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L’AGRICOLTURA HA PIU’ CREDITO

da | 8 Set 2014 | NEWS

lavorazioneNon produce solo più posti di lavoro, ma gode anche di maggior credito. Parliamo dell’agricoltura italiana. Secondo Ismea nel 2014 i finanziamenti bancari al settore primario sono cresciuti infatti del 1,2%. Quest’anno rilancia dunque il credito agrario. In controtendenza con la dinamica complessiva dei prestiti bancari, ancora in calo, l’agricoltura intercetta nel primo trimestre maggiori finanziamenti rispetto un anno fa. Ismea fa questa stima sulla base dei dati della Banca d’Italia, segnalando che, tra gennaio e marzo di quest’anno, il credito al settore primario ha fatto segnare, in termini di consistenze, una crescita dell’1,2% rispetto allo stesso periodo del 2013. Anche su base trimestrale il confronto è positivo: in questo caso l’aumento è stato dello 0,7%. Al contrario, rispetto ai primi tre mesi del 2013 lo stock del credito in generale si è ridotto del 2,7%, mentre il confronto con il precedente trimestre indica un incremento dell’1,9%. “Non è solo l’agricoltura, ma un po’ tutto il settore agroalimentare – spiega ancora l’Ismea in una nota riportata da Aspera – a beneficiare di una maggiore apertura del sistema creditizio“. L’industria alimentare, nel trimestre analizzato, non ha aumentato la consistenza come rilevato per le imprese agricole, ma ha mantenuto se non altro lo stock di finanziamenti dell’anno scorso, riuscendo a incrementarlo del 3% rispetto al precedente trimestre. Queste ed altre informazioni, oltre ad approfondimenti e aggiornamenti statistici dettagliati sugli sviluppi economici del settore, sono disponibili nell’ultimo numero di AgrOsserva, il trimestrale Ismea-Unioncamere di analisi e previsioni sulla filiera agroalimentare. Il rapporto, totalmente gratuito, è scaricabile nella sua versione integrale (oltre 60 pagine) dai siti web: ismea.it e unioncamere.gov.it. “L’agricoltura – prosegue l’analisi – si distingue anche per un più basso indice di sofferenza rispetto ad altri settori. I dati più aggiornati dimostrano che nelle campagne le aziende/imprenditori che non riescono ad onorare i loro debiti (si parla tecnicamente di tasso di decadimento) sono lo 0,4% del totale, contro lo 0,7% rilevato per la totalità dei settori economici“.

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