VARIETA’, ECCO LE NOVITA’

FacebookGoogle+LinkedinTwitterWhatsAppPrintEmailCome abbiamo annunciato, il 12 febbraio scorso è entrato in vigore il decreto annuale relativo alla denominazione delle varietà di risone e delle corrispondenti varietà di riso, per l’annata...

Come abbiamo annunciato, il 12 febbraio scorso è entrato in vigore il decreto annuale relativo alla denominazione delle varietà di risone e delle corrispondenti varietà di riso, per l’annata agraria 2013/2014 che regola la corretta etichettatura del riso lavorato immesso in commercio o confezionato in Italia. Anna Callegarin ricorda su Il Risicoltore di marzo che “sono vietate le miscele”. Un’osservazione non casuale: il dibattito sulla legge per il mercato interno è ancora bloccato su questo punto. La Callegarin esemplifica il concetto così: “Nel caso del Ribe, ad esempio, questo significa che l’industria dispone di una trentina di varietà tra le quali scegliere ma, in ogni scatola che vende con il nome Ribe, ce ne deve essere una e una soltanto, scelta tra quelle ammesse per usare quel nome. Se la varietà non compare nella tabella, potrà essere venduta solo come “Riso originario + nome della varietà” oppure come “Riso comune + nome della varietà”, indipendentemente dal tipo di granello”. Inoltre, nel decreto è stato inserito un nuovo allegato per poter verificare le caratteristiche merceologiche delle nuove varietà iscritte nel catalogo europeo e coltivate in Italia, in analogia a quanto previsto per le varietà iscritte nel catalogo nazionale. “La valutazione avverrà su campioni di prodotto ottenuto da coltivazioni effettuate in Italia, e in base all’esito degli accertamenti e delle analisi la varietà estera potrà essere inserita in una delle classi merceologiche già previste per le varietà italiane” spiega Callegarin, secondo la quale, “la principale novità consiste nell’aver introdotto la possibilità di utilizzare l’indicazione di “riso integrale rosso” nell’etichettatura di questo prodotto, che finora non poteva essere commercializzato con il nome di riso, in base a quanto previsto nella legge n. 325/58. Ora sarà, quindi, possibile dare indicazioni chiare al consumatore che acquista il riso rosso, prodotto certamente di nicchia ma che ha ormai una certa diffusione sugli scaffali.Scarica la tabella elaborata dall’Ente Risi qui.

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