IL GIORNO DI CARRA’ E FRANCESE

La "guerra" segnalata da Risoitaliano finisce sulle pagine del quotidiano nazionale

mario-guidi1Monta la polemica sulla visita del vicedirettore generale della Dg agri all’Ente Risi. Il 22 maggio, ossia all’indomani della pubblicazione dell’articolo con cui Risoitaliano illustrava la “guerra dei comunicati” tra Airi e Ente Risi, anche il Giorno (che riproduciamo al termine dell’articolo) ha dedicato un  ampio articolo a questo aspetto della vicenda. Considerata l’importanza della visita, l’emergere di queste frizioni tra Paolo Carrà, presidente dell’Ente Nazionale Risi, e Mario Francese, presidente dell’Associazione delle industrie risiere italiane, è un segnale della resa dei conti in atto nella filiera. Da mesi, infatti, sia l’Airi che la Coldiretti hanno posto il problema della natura dell’Ente Risi. Questo ente pubblico economico è centrale nella filiera, cui garantisce un costante supporto tecnico sia sul fronte scientifico che su quello dell’analisi economica che presiede alla tutela del prodotto italiano: è l’Ente Risi a stendere i rapporti statistici, è l’Ente Risi a tenere i rapporti con il Ministero, è l’Ente Risi a partecipare ai comitati tecnici di Bruxelles… Secondo Airi e Coldiretti, sotto la guida di Paolo Carrà questo ruolo tecnico si è trasformato in un ruolo politico e l’intenzione – dichiarata – è di riformare l’Ente Risi per ridimensionarne l’ambito di azione. L’aver invitato il rappresentante della direzione generale agricoltura è una prova di forza da parte di Francese -la direzione generale con cui gli industriali abitualmente trattano, attraverso il Mise, è infatti la DG Trade, mentre i rapporti con la DG agricola li tiene l’Ente Risi – e la polemica sulla visita di Korte evidenzia questo braccio di ferro che, tra l’altro, vede Confagricoltura in forte imbarazzo. Per quanto la confederazione di Mario Guidi (foto piccola), infatti, abbia espresso il presidente (Carrà è stato anche presidente dell’Unione agricoltori di Vercelli e Biella) non è mai riuscita a “controllarlo” – memorabili gli scontri, nelle segrete stanze della confederazione, tra l’imprenditore vercellese e i suoi colleghi di Novara e Pavia – e, per quanto Carrà rivendichi ad ogni occasione il ruolo “istituzionale” dell’Ente che presiede, l’approssimarsi di alcuni passaggi politici rende inquieti i vertici di Confagricoltura. In queste settimane, infatti, il Ministero delle politiche agricole intende far passare in Parlamento la delega che gli permetterà di riformare la legge sul mercato interno del riso in commercio e probabilmente anche di ridefinire compiti e funzioni dell’Ente Risi. Il primo provvedimento è fortemente voluto dall’industria, che ha strappato un sofferto sì alle confederazioni agricole. Dal secondo dipendono molte cose, tra cui anche un bel pacchetto di milioni: c’è chi li vorrebbe spendere in pubblicità, ma Carrà sarebbe contrario. A queste sfide si aggiunge la questione dell’aiuto accoppiato: l’idea di spostare i contributi europei da tutte le varietà a quelle di riso indica è della Coldiretti e risale al 2014, ma è stata fatta propria, recentemente, dall’Airi. Confagricoltura, inizialmente favorevole, dopo la decisione di Mario Francese di presentare il progetto con la Coldiretti si è chiuso in un ostinato silenzio, facendo sapere che ne parlerà solo con il viceministro Olivero. Così, quando un dirigente del Mipaaf, a a Castello d’Agogna, ha detto che la filiera deve prendere una decisione in tempi brevi su quest’argomento è parsa una tirata d’orecchie proprio al presidente di Confagricoltura. Il fatto che il Mipaaf dialoghi soprattutto con Carrà, ovviamente, sparge sale sulle ferite di Confagricoltura, che tornerà a riunire in settimana la sua Federazione riso per discutere di questi problemi.

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