UNA SEMINA TUTTA TONDA

Primi dati che emergono dall'Ente Risi e dai sementieri
Semina in risaia in Baraggia (foto Margherita Tomatis)

Di sicuro questo periodo di semina 2020, che sta quasi volgendo al termine, verrà ricordato da tutti noi per molto tempo, forse per sempre, entrando di diritto nei libri di storia per la sua molteplici unicità, ma chiaramente per motivazioni non risicole. Noi risicoltori, infatti, abbiamo trascorso questi mesi per lo più lavorando nelle cascine e nelle campagne, come siamo soliti fare, per preparare al meglio i nostri terreni e procedere alla semina del riso, coadiuvati da un meteo in linea di massima favorevole, che ha consentito di svolgere le lavorazioni nel migliore dei modi.

I dati dell’Ente Risi

Il bilancio finale delle scelte fatte non è ancora disponibile, ma ormai le tendenze sono e consolidate. Abbiamo deciso di intervistare il tecnico Ente Risi Filip Haxhari, dirigente del dipartimento Miglioramento Genetico C.R.R. – attività sementiera del Centro Ricerche sul Riso, in seguito al suo articolo pubblicato sul Risicoltore di maggio 2020. In quel testo, l’esperto sottoponeva all’attenzione dei lettori una serie di numeri riguardanti le scelte di semine di quest’anno, che ha voluto integrare ed aggiornare insieme a noi, dicendo questo: «Le consegne delle sementi di riso ad oggi hanno superato il 95% del richiesto, quindi questa quantità di prodotto è già nelle aziende, seminata (approssimativamente nell’80% dei casi nella provincia di Vercelli, nel 70% a Novara e nel 55% a Pavia) o pronta ad esserlo, per cui possiamo iniziare a tracciare dei bilanci. Il primo numero importante è la crescita nelle vendite di semente certificata, che si attesta a 436.000 quintali, ovvero  il valore più alto registrato finora dal termine del regime degli aiuti accoppiati alle sementi di riso (2014). Questo dato lascia ben sperare per il proseguimento della decrescita nell’utilizzo di semente autoprodotta in azienda, pratica al limite della legalità che era stata molto effettuata negli anni scorsi, arrivando a coprire più del 30 % del seminato, ma che sembra essere in diminuzione nelle ultime campagne. Altro numero interessante è quello relativo alla semina in asciutta, chiaramente in crescita, come si evince attraversando le zone risicole, in seguito probabilmente alle condizioni favorevoli che ne hanno permesso un ampio utilizzo. A Vercelli i terreni lavorati con la semina interrata sono circa il 30%, tra il 40 e il 45% a Novara e a Pavia ci aggiriamo intorno all’80». Valori che sembrano addirittura ottimistici in seguito alle dichiarazioni di Lasagna e dei Consorzi di Bonifica, che hanno denunciato recentemente come il ricorso sempre più ampio a questa tecnica leda la struttura irrigua del nostro areale. Insieme ad Haxhari parliamo successivamente di scelte varietali dei risicoltori. Il tecnico, basandosi sul sondaggio effettuato dall’Ente, ipotizza «una probabile crescita della superficie totale a riso ( intorno ai 225.600 ha, +2,53% rispetto al 2019), sostenendo che il  27% della nostra produzione sarebbe stata composta da varietà Lungo A da mercato interno(con una crescita di  Baldo & similari e un calo del 10% di Arborio & similari e del 15% di Carnaroli & similari), il 23% Lungo A da parboiled, il 4% Medio (questi tre comparti in totale occupano circa  116.000 ha di risaia, +2,3%) , il 20% Lungo B (occupa circa 44.000 ha, -20%) e 26% Tondo (65.000 ha totali, in particolare le varietà Selenio, Sole CL e Centauro sono molto richieste, mostrando un +25%). Riguardo a questi valori l’esperto dice: «Confermo i numeri di questi sondaggi, come suggeritomi dai dati di stima forniti dalle ditte sementiere».

«Ronaldo e Leonardo vincono in Europa»

Ditte sementiere con cui abbiamo voluto confrontarci anche noi, per conoscere gli andamenti delle vendite e lo sviluppo a livello pratico di questa strana campagna semine. Siamo partiti da Michela Martinotti, costitutrice di Lugano Leonardo, che ha spiegato questo: «Abbiamo subito dei rallentamenti indiretti alle consegne , dovuti al ritardo nel ricevimento dei certificati d’analisi da parte degli Enti Certificatori , anch’essi in difficoltà. Questi ritardi sono stati legati nello specifico ai trasporti, dovuti ai controlli effettuati alle frontiere per le ben note verifiche effettuate sugli  autisti, che hanno causato anche un aumento dei costi di trasporto, a causa della carenza di mezzi in circolazione. Nonostante le problematiche, tuttavia, abbiamo comunque portato a termine le consegne in tempo utile. Per quanto riguarda l’andamento dei gruppi varietali, i nostri “cavalli di battaglia ” si confermano Ronaldo e Leonardo in tutta Europa, con un  incremento di vendite del secondo in Grecia. Buono anche lo sviluppo del nostro comparto tondi, Krystallino e Sfera in Marocco, ed anche la vendita di Gloria ed Allegro, destinati al mercato tedesco. In definitiva possiamo dirci soddisfatti della campagna!»

«Forte richiesta di tondi»

Carlo Minoia, direttore generale di Sa.Pi.Se. parla di «un periodo abbastanza complesso, poiché caratterizzato dal peggior avvenimento dal dopo guerra ad oggi, che chiaramente ha creato delle difficoltà. Inizialmente si temeva potessero esserci delle defezioni ma devo dire che ciò non è avvenuto, soprattutto grazie agli sforzi delle aziende di tutto il comparto. Detto ciò, la campagna è stata caratterizzata ancora una volta dalla forte richiesta di Tondi, nonostante si sappia a cosa questo possa portare, con il Selenio a farla da padrone, probabilmente grazie alla qualità del suo granello, molto apprezzato dall’industria di trasformazione. Altro comparto richiesto, almeno per quel che ci riguarda, è stato quello dei Lunghi A da parboiled. Ci si aspettava forse una ripresa dei Lunghi B, in seguito al blocco alle importazioni e alla crescita dei prezzi sul mercato, ma credo che ciò non sia avvenuto, almeno guardando i nostri numeri. Possiamo concludere, dunque, affermando che le previsioni fatte in pre semina sono pressoché in linea con quanto è poi accaduto nella pratica».

«Vedremo i prezzi…»

Anche Gianluca Lubraco, Senior Area Sales Manager di Sis, sottolinea la mancanza di equilibrio nelle scelte di alcuni risicoltori, dicendo: «Le vendite sono state complessivamente sullo stesso livello dello scorso anno, tuttavia gli agricoltori hanno modificato la loro scelte riguardo alle varietà. Come prevedevamo il Tondo è cresciuto in modo considerevole, nel nostro caso le vendite di semente in questo comparto sono quasi raddoppiate, mentre sono diminuite le vendite di Lunghi A da interno. Sono curioso di vedere cosa comporteranno queste scelte a livello di prezzo di vendita il prossimo anno, considerando che un’importante quantità di riso Tondo viene consumata dal settore della ristorazione orientale, probabilmente uno dei più colpiti da questa crisi, che avrà bisogno di molto tempo per tornare agli standard pre-Covid-19.  Riguardo allo svolgimento delle attività nelle circostanze incontrate quest’anno, il lavoro in azienda è proceduto senza intoppi e da questo lato siamo molto soddisfatti». Autore: Ezio Bosso

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Risicoltura
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