AIRI: SIAMO SOLI A COMBATTERE CONTRO L’IMPORT

Lettera dell'Associazione sul caso Basmati: basta propaganda, stiamo cercando di aprire il mercato indiano

L’Airi replica all’accusa di lavorare contro i risicoltori italiani sul Basmati (e non solo) con una lettera in redazione dai toni vibranti. Pur non smentendo la notizia data da Risoitaliano, che la federazione europea delle industrie risiere (Ferm) è favorevole a nuove concessioni all’India, la nota dell’Airi afferma di essere sola nella nuova battaglia del riso europeo contro le concessioni tariffarie e sottolinea, non casualmente dopo le accuse dei Coldiretti, di non essere la causa della crisi dei risicoltori. E’ una lettera dura, che merita di essere letta e che riportiamo integralmente: «Ancora una volta un problema che riguarda il riso viene utilizzato in modo propagandistico cercando di individuare nell’industria la responsabile dei mali del settore.

AIRI ribadisce ancora una volta che l’industria italiana non è la causa dell’attuale situazione di crisi, con i prezzi del risone molto spesso anche al di sotto dei costi produttivi. Le cause di ciò sono le importazioni dagli EBA che hanno depresso i prezzi del riso lungo B in tutta l’Unione Europea, non consentendo alle industrie italiane di comprare il risone nazionale a prezzi remunerativi per i produttori oltre alla cronica incapacità dei produttori di programmare le semine evitando di produrre eccedenze di varietà la cui domanda è rigida.

AIRI da sempre è in prima fila per sostenere iniziative finalizzate a mantenere una risicoltura importante nel nostro Paese che dia soddisfazione a tutte le componenti della filiera, presupposto fondamentale per mantenere e sviluppare un mercato i cui consumi sono in crescita.

AIRI ha evidenziato per prima i problemi che recano pregiudizio all’economia del settore, denunciando cinque anni fa i rischi delle importazioni dalla Cambogia e lottando contro le concessioni bilaterali.

Sulla richiesta del Governo Indiano di allargare le varietà di Basmati importabili senza dazio, AIRI ha richiesto che la concessione sia condizionata all’apertura del mercato indiano alle esportazioni di riso da risotto, oggi penalizzate da un dazio del 70% sul valore!  AIRI ha portato questa istanza sia a Roma che a Bruxelles, purtroppo trovando al momento al suo fianco solo la propria federazione europea (FERM). Nessun’altro al momento sta affiancando AIRI nell’iniziativa di condizionare l’allargamento delle varietà di Basmati all’apertura del mercato indiano al nostro riso.

Se questo silenzio perdurasse, visto il forte peso politico del Governo Indiano sulla Commissione, rischieremmo di vedere l’allargamento delle varietà importabili di Basmati senza dazio ed il mantenimento dei dazi in India all’import di riso Italiano pari al 70% del valore.

Analogamente AIRI sta lavorando da oltre cinque anni per aprire il mercato cinese al riso italiano da risotto, anche su questa iniziativa AIRI è da sola a subire le lungaggini della nostra Amministrazione senza il sostegno politico dei sindacati agricoli.

AIRI dice basta ad iniziative propagandistiche faziose e chiede di avere al proprio fianco i sindacati agricoli, possibilmente uniti, nel sostenere azioni politiche concrete  a tutela degli interessi di tutto il settore». Autore: Airi (nella foto, il presidente dell’Associazione Mario Francese)

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Risicoltura
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