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LUGANO VA VELOX

da | 14 Mag 2021 | NEWS, Tecnica

Semine agli sgoccioli in tutta Italia: è tempo di ricordare a chi utilizza seme Lugano come trarre il massimo vantaggio produttivo. Ci confrontiamo dunque con il breeder della ditta, Cesare Martinotti, per un vademecum sulla coltivazione delle varietà di punta dell’importante ditta sementiera.

Le varietà di punta di Lugano

«Partiamo da Velox- spiega Martinotti – lungo A da parboiled precoce, resistente al brusone. È una varietà che sopporta elevati dosaggi di fertilizzante, avendo un grande potenziale produttivo. L’epoca di semina adatta è dall’1 al 20 maggio, sia in acqua che in asciutta. Ha un ottimo vigore, sopportando anche i trattamenti fitosanitari di pre semina e pre-emergenza in modo perfetto. Il granello è vitreo, una caratteristica apprezzata dai consumatori esteri.

Tra e novità abbiamo Zar, lungo A da interno tipo Carnaroli che ne rappresenta una vera evoluzione, avendo una taglia bassa, potenzialità produttiva simile al Ronaldo e chicco similare al Carnaroli classico. Si tratta di una varietà con buona resistenza al brusone, da seminare entro la prima settimana di maggio.

 

Varietà al primo anno di commercializzazione è lo Yari, riso tondo cristallino, destinato alle lavorazioni orientali (sushi). Ha una pianta a taglia bassa e ciclo medio. È una varietà per la quale viene creato un contratto di coltivazione che permette la vendita sulla base dell’andamento del Selenio più un premio. Sopporta bene le concimazioni ed ha una media resistenza al brusone. Caratteristica principale è la cristallinità del granello, quasi trasparente.

Nel comparto dei tondi abbiamo anche Castigliano, riso perlato pensato per la produzione di riso soffiato. È una varietà glabra e con granello leggermente più grosso rispetto ai suoi similari. La pianta ha un ciclo medio ed un buon potenziale produttivo.

Parlando di resistenza alle concimazioni ed al brusone, tutte le nostre varietà ormai hanno una buona capacità di resistere e rispondere efficacemente a questi fattori, in quanto per produrre bisogna concimare e la pianta deve saper rispondere agli stimoli. Voglio però sottolineare l’importanza del trattamento fungicida, da considerare quasi un’assicurazione indispensabile per la tutela del raccolto al pari di quella legata agli eventi metereologici catastrofali , per questo da effettuare preventivamente anche in varietà poco suscettibili come le nostre.

Per chiudere il gruppo dei tondi abbiamo Krystallino, riso precoce e cristallino, seminabile fino alla prima settimana di giugno. È una varietà molto interessante per le semine ritardate, avendo elevato potenziale produttivo nonostante la ristrettezza del ciclo.

Tornando ai risi da interno, parliamo di Allegro, varietà che viene venduta come S. Andrea, con taglia bassa, produttività elevata ed un chicco di qualità, che non macchia. La capacità produttiva rispetto alla varietà di riferimento è decisamente maggiore, così come la resa (sempre sopra il 60%), con una pianta dalla taglia bassa.

ALLEGRO

Sempre tra i lungo A da interno, grande successo sta riscontrando Gloria, riso simile al S. Andrea ma che non è stato classificato come tale. Questa caratteristica, che inizialmente ci sembrava una nota negativa, gli ha permesso di trovare una sua fetta di mercato, avendo un chicco opalescente e dalle dimensioni maggiori, molto apprezzato nei paesi dell’ex-Jugoslavia e in Germania. Vengono, inoltre, creati dei contratti di coltivazione anche per questa varietà, elemento che ha creato ancor più interesse tra i risicoltori tanto da arrivare ad essere coltivato su circa 6.500 ha nell’annata corrente.

GLORIA

Tra le varietà più produttive della risicoltura italiana si annovera il nostro Leonardo, lungo A cristallino e con ciclo precoce, seminabile fino al 20-25 maggio. Nonostante sia lungo A, è stato valorizzato anche per l’utilizzo da sushi. Il profilo è di tipo Calrose, la varietà più prodotta in California. Questa varietà è, inoltre, molto richiesta dal consumatore mediorientale.

Le capacità produttive di Leonardo nascono dal celebre Ronaldo, riso lungo A cristallino dall’elevato potenziale produttivo. È una varietà ormai presente sul mercato da molti anni e per la quale sono ben noti i pregi ed i difetti. La sua competitività, tuttavia, ad oggi è ancora ottima così come l’interesse dei risicoltori.

RONALDO

Arriviamo a Telemaco, il nostro tipo Arborio, dal chicco di dimensione elevata con un’ottima qualità merceologica. Si tratta di una pianta a taglia bassa e ciclo medio-precoce, che non si alletta.

telamaco

Passiamo al nostro tipo Baldo a taglia bassa: Casanova. Si tratta di un riso che non alletta e produce ma deve essere concimato adeguatamente. Il granello è cristallino con un peso dei mille granelli di oltre 32 grammi, caratteristica richiesta dal mercato turco.

CASANOVA

Nel comparto dei lunghi B, la nostra proposta si compone di Mirko, molto apprezzato dai produttori biologici per l’elevata resistenza alla Pyricularia, e Laser, lungo B molto produttivo a taglia bassa e ciclo medio.

laser

laser

Per i risi a pericarpo nero proponiamo il nostro Nerone, riso dal grano medio, taglia bassa e ciclo precoce. Stiamo inoltre lavorando per far crescere il comparto dei risi a grande gemma (leggi articolo), in particolare un “figlio” di Nerone, ossia Nerone Gold, sviluppando la commercializzazione della gemma separata dal chicco, che prende il nome di Black Gemma, un alimento estremamente nutriente da consumare al naturale. L’altra varietà a grande gemma, Felix, viene commercializzata ad oggi in forma integrale per preservare l’elevato apporto nutritivo.

Parlando in generale della campagna di vendita della semente, abbiamo vissuto un periodo positivo soprattutto grazie alle vendite all’estero, avendo riscontrato molto interesse in Portogallo, Turchia, Russia, Grecia e Marocco. In Italia abbiamo avuto un calo tra i lunghi A, compensato dalla crescita di varietà come Gloria e Allegro. Nel comparto dei lunghi B abbiamo riscontrato una crescita nelle richieste, in particolare tra le aziende biologiche per Mirko. Nota negativa è il forte reimpiego e scambio di semente non certificata, che, senza le dovute analisi fitopatologiche per le problematiche trasmissibili con il seme, va a vanificare la profilassi a cui sono obbligate giustamente le aziende sementiere». Autore Ezio Bosso