«L’AVEPA NON PRENDA TEMPO»

Il consigliere veneto Azzalin sollecita il pagamento dell'anticipo Pac 2016. L'assessore: stiamo già pagando

Veneto-Stemma«Visto come sono andate le cose lo scorso anno, è bene mettere le mani avanti e muoversi in anticipo: l’Avepa ha tempo fino al 30 novembre per erogare gli acconti del 2016, ma più si aspetta più diventa probabile che non tutti possano beneficiarne. Quindi chiedo che si dia un’accelerata alle procedure». Il consigliere regionale veneto del Partito Democratico Graziano Azzalin interviene sullo “stato dell’arte” del pagamento dei contributi Pac, che dovrebbe contemplare un anticipo fino al 70% e che è iniziato il 16 ottobre.

«Ci sono da versare molti soldi arretrati, quasi un terzo dei saldi 2015 è ancora da pagare, così come parte delle indennità compensative delle zone montane e dei premi agroambientali; al momento mancano certezze sui tempi per la regolarizzazione. Considerato che molte Regioni si sono già mosse, chiediamo anche al Veneto di non aspettare, come già avvenuto in passato, per poi scaricare le colpe sui ritardi all’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, come se l’ente pagatore per Lombardia, per fare un esempio, non dipendesse anch’esso da Agea» commenta. Il consigliere democratico non nasconde la propria preoccupazione facendo un raffronto con gli ultimi anni: «Nel 2014 la situazione era ben diversa: a fine anno gli acconti Pac erano già stati tutti pagati, come dovrebbe essere da regolamento. Ma allora c’erano le elezioni regionali e anche a Zaia conveniva avere fretta».

L’assessore all’agricoltura, Giuseppe Pan, dal canto suo, ha assicurato ieri che gli agricoltori veneti, proprio in questi giorni,  stanno ricevendo l’anticipo dei premi relativi alla domanda unica 2016. «L’Avepa, l’agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura, sta operando  a pieno regime per erogare ai 75 mila imprenditori agricoli regionali che ne hanno fatto richiesta, il 70% dei premi PAC. Così come autorizzato dalla Commissione di Bruxelles l’anticipo, stimabile in circa 200 milioni di euro, riguarderà il premio base (determinato in funzione del valore dei titoli in portafoglio di ciascun agricoltore avente diritto) e i pagamenti relativi alle “pratiche benefiche per l’ambiente” (il cosiddetto greening), a condizione che i relativi controlli amministrativi si concludano con esito positivo» recita una nota diffusa alla stampa, che dimostra quanto sia “calda” la questione anche in terra veneta, dove il riso è presente, nell’area di Isola della Scala.

Inoltre, per quanto riguarda il Programma di sviluppo rurale, Avepa sta erogando oltre 20 milioni di euro tra a) gli anticipi relativi alle domande di aiuto presentate quest’estate e alle domande di conferma dei pagamenti agroambientali dell’attuale programmazione (2014-2020), b) i premi connessi ai “trascinamenti” relativi agli impegni pluriennali già assunti e c) l’indennità compensativa per le aree svantaggiate di montagna e collina.

«Siamo tra le prime Regioni a partire con i pagamenti. – sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan – Si tratta di una fondamentale iniezione di risorse finanziarie di cui le nostre imprese hanno assoluto bisogno. Voglio però precisare al consigliere Azzalin che, per quanto riguarda i pagamenti 2015, l’Avepa ha già liquidato 362 milioni di euro per la domanda unica e 65 milioni di euro per le misure agroambientali. Le aziende venete che non hanno ancora visto accreditati i premi spettanti sono quelle per le quali proprio l’Agea (l’Agenzia ministeriale per l’erogazione dei pagamenti), esempio di organizzazione che il consigliere vorrebbe far assurgere a modello di efficienze, non ha ancora fornito i relativi esiti dei controlli di ammissibilità ad essa delegati».

«Oltre a questo – prosegue l’assessore –  va ricordato il cosiddetto “Refresh 2015”, fornito nel mese di gennaio 2016 sempre dall’Agea, che costituisce la base informativa del sistema integrato di gestione del controllo territoriale, conteneva molte imperfezioni come dimostrano le 70 mila richieste di revisione formulate dai beneficiari nel corso dell’estate e che oggi sono oggetto di verifica da parte degli uffici di Avepa».

«Infine – conclude Pan – è concettualmente errato confrontare i risultati conseguiti nel 2014, e anni precedenti, con i quelli ottenuti nei periodi successivi in quanto si vanno a confrontare due programmazioni PAC distinte e profondamente diverse. Un esempio per tutti è rappresentato dal fatto che a tutt’oggi l’Agea, competente in maniera esclusiva a fissare i diritti all’aiuto (titoli), non ha ancora concluso il relativo iter per la determinazione definitiva del valore degli stessi. E’ dal tutto evidente quindi, che se il sistema veneto fosse messo in condizione di lavorare in completa autonomia, cioè senza dover subire gli atavici ritardi dell’amministrazione centrale, lo standard delle performance si manterrebbe costantemente ai massimi livelli. Anche l’attuale ministro alle Politiche agricole, ha riconosciuto che l’Agenzia veneta peri pagamenti è un modello di efficienza a livello nazionale».

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