GRANDINE, LA PERIZIA S’IMPARA

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GRANDINE1Presso l’Istituto Tecnico Agrario di Vercelli nelle giornate di martedì 24 e mercoledì 25 Febbraio si è svolto il corso di formazione e aggiornamento “Perito Estimatore danni avversità atmosferiche”. L’iniziativa è stata organizzata dalla Prof. Lella Bassignana e dall’Ispettor Piero Actis in collaborazione con la Scuola Enologica di Conegliano. Azzeccata l’idea di proporla a Vercelli: il corso ha avuto infatti un’affluenza del tutto inaspettata, più di 2oo iscritti.Dopo i saluti iniziali dell’Assessore all’ agricoltura della Regione Piemonte Giorgio Ferrero, le due giornate sono state ricche d’interventi. Rino Ranieri, primo relatore del corso, ha illustrato com’è composta la squadra per le perizie grandine e i ruoli e cariche che ricoprono i diversi membri della stessa. Giovanni Perinotti e Paola Pietropoli hanno illustrato i ruoli dei consorzi di difesa e i servizi di consulenza che offrono agli agricoltori. L’ispettore assicurativo Giovanni Follador ha illustrato invece le novità del 2015 nelle metodologie di stima e ha reso evidente la differenza fra le polizze pluririschio nelle quali la stima del danno avviene in modo diretto e le polizze multirischio nelle quali il danno è calcolato in modo indiretto: un danno molto più complesso degli altri da determinare. Nella seconda parte della prima giornata hanno preso parola due esperti del riso come Maurizio Tabacchi e Carlotta Caresana, i quali hanno spiegato la morfologia, fisiologia e le fitopatologie della pianta. Successivamente gli ispettori Piero Actis e Vittorio Omodei Zorini hanno illustrato come eseguire la stima dei danni da grandine, vento e sbalzi termici; hanno posto l’attenzione sui danni che queste avversità provocano sui diversi stadi fenologici della coltura; inoltre hanno spiegato che per condurre una buona perizia bisogna partire da un campione rappresentativo e che questo si ottiene prendendo tanti piccoli campioni in più punti dell’appezzamento, ritenuti significativi per la determinazione del danno. Infine hanno fatto notare l’importanza della perizia preventiva la quale è molto utile per la determinazione del danno finale a fine ciclo colturale. Il corso è terminato con l’ intervento di Andrea Vecco e Andrea Sino, i quali hanno illustrato l’uso dei droni in agricoltura. Queste apparecchiature, in un futuro che si spera molto vicino, potranno coadiuvare il perito estimatore nella sua attività. Autore: Umberto Rolla. (02.03.15)

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