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«INVASI OK MA SERVE ANCHE ALTRO»

da | 9 Dic 2022 | NEWS

Ente Risi

Il presidente dell’Ente Risi Paolo Carrà ci scrive per precisare la posizione sugli invasi, dopo la pubblicazione dell’articolo che riprendeva il comunicato stampa dell’Ente: «Gentile dott. Viana, leggo solo ora l’articolo dal titolo «L’Ente Risi contro gli invasi” apparso sulla sua testata on line Riso Italiano che prende spunto a mio avviso da una errata lettura del nostro comunicato stampa».(LEGGI L’ARTICOLO)

«Durante l’incontro a porte chiuse della scorsa settimana, ho ribadito il fatto che non esiste un’unica ricetta per affrontare la questione crisi idrica. Questo dipende dal fatto che i territori sono diversi, molte le competenze ed una legislazione che non agevola la velocità delle decisioni da prendere nel periodo di crisi. L’unico denominatore comune è il fatto che siamo di fronte a cambiamenti climatici ormai consolidati che richiedono modi di operare diversi rispetto al passato e ci obbliga ad avere una visione a 360°».

LA QUESTIONE INVASI

«Circa la questione invasi, dighe o laghetti che siano, per i quali dal titolo si evince una mia contrarietà, ho più volte ricordato anche pubblicamente che l’attuale andamento climatico con piogge violente e concentrate in pochi periodi dell’anno oltre alle ridotte precipitazioni nevose, devono assolutamente far pensare ad una strategia che trattenga l’acqua quando c’è. Esempio lampante è la Sardegna dove la diga sul fiume Tirso ha scongiurato la crisi della risicoltura sarda. Pertanto la posizione di Ente Risi è ed è sempre stata a favore di azioni diverse che hanno tempi di attuazione diversi e che concorrono tutte a superare i problemi attuali e futuri relativi all’irrigazione e alla crisi idrica».

IL CHIARIMENTO

«Voglio pertanto chiarire che se una politica degli invasi è corretta, nella consapevolezza che i tempi di esecuzione non siano brevi, è altrettanto necessario prendere in considerazione iniziative i cui risultati siano misurabili da subito. Per questo il giorno 19 in base a quanto è emerso nella riunione del giorno 5 dicembre, chiederò ai tecnici dei consorzi irrigui e dei sindacati agricoli di ritrovarci per mettere a punto un nuovo sistema di gestione che dia certezze agli agricoltori per la prossima campagna. E’ solo l’inizio ma bisogna pur incominciare».

«Le chiedo pertanto di pubblicare questa mia, al fine di sgombrare il campo da ogni dubbio o polemica che può aver generato la pubblicazione del suo articolo nella consapevolezza che è necessario intervenire per il bene della risicoltura e dei molti agricoltori che quest’anno hanno avuto a che fare con un pessimo San Martino. Paolo Carrà

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