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DUE LUTTI NEL MONDO SCIENTIFICO

da | 11 Ago 2020 | Non solo riso

Due gravi lutti hanno colpito nel giro di poche ore il mondo agricolo, universitario ed accademico italiano. Nella notte sull’8 agosto si è spento il prof. Francesco Lechi, già docente di Economia e Politica Agraria a Padova, poi a Trieste, ed infine alla Facoltà di Agraria dell’Università di Milano (di cui è stato Direttore dell’Istituto di Economia e Politica Agraria), oltre che imprenditore agricolo egli stesso e conduttore di importanti aziende nel bresciano. A Brescia il prof. Lechi era stato tra i promotori della fondazione del locale Ateneo, di cui è stato primo presidente. Accademico emerito all’Accademia dei Georgofili di Firenze, Lechi ha ricoperto numerosi importanti incarichi nella Società Europea di Economia Agraria, oltre che nel mondo bancario ed associativo agricolo. Per diversi anni ha fatto parte del Consiglio Direttivo della Società Agraria di Lombardia, che con commozione ne ricorda il prezioso contributo sia sul piano scientifico che su quello umano.

Figura di altissima levatura culturale, appartenente ad una famiglia di nobili e gloriose tradizioni liberali, il prof. Lechi ha dato un fondamentale contributo allo sviluppo degli studi e delle conoscenze nel vasto ambito delle scienze agrarie, in particolare nel campo politico-economico. Sotto la sua guida, caratterizzata da grande rigore metodologico ma da una innata signorilità del tratto, si sono formate intere generazioni di economisti agrari e di agronomi. La dedizione di Francesco Lechi all’insegnamento, unita ad una grande umanità e ad uno stile sempre impeccabile, ne fanno una figura indimenticabile per coloro che hanno avuto il privilegio di averlo come collega o come maestro.

Le sue profonde e radicate convinzioni circa l’importanza della ricerca, della formazione e dell’innovazione come fattori determinanti per la crescita e lo sviluppo armonico dell’economia e nella società costituiscono oggi più che mai preziosi insegnamenti che sarebbe importante non solo ricordare ma anche trasferire alle nuove generazioni.

Non meno dolorosa, anche per la giovane età dello scomparso, è giunta poche ore dopo la notizia dell’improvviso decesso del prof. Dario Sacco, avvenuto in Puglia dove il docente si trovava in vacanza con la famiglia.  Dario Sacco era professore associato dell’area di Agronomia e Coltivazioni Erbacee presso l’Università di Torino, in cui rappresentava una delle figure più brillanti e promettenti, tanto da essere annoverato tra i più stretti collaboratori del direttore del DISAFA prof. Carlo Grignani.

Nel mondo risicolo il prof. Sacco si era fatto conoscere e particolarmente apprezzare negli anni per la sua collaborazione con il Centro Ricerche dell’Ente Nazionale Risi, con cui aveva partecipato a numerosi progetti di ricerca, focalizzandosi in particolare sui temi della sostenibilità delle lavorazioni e del processo di coltivazione del riso.  La notizia della sua improvvisa perdita ha suscitato immediatemente viva commozione tra i risicoltori, gli agronomi, i ricercatori ed i tecnici che avevano potuto apprezzarne nel tempo tanto l’elevata competenza e la dedizione al lavoro di ricerca e divulgazione quanto la positività del carattere sempre disponibile al dialogo ed al confronto. Alla famiglia del prof. Sacco, tanto dolorosamente provata dalla tragica scomparsa, ed a quella del prof. Lechi giungano le condoglianze di Riso Italiano e dei risicoltori.

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