COS’E’ IL BRUSONE

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brusone-nuovaIl brusone è la più grave patologia del riso a livello mondiale. La distruzione delle cellule dei tessuti invasi è conseguenza di una forte alterazione della permeabilità differenziale delle membrane cellulari e l’aggressione può essere condotta su tutti i tessuti della pianta che siano in condizioni vitali. La Regione Lombardia ha realizzato un volume – Biologia di Pyricularia Grisea, a cura di Annamaria Picco, doriana Rodino, Marinella rodolfi e Francesco Sala – che, insieme ad “Atlante delle principali malattie fungine del riso in Italia”, entrambi realizzati dalla Direzione Agricoltura con la collaborazione dell’Università degli Studi di Milano – Dipartimento di Biologia – Sez. di Botanica, testimonia l’impegno della Regione Lombardia per lo sviluppo del comparto riso. Pyricularia grisea – si legge nella presentazione – è l’agente del brusone del riso che, in termini fitopatologici, è da includere nel gruppo delle malattie tossiche e necrotossiche. Le cellule dei tessuti invasi, infatti, sono rapidamente uccise dal patogeno che utilizza il materiale cellulare per le sue necessità alimentari. Si tratta della più grave patologia fungina del riso a distribuzione mondiale.  Nelle nostre regioni risicole, questa patologia acquista una certa intensità su esemplari di riso adulti, quando la temperatura si avvicina ai 27/30°C e con umidità dell’aria tra 80/90%, solitamente durante il mese di luglio. La forma più importante di dispersione di Pyricularia è l’aria, anche se questo fungo può essere disseminato tramite stoppie, sementi o acque di irrigazione infette. In zone temperate come le nostre, i principali mezzi di svernamento del patogeno sono le sementi, le stoppie e alcune infestanti infette. La malattia è controllabile da un giusto apporto di nutrienti al terreno; in particolare, elevati apporti di azoto sono predisponenti l’infezione. L’effetto dell’azotatura varia con le condizioni climatiche e con quelle del suolo. L’influenza è notevole quando si distribuisce azoto in pronta azione e, soprattutto, quando viene somministrato in eccesso e in una sola volta. I sintomi della malattia possono comparire su foglie, culmo e pannocchia. Così, durante il mese di luglio, sulle foglie basali di varietà recettive e in presenza delle condizioni ambientali descritte brevemente sopra, possono manifestarsi macchie di colore rosso bruno dapprima rotondeggianti che poi si allungano (a fuso) nel senso delle nervature fogliari. Quando queste macchie confluiscono, le lamine fogliari assumono il colore giallo rossastro ed essiccano conferendo alla pianta il tipico aspetto di bruciatura da cui il nome “brusone”. Forme e colore delle macchie, dipendono comunque molto dalla sensibilità della cultivar. Quando l’infezione si presenta a livello dei nodi e del culmo, le necrosi assumono una colorazione nera o bruno scuro e, se l’attacco è precoce, la parte superiore del fusto non è più alimentata e muore. Se invece è più tardiva, quando è già uscita la pannocchia, le spighette si presentano vuote con le glume di colore bianco. Il miglioramento qualitativo della produzione risicola implica anche un impegno in termini di lotta fitopatologica e, in particolare, di lotta al brusone che inizia con la conoscenza della biologia e della problematica di Pyricularia grisea argomento proposto in questo volume. Per leggere il volume collegati a: http://www.agricoltura.regione.lombardia.it/shared/ccurl/348/921/AL_20090412_1235_biologia_di_p.grisea_ok_AGR_MS.pdf

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