SOTTO IL VESTITO NIENTE CRODO

Sapise semina riso sbramato per escludere la grana rossa dalle partite di seme

Sotto il vestito niente crodo: la Sapise “sveste” letteralmente il granello di riso per escludere dalle partite destinate alla moltiplicazione del seme la grana rossa. L’innovativa procedura è in corso di sperimentazione presso l’azienda agricola Depaoli di Bellinzago Novarese su una superficie di 4 ettari. «Quando si fa sperimentazione, è importante avere un partner convinto e noi l’abbiamo trovato – spiega il direttore generale della società sementiera, Carlo Minoia (foto piccola) -. Con Depaoli quest’anno iniziamo a seminare una superficie importante del nucleo veramente esente da grana rossa. L’idea è una sorta di uovo di Colombo: nel consueto incontro tecnico commerciale che settimanalmente riunisce i tecnici di Sapise ci chiedevamo come si potesse ottenere questo risultato e qualcuno buttò lì: proviamo a seminare un riso dopo averlo fatto passare alla Sortex. Poteva sembrare impossibile, invece no. Abbiamo prodotto una tonnellata di questa semente e ora siamo pronti a coltivare un riso sbramato». 

Come avvenga ce lo spiega Diego Greppi, responsabile commerciale e di produzione della Sapise: «Attraverso una serie di prove, abbiamo individuato una sbramatura che conserva la gemma e quindi la germinabilità del risone. Abbiamo lavorato molto sui concianti per difendere il seme “svestito”, che naturalmente sarebbe più vulnerabile, e si è dovuto tarare bene la seminatrice, anche se per quest’operazione usiamo una normale apparecchiatura meccanica, seminando 170 chili ad ettaro a una profondità tra 1,5 e 2 centimetri». Ad una scarsa profondità il germinello ha più facilità a bucare il terreno, ma la sua vitalità dipende molto dal meteo, perché un’eccessiva umidità può compromettere comunque la resa finale. 

A questo punto si dirà: a che pro Sapise pianta nel terreno un semigreggio? «La richiesta di un seme puro da grana rossa è forte – risponde Minoia – e non c’è altro modo per individuare con certezza un granello di crodo: solo se lo sbramiamo e lo espelliamo dalla partita di risone con una selezionatrice ottica abbiamo la assoluta certezza di non seminare neanche un chicco di crodo. Ovviamente, bisogna scegliere campi puliti, come nel caso dei Depaoli che hanno messo a disposizione ettari su cui da dieci anni non si coltivava riso, e lavorare con criterio per garantire al seme la stessa germinabilità». Non ci sono differenze tra le varietà. Il costo? «E’ un investimento sostenibile che incontra la domanda del mercato» risponde Minoia. Primi risultati con il raccolto 2017. (Sotto da sinistra: i risicoltori Depaoli e Diego Greppi). 

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Risicoltura
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