LA LETTERINA DEL MINISTRO

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arbo01Il disegno di legge sulle denominazioni del riso in commercio in Italia sarà pronto entro un mese. Lo riporta l’Informatore Agrario. Successivamente, se sarà approvato il collegato agricolo alla legge di stabilità che prevede una delega al Governo su questa materia, entro 12 mesi si potrà passare dal disegno di legge a un decreto legislativo, che riformerà la normativa del 1958. «Sono trent’anni che ne dibattiamo – commenta Giovanni Daghetta, presidente della Cia Lombardia, al giornale agricolo – e abbiamo raggiunto un’intesa soddisfacente». Meno soddisfatto Fulco Gallarati Scotti, presidente della federazione nazionale riso di Confagricoltura: «È un compromesso ed è il massimo compromesso sostenibile per gli agricoltori, tant’è vero che l’industria ha chiesto di allargare le maglie dei difetti e noi abbiamo rifi utato». Il riferimento è alla richiesta dell’Airi di portare la soglia di rotture presenti nel riso dal 5 al 10% per le varietà meno pregiate, allo scopo di intercettare il consumatore low cost. L’Informatore la definisce «una proposta sponsorizzata dal Ministero dello sviluppo economico che avrebbe scritto una lettera al Mipaaf per sollecitare questo «ammorbidimento », ma osteggiata dagli agricoltori e soprattutto da Confagricoltura, convinta di aver già concesso troppo sul piano della qualità e della distintività del risone. Un particolare, quello della lettera inviata dal Mise al Mipaaf, che finora non era noto e che dimostra come sia forte il pressing degli ambienti industriali per riformare questa legge. (19.02.15)

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