CLAUSOLA, MA PER TUTTI

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risobiancoNon si sta lavorando per escludere il risone dalla clausola di salvaguardia che mira fermare le importazioni a dazio zero di riso cambogiano in Europa: la precisazione filtra dagli ambienti industriali, mentre è in corso un’operazione di lobbying che coinvolge Airi, Ente Risi e confederazioni agricole. L’obiettivo della filiera è convincere la Commissione europea che vanno sospese subito le esenzioni daziarie sul riso che in questo momento si sta riversando dalla Cambogia sui mercati dell’Unione. La notizia di una esclusione del risone dalla clausola di salvaguardia si è diffusa in queste ore nella filiera e sta facendo rumore ma secondo l’Airi è destituita di fondamento: “Si sta lavorando per tutto il riso. Sicuramente, se scattasse la clausola di salvaguardia a beneficiarne sarebbe soprattutto il riso lavorato ma solo perché quella è la tipologia maggiormente importata” precisano all’Airi. Effettivamente, l’Ue non importa risone asiatico – non avrebbe senso economico far viaggiare anche la lolla… – e l’obiettivo dichiarato è la reintroduzione del dazio (175 euro a tonnellata per il lavorato) sul riso cambogiano che ha sconvolto il mercato in questi mesi. Al momento non ci sono ancora dettagli sul provvedimento (riguarderà tutte le tipologie o solo alcune? Sarà limitato a un contingente?) e non è detto neanche che Bruxelles assecondi le richieste italiane. L’ex ministro Paolo De Castro, in qualità di presidente della commissione agricoltura del parlamento europeo, ha sollevato il caso con un’interrogazione ed è diventato il punto di riferimento politico della “diga italiana”, ma l’esito di questa mobilitazione non è scontato.  Sicuramente, è il momento di marciare uniti e la precisazione ufficiosa dell’Airi aiuta… (29.11.13)

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