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PROVINCIA PAVESE: INDICA ADDIO

da | 8 Mar 2015 | NEWS

carnaroliAumentano i risi più pregiati, come Carnaroli, Arborio e Baldo, e crollano gli Indica, travolti dalla concorrenza indocinese. Questo il quadro emerso al Centro ricerche, dove l’Ente nazionale risi – riporta oggi la Provincia Pavese – ha presentato alla Consulta risicola nazionale i primi dati del sondaggio effettuato ogni anno tra i risicoltori. «Sulla base di 418 schede, corrispondenti al 70% del totale – ha spiegato l’Ente risi – sono stati monitorati 32.500 ettari, cioè il 15% della superficie investita a riso nel 2014. La proiezione porta a una superficie complessiva di 220mila ettari, in aumento di circa 500 ettari rispetto al 2014». Più in dettaglio, si nota un crollo del lungo B: da 55mila a 29mila ettari. Si tratta di una diretta conseguenza delle importazioni di riso Indica a dazio zero dalla Cambogia e dalla Birmania. Importazioni che l’Italia – osserva il giornalista Umberto De Agostino – ha cercato di contrastare con la richiesta di ripristino del dazio alle frontiere. Ma Bruxelles, cui spetta l’ultima parola, non ha ancora deciso e i risicoltori si sono adeguati puntando su varietà più remunerative. «In generale – ha spiegato l’Ente risi alla Provincia Pavese – l’aumento delle superfici a riso è dovuto alle quotazioni importanti delle varietà da mercato interno e a quelle molto meno interessanti per il mais, e alla necessità di rispettare gli obblighi dell’inverdimento previsti nella nuova Politica agricola comune». L’intero articolo si può leggere sulla Provincia Pavese di oggi, domenica 8 marzo. (08.03.15)