato 385 mila tonnellate di riso nel marzo 2021, di cui 84 mila di Basmati.