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«LA LOMELLINA NON È RISICOLTURA STORICA»

da | 12 Lug 2022 | NEWS

Confagricoltura Novara boccia Est Sesia e accusa il consorzio di dividente “inutilmente” gli agricoltori. La decisione di tagliare l’acqua alle risaie novaresi per dissetare quelle lomelline ha provocato la reazione dell’Unione gaudenziana che ha emesso un comunicato stampa che non si limita a stigmatizzare la scelta “politica” del consorzio – perchè nulla vi è di più politico che scegliere chi sacrificare quando una nave affonda – ma apre una partita ancora più delicata. Ci riferiamo alla Pac che esclude il riso dagli eco-schemi e lo sostiene con un aiuto accoppiato di 320 euro ad ettaro dal 2023: la seconda scelta è conseguenza della prima e la toppa potrebbe essere peggio del buco. Infatti, gli eco-schemi escludendo il riso lo penalizzano economicamente – e su questo lato del problema interviene appunto l’aiuto accoppiato in compensazione – ma anche ambientalmente-. Le aziende agricole che avrebbero potuto utilizzare i fondi europei per innovare e qualificare la produzione di riso (anche sul piano ambientale) non lo faranno e, di fronte a un mercato incerto con costi elevati (sai come massimizzare il raccolto anche in tempi di siccità?), potrebbero essere indotte a coltivare riso solo per ricevere l’aiuto specifico. Il rischio, come si comprende, è che si mettano a coltivare riso anche quei territori che non dispongono di esperienza, infrastrutture irrigue e mercato; e che lo facciano solo per percepire i soldi europei. Poiché sull’argomento si sta già ragionando, Confagricoltura Novara lascia intendere che la decisione di privilegiare la Lomellina, che al riso arriva più recentemente su un piano storico e che lo semina in asciutta, un metodo indiziato di non essere sostenibile, rappresenta un errore strategico. Si deprime cioè un territorio risicolo da secoli per privilegiare un’area che nei periodi siccitosi non ha chance di fare riso, in quanto la rete irrigua del consorzio Est Sesia non sarebbe costruita – ci dicono i risicoltori – per portare l’acqua così lontano in condizioni di bassa portata (avviso). Naturalmente, sono argomentazioni opinabili – ci aspettiamo sempre le motivazioni tecniche di Est Sesia e naturalmente l’opinione uguale e contraria dei sindacati pavesi – e su un punto ci sentiamo di smentire Confagricoltura Novara (nella foto, il presidente Giovanni Chiò), la quale afferma che «non ci sono conflitti tra territori». I conflitti ci sono eccome e ci sono perchè, in assenza di una leadership politica e di certezze tecniche, le imprese sono lasciate alla mercé della siccità. Con l’ovvia conseguenza di una guerra dei poveri. Autore: Paolo Viana

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