L’OVEST SESIA RESTI DEGLI AGRICOLTORI

Ovest Sesia

È da tempo che sui tavoli della Regione echeggia la presenza di un piano per il riordino delle associazioni irrigue che prevede accorpamenti degli enti irrigui più piccoli. Piano che, ad oggi, non si è mai realmente concretizzato. A queste voci si aggiunge l’intenzione, ultimamente neanche troppo velata, di convertire la nostra principale associazione irrigua in consorzio di bonifica.

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE APERTO A TUTTI

È chiaro a tutti che un cambiamento di tale portata, epocale, debba essere valutato attentamente. Non è possibile tralasciare alcun minimo particolare. Già lo scorso 1° settembre abbiamo organizzato il primo consiglio di amministrazione post elezioni, aperto a tutti i nostri soci (ne organizzeremo un altro a breve). L’obiettivo era di affrontare tale argomento e cercare di far chiarezza proponendo temi rimasti ancora aperti e mai realmente affrontati. Sono esempi: la programmazione delle tipologie di semina e la gestione irrigua a fronte di una stagionalità delle piogge sempre più critica.

A tal fine sono stati invitati ad intervenire all’incontro esperti che hanno potuto far toccare con mano sia la realtà dell’associazione irrigua, sia quella del Consorzio di bonifica. Per esempio, Antonio Vincenzi, Presidente del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale interessato negli ultimi anni da devastanti alluvioni, Vittorio Viora, Presidente ANBI del Piemonte e Dino Asietti, presidente del Consorzio di bonifica della Baraggia Biellese e Vercellese dal 2017-2022.

All’incontro oltre ai soci hanno partecipato i referenti riso di Confagricoltura delle provincie piemontesi confinanti alle nostre Novara ed Alessandria.

LA SICCITA’ INCOMBE…

L’acqua è la risorsa limitata per eccellenza. La sua gestione accurata diventa basilare per garantire la produzione risicola e non solo. Abbiamo il timore che di fronte ad un’altra possibile annata 2022 con la sua severa siccità, il sistema non sia in grado di fare meglio di allora nel limitare i danni sulle coltivazioni.

Le proposte che potrebbero garantire la sicurezza di approvvigionamento rimangono le stesse individuate nei tavoli tecnici aperti subito dopo il 2022. Tuttavia, bisogna lavorare tutti insieme per approvare velocemente provvedimenti magari impopolari ma necessari. È importante lavorare subito in questa direzione per farci trovare pronti già dalla prossima primavera. In quest’ottica aspettiamo da tempo proposte e cogliamo con favore l’intenzione della nostra associazione irrigua di “costituire un tavolo tecnico per la valutazione sulla gestione irrigua del riso con semina a file interrate”.

Detto questo è altresì importante includere nel dibattito semina in acqua/semina interrata a file delle riflessioni anche sulle date di semina e di prima sommersione. E’ ormai evidente come il periodo critico, il così detto collo di bottiglia per la distribuzione dell’acqua è l’inizio giugno a prescindere dalla tecnica utilizzata per la semina del riso.

L’ESEMPIO DELLA ROMAGNA OCCIDENTALE

Durante l’incontro, nel trattare dei vantaggi e svantaggi del sistema di bonifica Vincenzi ha sottolineato come il territorio del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale è un territorio idrograficamente molto delicato costituito da fiumi in cui l’acqua scorre a una quota altimetrica più elevata rispetto alla campagna circostante; i cosiddetti fiumi “pensili”. Ne consegue che con gli eventi piovosi ad alta intensità degli ultimi tempi si crea una situazione esplosiva causando grandi devastazioni.

Davanti a danni così estesi e di vasta portata l’attività del consorzio di bonifica in questo territorio risulta fondamentale nel suo ripristino e nella sua salvaguardia, basti pensare che le spese di solo carburante per le idrovore durante l’ultima alluvione del 2022 hanno superato i 600.000 euro. Cifre insostenibili per qualsiasi associazione irrigua.

Questo è sicuramente un aspetto da non trascurare nell’analisi complessiva considerando che, nel nostro territorio, fortunatamente, la funzione di gestione delle acque meteoriche richiede un minor impegno.

LA GOVERNANCE

Dalla valutazione del cambiamenti di gestione dove, un’eventuale conversione porterebbe inevitabilmente a modifiche sostanziali a livello di governance -che da una guida totalmente agricola passerebbe in una parte sostanziale agli enti pubblici del territorio che hanno giustamente come priorità la gestione delle acque meteoriche rispetto gestione dell’acqua con finalità irrigue emerge la perdita di quella autonomia del nostro territorio mantenuta intatta per tutte le 173 gestioni dell’associazione.

Ricordiamo che AIOS nasce nel 1853 come consorzio volontario tra gli agricoltori che volevano garantirsi l’acqua per l’irrigazione delle proprie colture. È solo nel 1930 con la legge della bonifica la costituzione dell’associazione come la conosciamo ora che grazie alla sua gestione autonoma e privatistica consente alla collettività di beneficiare della gestione ottimale delle acqua meteoriche del nostro territorio totalmente gratuitamente che andrebbe maggiormente valorizzata.

QUASI 200 ANNI DI CONTRIBUTO DEGLI AGRICOLTORI

Immaginiamo solo l’enorme quantità di risorse finanziare e non che gli agricoltori hanno contribuito in questi 173 anni di storia a versare per il buon funzionamento della rete irrigua. Si tratta di risorse che non possono essere considerate in una eventuale conversione. Stesso discorso può valere per la coutenza fondata quando il demanio pubblico non era più in grado di provvedere con le proprie risorse alla manutenzione delle proprie strutture garantite nella loro funzionalità attuale grazie all’intervento privato del mondo agricolo.

Viora, in rappresentanza dell’AMBI, durante l’incontro, ha ribadito che, sulla carta, non sono presenti motivi ostativi per cui una Associazione di irrigazione e miglioramento fondiario possa beneficiare di contributi statali ed europei per il rifacimento e manutenzione di opere pubbliche quali canali demaniali, per definizione, di proprietà dello Stato.

ACCORPARE I PICCOLI CONSORZI

Continuando Viora, ammette che è prevista a breve la presentazione di un piano per la riorganizzazione dei consorzi irrigui piemontesi con l’obiettivo di accorpare i tanti piccoli consorzi irrigui presenti sul territorio in aggregazioni di maggiori dimensioni e più funzionali nella loro gestione.

È evidente che è auspicabile che le tre grandi associazioni d’irrigazione piemontese vengano escluse da tale attività perché già adeguatamente strutturate. Ma, alla luce delle ultime campagne ne occorre adeguare i regolamenti irrigui.

Durante l’incontro di Confagricoltura nell’ambito di Risò- il festival del riso -, l’Assessore Bongionanni incalzato sul tema irrigazione ed eventuale ristrutturazione delle associazioni irrigue, ha rassicurato che nulla è ancora stato stabilito. Verrà costituito un tavolo dedicato con le parti in causa per valutare ogni aspetto. A livello di Confagricoltura Piemonte, negli scorsi giorni abbiamo ribadito con l’Assessore la necessità che tale tavolo non abbia solo carattere consultivo ma possa rappresentare la sede per un’ampia e franca discussione per il bene e il futuro della nostra agricoltura. Autore: Unione agricoltori di Vercelli

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