Si quota per la seconda volta nella campagna 2025/2026 anche in Lombardia, dove si confermano i segnali di apprezzamento registrati a inizio settimana per Arborio (LEGGI), che raggiunge i 62 €/q lordi. Venerdì a Mortara CL 145 segna un calo a 45 €/q lordi, mentre in sala di contrattazione si parla di possibili variazioni per diversi gruppi varietali.
BENE IL “GRUPPO” CENTAURO, MALE I LUNGHI B
In un caso si parla di cali, nell’altro di possibili rialzi ed in uno della richiesta degli stessi. Il comparo verso un possibile deprezzamento sono i lunghi B, quotati 42 €/q lordi in tutte le sedi. Si tratta, tuttavia, di un prezzo difficilmente realizzabile con pagamento e ritiro a 60 giorni, termine ufficiale per la definizione delle quotazioni. Per transazioni con tempi più brevi, il prezzo effettivo scende a 40 €/q lordi. Si parla invece di prezzi superiori per il “gruppo” Centauro, che include varietà come Sinfonia e CL 18, con scambi segnalati intorno ai 60 €/q lordi. Un valore già circolato a inizio settimana, trainato dalla forte domanda per i tondi, che continua a sostenere il mercato. In questo contesto si confermano in tutte le piazze i 55 €/q lordi per Omega e Araldo, mentre Selenio si mantiene stabile a 65 €/q lordi.
PER KINDER ED ELY I RISICOLTORI VOGLIONO 40 €/Q
Le varietà per cui l’offerta chiede un adeguamento al rialzo, sospendendo quasi del tutto le vendite alle attuali condizioni, sono Kinder PV ed Ely PV. Entrambe molto coltivate nell’ultima annata, non risultano ancora listate in Lomellina, ma sono quotate 38 €/q lordi sia a Milano sia nelle borse piemontesi. Gli agricoltori puntano a raggiungere almeno i 40 €/q lordi, valore oggi riconosciuto soltanto a CL 007 tra i risi del gruppo Ribe. Secondo gli addetti ai lavori, l’obiettivo non appare irraggiungibile.
La disponibilità effettiva di queste varietà, infatti, sembra inferiore alle attese. Il risone del gruppo Ribe è stato tra i più colpiti dalle recenti grandinate, essendo principalmente coltivato nella molto danneggiata provincia di Vercelli, e le superfici seminate risultano in calo del 18,8% rispetto al 2024. Inoltre, buona parte del riporto dalla campagna precedente è già stata trasferita. Lo conferma l’ultimo bollettino dei trasferimenti (VEDI), che evidenzia valori di trasferito per le varietà da export, composte quasi esclusivamente da tipo Ribe, mai così elevati negli ultimi tre anni alla stessa data.
«SITUAZIONE DI INCERTEZZA»
Chiudiamo con il punto di vista sull’attuale contesto di mercato di Stefano Pezzoni, mediatore milanese: «La situazione attuale è di grande incertezza in pressoché tutti i comparti. Gli agricoltori hanno ridotto l’offerta in seguito ai recenti sviluppi della campagna, soprattutto nei gruppi varietali dove la remunerazione è minore (gruppo Ribe e lunghi B, ndr). Trattandosi di risi molto intersecati con i mercati esteri, ritengo che sia comunque complesso pensare ad importanti apprezzamenti, in quanto questo renderebbe difficile la vendita del prodotto.
Per i lunghi B è forte la concorrenza dell’import, sia in termini di arrivi sia di prezzo. Per i lunghi A da parboiled resta complesso trovare un mercato di sbocco, in seguito al calo degli acquisti nelle nazioni storicamente interessate a questo prodotto, dove oggi arriva merce da altri Paesi a prezzi concorrenziali. Parlando del mercato interno penso che le quotazioni attuali permettano un collocamento agevole, pur considerando l’incremento di superfici coltivate.» Autore: Ezio bosso

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