LA PAURA E’ SOTTILE

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Bioraffineria1Solo un mese dopo l’inaugurazione, il primo impianto al mondo in cui viene prodotto il bioetanolo di seconda generazione da biomasse non alimentari, la bioraffineria «Beta Renewables» del gruppo alessandrino Mossi&Ghisolfi, è già nella bufera. A metterlo sotto accusa il Movimento 5 Stelle piemontese che sospetta la produzione di polveri sottili e teme gli effetti che il Pm10, se superiore al limite, potrebbe avere sulla salute dei cittadini vercellesi. Secondo la Regione però «i dati rilevati dalle centraline Arpa ad ottobre hanno registrato un certo rilievo di polveri sottili, in particolare nella giornata del 20 ottobre scorso, dove i valori di Pm10 hanno raggiunto i 134 microgrammi/mc (il livello medio giornaliero di protezione della salute è fissato in 50 microgrammi/mc). Sono stati inoltre superati i limiti annuali di protezione della salute fissati in 35 superamenti giornalieri, nelle stazioni di Livorno Ferraris e Vercelli». In realtà questi dati potrebbero essere stati condizionati dalla bruciatura delle stoppie: la Regione infatti precisa che «i dati delle centraline per il controllo della qualità dell’aria sono infatti simili a quelli registrati nell’anno precedente». Secondo la bioraffineria, le emissioni «non hanno impatto né sul territorio né sulla salute dei cittadini – assicura infatti il gruppo Mossi&Ghisolfi -. Lo stabilimento, entrato in funzione da alcuni mesi, è il primo al mondo di questo genere e, quindi, deve necessariamente essere messo a punto nelle sue diverse funzionalità. È inevitabile che in questa fase di ottimizzazione alcuni valori possano essere leggermente superiori ai limiti imposti. Superamenti che vengono comunicati a Provincia e Arpa entro le 24 ore in cui si è verificato ciascun singolo evento. L’autorità preposta ha il controllo in tempo reale delle performance ambientali dello stabilimento, sottoposto ad una normativa provinciale molto più restrittiva di quella nazionale. Basti pensare che per alcuni valori, come la CO, la normativa provinciale è di due volte più severa di quella nazionale e che la Provincia ha imposto a “Beta Renewables” un limite massimo di 50 mg/Nm3 di CO rispetto ai 100 della normativa italiana». (9.11.13)

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