SPUNTA IL PUNTERUOLO

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curculionideL’hanno avvistato nel Pavese, da dove proviene la foto piccola. Adulto e robusto. Temibile. Perché il curculionide – altresì chiamato punteruolo acquatico – ama il caldo e se la temperatura, com’è prevedibile, nei prossimi dieci giorni si manterrà a livelli adeguati, un’infestazione su larga scala è probabile. E’ anche ghiotto di granoturco. A Sozzago, nel Novarese, ne hanno trovata una media di 8 esemplari a pianta di mais. Il curculionide ora minaccia la risaia – le prime risaie ad essere sommerse costituiscono il suo bersaglio preferito – e le armi a disposizione dei risicoltori sono poche, a meno che non ci si sia mossi in chiave preventiva, come ricorda Cesare Cenghialta, marketing manager di DuPont, che commercializza il Lumivia, un prodotto a base di Rynaxypyr che è un formulato specifico per la concia del riso e quindi anche contro il curculionide. «Già, come ogni anno all’inzio della primavera si ripresenta, puntuale come un’orologio svizzero, il punteruolo acquatico del riso. Questo insetto ha trovato nelle nostre risaie un’ambiente favorevole dove riprodursi e gli agricoltori hanno imparato, loro malgrado, a conviverci. Come tutti gli insetti anche il punteruolo acquatico è fortemente influenzato dalle temperature: durante l’inverno gli adulti sono inattivi ma tra la fine di marzo e l’inizio di aprile la loro attività  riprende e non è raro vedere attacchi anche su altre colture come il mais. Nella maggior parte dei casi su questa coltura il punteruolo si limita a scarificare la pagina fogliare senza fare determinare un danno alla pianta. Per quanto riguarda il riso invece i danni sono maggiori così come sono disponibili diversi sistemi di lotta: il più moderno consiste nella concia delle sementi. In questo modo e’ possibile controllare le larve, vere responsabili del danno a carico del riso, altrimenti non controllabili con altri prodotti. Il Lumivia oggi è l’unico insetticida autorizzato in concia al riso e penetra attivamente nella plantula di riso al momento della germinazione: la sua elevata sistemia determina una grande protezione dalle larve del punteruolo acquatico che provocano gravi danni alle radici del riso». Cenghialta tiene a precisare che «Il prodotto viene applicato solo da impianti cerficati durante il processo di selezione del seme e il riso una volta protetto con questo prodotto non soffre degli attacchi delle larve del punteruolo ed è ben difeso anche dagli attacchi degli afidi». Il tecnico ammette che le semine in asciutta del riso possono aiutare e che «intervenire con prodotti fogliari può  ridurre la presenza degli adulti ma non protegge da reinfestazioni e comunque non ha nessuna azione sulle uova deposte e sulle larve che si svilupperanno da queste uova». La conferma del problema arriva dai diretti interessati: «Io mi sto già preparando a trattare» commenta un risicoltore esperto del Vercellese, come Dario Roveglia. Per correre ai ripari serve un piretroide, sperando di arrivare in tempo e di ridurre le perdite. Infatti, il Lissorhoptrus oryzophilus Kuschel, come ha ricordato recentemente l’Ente Nazionale Risi, è «considerato tra i fitofagi del riso più dannosi a livello mondiale»; la sua presenza fu riscontrata in Italia per la prima volta nel 2004, in seguito si è ampiamente diffuso e continua a diffondersi. Il danno alle piante di riso è arrecato principalmente dalle larve e può compromettere il 50-60% della produzione. I risicoltori che vogliano condividere queste informazioni con i loro colleghi agricoltori possono segnalare la presenza del curculionide – indicando giorni e zona esatta – sulla pagina Facebook di Riso Italiano all’indirizzo: https://www.facebook.com/risoitaliano.eu (04.05.2015)

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