SEMINE IN ASCIUTTA, BOOM E PROBLEMI

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sobreroL’Ente Risi ha certificato recentemente un dato che è sotto gli occhi di tutti da qualche anno. La forte espansione della semina a file interrate registrata nel 2015 è una rivoluzione in risaia. Una tendenza tipicamente lombarda: in quel territorio, tale tecnica ha interessato nel 2014 oltre il 50% della superficie e per il 2015 si attesterà intorno al 70% secondo l’Ente Risi. Addirittura in alcune zone del Milanese, Pavese e Lodigiano, la percentuale di coltivazioni con semina “in asciutta” arriva a sfiorare il 100% della superficie investita. In progressivo e costante aumento anche la provincia di Novara, Anche se si tratta di un’area meno vocata a questo metodo agronomico, la possibilità di alternare la tradizionale pratica di semina in sommersione con quella interrata consente di migliorare notevolmente la gestione di infestanti resistenti tipiche della sommersione e molto diffuse in questa zona come Alisma plantago. Nelle risaie del Vercellese si parla di un’estensione tra il 30 e 40%: si va affermando nelle aree in cui viene impiegata da tempo, come nel Basso Vercellese e Alessandrino, ed estendendo anche nella Baraggia Vercellese e Biellese. Una marcia trionfale che implica anche dei problemi e degli interrogativi: sono giunte diverse domande a Punto Riso che riassumiamo in quest’intervista.

Ma funziona? 

Come è stato rilevato – risponde Marco Sobrero, tecnico Bayer CropScience – quest’anno i risicoltori che hanno fatto ricorso a questa tecnica hanno dovuto fare i conti solo con qualche sporadico mancato funzionamento dei trattamenti di pre emergenza e in alcuni casi per favorire l’emergenza del riso si è resa necessaria una veloce bagnatura. Sul piano botanico non dobbiamo pensare che per il riso la semina in asciutta costituisca una vera rivoluzione, semplicemente perché il riso non è esclusivamente una pianta acquatica, ma ha subito un adattamento morfologico e fisiologico e l’acqua utilizzata nella coltivazione ha la funzione principale di volano termico. Eventuali carenze idriche possono avere ripercussioni sullo sviluppo della coltura nella fase vegetativa, ma i danni maggiori possiamo averli dalla fase di differenziazione alla fase di fioritura, con ripercussioni importanti sulla produzione della granella. Inoltre, sa quando si livellano le camere con lame a controllo laser si assicura una tale uniformità di livello dell’acqua che diventa più facile gestire al meglio le risorse idriche. 

Quindi solo vantaggi?

Iniziamo col dire che la tecnica non va confusa con la coltivazione in asciutta e che consente sia la successiva sommersione permanente della coltura o l’irrigazione turnata. I vantaggi sono molteplici: un risparmio idrico (rispetto alla semina tradizionale in acqua), in quanto l’immissione dell’acqua avviene più tardi, solitamente dopo il primo diserbo; meno seme che nella semina diretta in acqua; meno emissioni di gas serra; meno manodopera; meno usura dei mezzi; trasferimenti più rapidi perché non devi usare le routine in ferro; l’eliminazione della moria dei germinelli e di altri inconvenienti tipici della semina in acqua.

Quali accorgimenti sono necessari?

La semina può effettuata con le seminatrici tradizionali da frumento (o cereali a paglia) o macchine combinate sia con metodo convenzionale (semina successiva al livellamento ed erpicatura) sia con metodi alternativi quali la semina su minima lavorazione o la semina su sodo. Bisogna ricordarsi di utilizzare varietà con una migliore resistenza agli stress idrici, gestire al meglio le concimazioni in particolare modo quelle azotate e quelle potassiche, e impostare un programma di gestione delle infestanti adeguato alla flora di sostituzione. Relativamente alle concimazioni azotate bisogna tenere conto che in condizioni di asciutta abbiamo un’elevata nitrificazione dell’azoto e all’immissione dell’acqua un successivo dilavamento, incidendo sull’efficienza della stessa fertilizzazione.

Come la mettiamo con le infestanti?

Bisogna fare attenzione a Echinocloa spp., Digitaria sp. Setaria sp. e Panicum sp. per le graminacee, mentre per le docotiledoni sono in espansione le poligonacee, bidens spp. ed alcune ciperacee che trovano migliori condizioni di sviluppo senza la sommersione continua. La semina a file interrate comporta un anticipo delle semine di circa 7 – 10 giorni rispetto alle semine in acqua (allungamento del ciclo). Questa tecnica comporta un maggior sviluppo del riso crodo consentendo le nascite profonde dell’infestante, ecco perché il sistema si è espanso molto con l’avvento della tecnologia Clearfield. Bisogna porre comunque una maggiore attenzione al livello dell’acqua quando si passa dall’asciutta alla sommersione per consentire l’adattamento della pianta alla nuova condizione. Non è secondario che la tecnica sia utilizzata per controllare l’allettamento su varietà alte e le infestanti acquatiche di difficile controllo. E’ fondamentale il controllo delle infestanti in pre – emergenza.

E’ opportuno alternare le tecniche di semina?

L’alternanza tra le due tecniche di semina in diverse campagne favorisce la lotta alle infestanti.

Quest’anno quali problemi si sono verificati con maggiore frequenza o intensità nelle risaie dove è stata utilizzata questa tecnica di semina?

Alcuni problemi che si sono verificati sono inerenti alla mancata attivazione dei diserbi di pre emergenza: in alcuni casi l’assenza di precipitazioni in grado di attivare gli erbici ha consentito la nascita delle infestanti prima della nascita del riso: il risicoltore si è trovato così a dover diserbare anticipatamente alcune camere con riso molto piccolo ed infestanti avanzate; stesso caso o peggio ancora dove non sono stati fatti diserbi di pre emergenza e dove quindi la lotta e lo sviluppo tra riso ed infestanti è stata impari. Per questo motivo alcune volte non si è potuto da subito utilizzare i graminicidi ad alte dosi per non infierire sul riso e, alcuni giavoni, soprattutto ecotipi bianchi, sono sfuggiti al controlllo. Come abbiamo già accennato prima, quando le piogge sono mancate si è dovuto intervenire con delle bagnature rapide per favorire l’emergenza del riso. (25.06.2015)

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