«COLPIREMO IL CRODO DAL CIELO»

Il presidente della Sis Mauro Tonello illustra il ruolo dei droni nel progetto Alta Qualità

DSC01394Il volano vola, come dice la pubblicità della Sis. Mauro Tonello (foto piccola), presidente della società sementiera, lo ammette: «Non abbiamo avuto difficoltà a chiudere i contratti per il seme di alta qualità nel segmento del Volano, e non solo perché c’è tanta domanda di varietà da interno: infatti, anche il Giglio va molto bene». Tonello è un risicoltore emiliano. Vicepresidente nazionale della Coldiretti, da alcuni mesi guida anche la società sementiera bolognese, collegata alla Cai, la rete dei consorzi agrari. Quest’anno ha lanciato la filiera del “Seme di Alta Qualità”: solo risaie vergini dal crodo e dal nematode, contratti ben pagati (dai 12 ai 22 euro al quintale) e l’obiettivo di sconfiggere le infestanti con la selezione. A valle, nello stabilimento bolognese, ma soprattutto a monte, al momento della semina, scegliendo cioè dei moltiplicatori in grado di offrire delle risaie pulite in cui sia possibile coltivare sementi sane. Ecco come Tonello racconta quest’esperienza imprenditoriale ed agricola.

Perché lanciare un progetto così ambizioso in un momento di crisi per la risicoltura italiana?

Guardi, il punto di partenza è un ragionamento preciso: non possiamo limitarci a rincorrere la crisi. Insieme al resto della filiera si stanno facendo cose importanti per contrastare il prodotto d’importazione e per rilanciare i risi meno competitivi, ma come società sementiera abbiamo ritenuto che fosse venuto il momento di rilanciare. Il mercato chiede qualità, pagata di più e a costi tendenzialmente minori: noi stiamo lavorando per unire l’eccellenza del riso e delle sementi italiane ad un importante riconoscimento economico per i risicoltori. Abbiamo cioè deciso di rendere remunerativa per un risicoltore italiano la scelta di coltivare qualità e lo facciamo valorizzando concretamente il lavoro dei colleghi risicoltori, perché solo in questo modo, in un mercato globale, è possibile produrre e certificare sementi al livello che vogliamo noi. 

Con il Volano è andata bene, ma il Volano è il Volano…

In realtà sta andando bene anche con il Giglio, un riso indica profumato che ha delle gran belle caratteristiche. Nei prossimi due anni l’Alta Qualità sarà lo standard di tutte le sementi Sis. Abbiamo fatto Abbiamo fatto oltre 1300 ettari quest’anno, 250 di Volano, 110 di Giglio e un migliaio di Yume; ma quello che sta nascendo non è un prodotto, è un modo di produrre. 

Tutto ciò, quanto vi costerà?

Paghiamo il seme al moltiplicatore un valore determinato in base a un protocollo rigidissimo ma molto conveniente, in quanto può arrivare a 22 euro al quintale, che significano 1300 euro ad ettaro: per aderire occorre disporre di campi “vergini”, cioè sui quali non si è coltivato riso per anni, quindi con una banca semi che, sotto il profilo delle infestanti, dovrebbe essere così povera da rendere possibile una pulizia “chirurgica”, che noi effettuiamo con i droni, perché consentono di colpire con precisione la pianta infestante – la singola pianta – ed evitano la monda a mano, che ha costi alti e comporta comunque un danno da calpestio. Per non parlare del diserbo tradizionale, ovviamente.

Scusi, ci sta dicendo che userete i droni per diserbare?

Esattamente. Capisco lo sguardo di sconcerto, ma sono passati anni da quando i droni hanno fatto la loro comparsa in agricoltura e si sono evoluti parecchio, al punto che oggi  sono in grado di riconoscere l’infestante. Stiamo perfezionando i loro “occhi” elettronici perché distinguano persino le foglie del riso da quelle del crodo. Siamo molto avanti: un drone è in grado di agire contro quest’infestante molto meglio delle tecnologie che hanno conquistato la risaia italiana. Di seguito, la videointervista realizzata con Mauro Tonello a Pavia, in occasione della presentazione del progetto Sis Seme di Alta Qualità. (21.03.2016)

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