LE RICADUTE AGRICOLE DEL CONSIGLIO EUROPEO

Cosa cambia per la Pac dopo l'accordo del 21 luglio. Confermata la convergenza esterna

Sono tutti contenti per com’è finito il Consiglio europeo che ha approvato il piano straordinario “Next Generation EU” e il bilancio della UE per il periodo 2021-2027. Per quanto riguarda il Quadro finanziario pluriennale 2021-2027, la proposta è per un importo complessivo di 1.074 miliardi di euro (in diminuzione di 26 miliardi rispetto a 1.100 miliardi della proposta di maggio) destinato ad orientare rapidamente gli investimenti. Il Fondo di ripresa economica (Next Generation EU – NGEU) del valore di 750 miliardi di euro potenzierà temporaneamente la capacità finanziaria del bilancio dell’UE grazie a fondi raccolti con nuove risorse proprie, con la seguente chiave di ripartizione tra sovvenzioni in 390 miliardi (di cui 82 per l’Italia) e prestiti per 360 miliardi (di cui 127 per l’Italia) per complessivi 209 miliardi per l’Italia. La proposta prevede una riserva per la Brexit da 5 miliardi di euro. (Avviso)

Cosa cambia per la Pac

Ma cosa cambia per la Pac? Sarà rinviata di due anni, come sappiamo. Le risorse assegnate per il periodo 2021–2027 aumentano rispetto alle proposte originarie della Commissione del maggio 2018, tuttavia saranno comunque inferiori, in termini reali, a quelle messe a disposizione per il periodo in scadenza alla fine di quest’anno. L’aspetto negativo dell’intesa raggiunta tra i capi di Stato e di governo è costituito dalla conferma del processo di convergenza tra gli importi dei pagamenti diretti erogati nei diversi Stati membri, la cosiddetta convergenza esterna; si ignorano i divari esistenti a livello nazionale in termini di costi di produzione e potere d’acquisto. Invece, non sarà obbligatorio il taglio dei pagamenti diretti alle imprese di maggiore dimensione che producono per il mercato e più integrate con le altre parti della filiera agroalimentare. Per quanto concerne i singoli elementi della PAC che sono stati definiti dall’accordo politico sul QFP, se consideriamo la rubrica 3, cioè risorse naturali e ambiente, gli stanziamenti di impegno non supereranno i 356.374 milioni di euro quali 258.594 milioni di euro saranno assegnati alle spese connesse al mercato e dirette pagamenti. L’importo massimo per i pagamenti diretti non deve superare i 239.916 milioni di euro (quindi l’importo per i mercati agricoli è di 18.678 milioni di euro). La quota delle spese della PAC che dovrebbe essere destinata all’azione per il clima è del 40%.

Resta la convergenza esterna

Quanto al primo pilastro, come abbiamo visto, la convergenza esterna dei pagamenti diretti continuerà. Tutti gli Stati membri con pagamenti diretti per ettaro al di sotto del 90% della media UE colmeranno il 50% del divario tra l’attuale livello medio di pagamenti diretti e il 90% della media UE in sei fasi uguali a partire dal 2022. Questa convergenza sarà finanziata in modo proporzionale da tutti gli Stati membri. Inoltre, nel 2022 tutti gli Stati membri avranno un livello di almeno 200 euro per ettaro e entro il 2027 tutti gli Stati membri dovranno raggiungere almeno 215 euro per ettaro. Questa modifica potrebbe comportare una riduzione superiore per gli Stati membri che hanno un pagamento medio per ettaro superiore la media UE, tra cui l’Italia. Da verificare con gli importi aggiuntivi per lo Sviluppo rurale che possono essere trasferiti al I pilastro per compensare la convergenza esterna.  Il limite ai pagamenti diretti per i grandi beneficiari sarà introdotto su base volontaria a un livello di 100.000 euro, senza alcuna degressività. Si applicherà solo al sostegno al reddito di base per la sostenibilità. Nell’applicare il massimale, gli Stati membri possono, su base volontaria, sottrarre dall’importo del sostegno al reddito di base per la sostenibilità per beneficiario tutti i costi relativi al lavoro.(Avviso)

Istituita la riserva agricola

Allo scopo di fornire il sostegno al settore agricolo a fini di gestione o stabilizzazione del mercato o in caso di crisi che incidono sulla produzione o distribuzione agricola è istituita una riserva (“la riserva agricola”) all’inizio di ogni anno nell’ambito Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA). L’importo della riserva agricola è fissato a 450 milioni di euro a prezzi correnti all’inizio di ogni anno nel periodo 2021-2027. Gli importi non utilizzati della riserva per le crisi agricole nell’esercizio 2020 saranno riportati all’esercizio finanziario 2021 per istituire la riserva (anno da precisare in sincronia con il periodo transitorio della PAC). Gli stanziamenti non impegnati della riserva agricola 2020 sono riportati per finanziare la riserva agricola 2021 (l’anno esatto di riferimento sarà stabilito sulla base del periodo transitorio della PAC). Nel caso in cui la riserva venga utilizzata, sarà nuovamente ristabilita utilizzando le entrate esistenti assegnate al FEAGA, i margini disponibili nell’ambito del sottotetto del FEAGA o, come ultima risorsa, dal meccanismo di disciplina finanziaria. Non è prevista l’esenzione per gli importi sotto i 2.000 euro di pagamenti diretti percepiti. Permane pertanto la proposta iniziale della Commissione europea.

Flessibilità tra i pilastri

Gli Stati membri possono decidere di rendere disponibili come supporto addizionale:

• Trasferimenti dal I al II pilastro: fino al 25% dei massimali nazionali annui fissati nell’allegato IV (massimale pagamenti diretti), dedotto l’importo per il cotone, per le misure nell’ambito della programmazione dello sviluppo rurale finanziate nell’ambito del FEASR negli esercizi finanziari 2022-2027. Di conseguenza, l’importo corrispondente non sarà più disponibile per la concessione di pagamenti diretti. La soglia può essere aumentata di 15 punti percentuali, a condizione che gli Stati membri utilizzino l’aumento corrispondente per i interventi (nel 2° pilastro) volti a specifici obiettivi ambientali e climatici e di 2 punti percentuali, a condizione che gli Stati membri utilizzino l’aumento corrispondente per i interventi (nel 2° pilastro) a sostegno dei giovani agricoltori;

• Trasferimenti dal II al I pilastro: fino al 25% della dotazione dello Stato membro per il FEASR negli esercizi finanziari 2022-2027 alla dotazione dello Stato membro per i pagamenti diretti stabilita nell’allegato IV del regolamento piani strategici per gli anni civili dal 2021 al 2026. Di conseguenza, l’importo corrispondente non sarà più disponibile per il sostegno nell’ambito dello sviluppo rurale. La soglia può essere aumentata al 30% per gli Stati membri con pagamenti diretti per ettaro al di sotto del 90% della media UE.(Avviso)

Sviluppo rurale

La dotazione per il FEASR per il periodo 2021-2027 è di 77.850 milioni di euro, di cui lo 0,25% sarà utilizzato per l’assistenza tecnica della Commissione. Per gli Stati membri che affrontano particolari sfide strutturali nel loro settore agricolo o che hanno investito molto nelle spese del secondo pilastro o che hanno bisogno di trasferire importi più elevati al I pilastro in modo da aumentare il grado di convergenza, saranno disposte le seguenti dotazioni supplementari nell’ambito dell’importo totale complessivo:  Belgio (100 milioni di EUR), Germania (650 milioni di EUR), Irlanda (300 milioni di EUR), Grecia (300 milioni di EUR), Spagna (500 milioni di EUR), Francia (1.600 milioni di EUR), Croazia (100 milioni di EUR ), Italia (500 milioni di EUR), Cipro (50 milioni di EUR), Malta (50 milioni di EUR), Austria (250 milioni di EUR), Slovacchia (200 milioni di EUR), Slovenia (50 milioni di EUR), Portogallo (300 milioni di EUR), Finlandia (400 milioni di EUR) . Dotazioni supplementari per un importo complessivo di 5.350 milioni di euro.

Prefinanziamento per lo sviluppo rurale

Un prefinanziamento iniziale è versato in rate come segue*:

– 2021: 1% dell’importo del sostegno del FEASR per l’intera durata del piano strategico della PAC;

– 2022: 1% dell’importo del sostegno del FEASR per l’intera durata del piano strategico della PAC;

– 2023: 1% dell’importo del sostegno del FEASR per l’intera durata del piano strategico della PAC.(Avviso)

*(Gli anni di riferimento dovranno essere allineati con il periodo transitorio della PAC).

Tassi di cofinanziamento per il sostegno allo sviluppo rurale

Il tasso massimo di contributo del FEASR, da stabilire nei piani strategici della PAC, è:

– 80% della spesa pubblica ammissibile nelle regioni ultraperiferiche e nelle isole minori del Mar Egeo ai sensi del regolamento (UE) n. 229/2013;

– 85% della spesa pubblica ammissibile nelle regioni meno sviluppate;

– 60% della spesa pubblica ammissibile nelle regioni in transizione;

– 65% delle spese ammissibili per pagamenti per vincoli naturali o altri vincoli regionali specifici;

– 43% della spesa pubblica ammissibile nelle altre regioni.

Il tasso minimo di contributo del FEASR è del 20%. Un tasso di cofinanziamento più elevato dell’80% si applica agli impegni ambientali, climatici e di gestione; per gli svantaggi regionali specifici derivanti da determinati requisiti obbligatori; per investimenti non produttivi; per il sostegno al partenariato europeo per l’innovazione e il LEADER. Il cofinanziamento al 100% si applica ai fondi trasferiti dal 1° pilastro al 2° pilastro.(Avviso)

I tassi di cofinanziamento UE sono superiori alla proposta iniziale della Commissione europea

Regole di disimpegno

La Commissione disimpegna automaticamente qualsiasi dotazione dell’impegno di bilancio per gli interventi di sviluppo rurale in un piano strategico della PAC che non è stato utilizzato per il prefinanziamento o per effettuare pagamenti intermedi in relazione alle spese effettuate entro il 31 dicembre del secondo anno successivo all’anno di impegno di bilancio (N+2).

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