IL RISO RESILIENTE È BIO E SI VEDE

La rete Semi Rurali presenta in un video le sperimentazioni
Le risaie di Una Garlanda

Il progetto Riso Resiliente, finanziato da Cariplo per promuovere la diversità nella ricerca, ha tratto ispirazione dalla consapevolezza, maturata da una parte della popolazione, di una relazione tra l’uniformità varietale, perseguita negli ultimi 50 anni dal miglioramento genetico, e il cattivo stato di salute riscontrato nelle economie sviluppate. Secondo i promotori del progetto, questi problemi, benché spesso affrontati separatamente, sono, al contrario, strettamente interconnessi ed hanno un unico comune denominatore: i semi. Il riso, in particolare, è una delle colture cerealicole più redditizie e uniformi, la cui coltivazione in Italia occupa una superficie di 220000 ha, nell’area più vocata che si estende tra Piemonte e Lombardia. L’uniformità agronomica è particolarmente evidente nella risicoltura convenzionale, mentre il tentativo di spezzarla ricade sulle spalle dei risicoltori biologici e biodinamici. Oggi, tuttavia, i prezzi del risone “biologico” sono attualmente molto più elevati rispetto a quello convenzionale, fino a raggiungere il triplo per l’Indica, le cui quotazioni sono attualmente al di sotto dei costi di produzione; se si considera, poi, il costo medio dei fertilizzanti dei fitofarmaci, stimato intorno ai 675 €/ha, il vantaggio economico di coltivare con metodi biologici che riescano a competere a livello produttivo con il metodo convenzionale è straordinariamente importante, osserva la Rete Semi Rurali.

Lo scenario

Sul piano generale, se si considera che i fertilizzanti di sintesi, introdotti nel 1926, hanno raddoppiato le produzioni medie unitarie di risone e, dopo l’introduzione accidentale nel 1968 di Heterantera spp., nonché la diffusione,  dagli anni ’50 del secolo scorso, dei primi erbicidi selettivi che hanno soppiantato la monda manuale, la lotta meccanica alle infestanti della risaia e una risicoltura senza erbicidi sono sostenibili nel tempo solo se la lotta meccanica, la rotazione colturale e una adeguata capacità competitiva delle piante fin dalle prime fasi germinative raggiungono il controllo del 90% delle infestanti.  Peraltro, la coltivazione di Oryza sativa spp. Japonica si colloca nel sistema delle aree protette come caratteristica degli agrosistemi umidi-acquitrinosi che la rende una delle specie più rilevanti per la conservazione del paesaggio e soprattutto per la diversificazione dei sistemi naturali e della biodiversità specifica delle wetland planiziali, come quelle delle province di Novara, Pavia e Milano. Le moderne tecniche colturali, che prevedono il livellamento del suolo e ripetuti cicli di asciutta delle camere di risaia, rischiano di compromettere questa importante funzione ecologica, secondo la Rete Semi Rurali che risponde con la sperimentazione di un modello agricolo “contestuale” che parta dall’adattamento specifico al sistema ambientale e paesaggistico lombardo e piemontese.

Il progetto 

Sulla scorta di queste considerazioni, che non sono condivise dalla risicoltura convenzionale, ha preso vita nell’anno 2019 un processo di selezione partecipativa di alcune varietà di riso verso l’individuazione di una popolazione evolutiva, per sviluppare sementi che, grazie anche la loro capacità di adattarsi ai cambiamenti climatici, possano affrontare in maniera sostenibile le sfide presenti e future. Attraverso il sostegno della Fondazione Cariplo, il progetto Riso Resiliente ha inteso contribuire ad innovare il sistema risicolo italiano, la filiera e l’agro-paesaggio, facilitando l’accesso al germoplasma adattato in contesti locali, utile alla transizione verso un modello di coltivazione agro-ecologica. In quest’ottica, la sperimentazione dei vantaggi della diversità, sotto forma di alcune varietà suscettibili alle malattie, seminate in modo alternato con varietà resistenti, ha aumentato la produzione dell’89% e ridotto l’incidenza delle malattie del 94% con il risultato che l’uso di fungicidi non si è reso più necessario alla fine del programma.

In particolare, a livello metodologico si è inteso:

  • validare il metodo per il miglioramento genetico evolutivo e partecipativo sulla specie del Oryza sativa spp. Japonica in Italia, con particolare riferimento alle aree delle province di Milano, Pavia, Novara;
  • assicurare la disponibilità del materiale sementiero tramite la sperimentazione di sistemi sementieri locali e di “case delle sementi” comunitarie;
  • assicurare una efficace divulgazione dei risultati delle sperimentazioni delle pratiche agrotecniche connesse all’uso di popolazioni adattive.

Grazie all’esperienza di agricoltori da tempo impegnati nella coltivazione di riso secondo differenti tecniche di gestione del suolo, che si sono resi disponibili a partecipare alla sperimentazione, è stato possibile isolare alcune varietà secondo un  criterio di coltivabilità, cioè una sintesi di tutti i parametri considerabili nella valutazione in campo, dalla copertura, alla consistenza della pannocchia, alla densità delle malerbe.  Rete Semi Rurali traduce e sviluppa così il grande interesse del mondo scientifico nei confronti delle vecchie varietà, avanzando l’ipotesi che siano state abbandonate troppo presto e che potrebbero presentare geni che in futuro giocheranno un ruolo chiave per la sostenibilità degli stili di produzione e di alimentazione.Il progetto è stato riassunto in un video, andato in onda sul canale YouTube in prima visione giovedì 28 maggio (disponibile al link https://www.youtube.com/watch?v=3ujbylwjMv4) e che racconta un anno di progetti di ricerca in campo attraverso il linguaggio internazionale e il potere comunicativo delle immagini. La ricerca è stata sviluppata dalla Rete Semi Rurali (https://www.semirurali.net/) e si giova della collaborazione e dei risultati sperimentali relativi alle tecniche agronomiche del riso biologico e biodinamico identificate dal gruppo di ricerca dell’università di Milano, Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali.

I partecipanti

Hanno preso parte alla sperimentazione:

Cascine Orsine  a Bereguardo https://www.cascineorsine.it/

Marco Cuneo ad Abbiategrasso http://orticolti.blogspot.com/p/i-nostri-prodotti.html

Terre di Lomellina a Candia Lomellina http://www.ecor.it/it/prodotti/le-terre-di-ecor/terre-di-lomellina

Una Garlanda a Rovasenda https://www.unagarlanda.it/

 

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Risicoltura
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