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FRODI PAC, CHI RISCHIA

da | 26 Nov 2013 | NEWS

DSCF0006L’operazione Bonifica va avanti, ma in Piemonte sono già scattate le proteste e molti agricoltori sono in ansia in queste ore perché se le agenzie regionali recepiranno le sollecitazioni dell’Agea a non versare i contributi Pac alle aziende coinvolte nell’inchiesta della Guardia di finanza, questo significherà non disporre delle risorse necessarie agli investimenti autunnali e primaverili. Del resto, non sembra che ci siano alternative ad autofinanziare l’attività o a richiedere ulteriori prestiti al sistema creditizio: “I danni da questo blocco possono essere più o meno gravi a seconda della situazione finanziaria dell’azienda – spiega a Risoitaliano l’agronomo piemontese Giuseppe Sarasso specializzato in seminativi – in quanto se l’azienda gode di buon credito, con interessi al 5% la perdita corrisponde nel caso del riso a 42,2955 euro annui per compensare un contributo ad ettaro che è di 845,91 e di 16,976 per il mais che nel 2013 ha diritto ad incassare un premio di 339,52 euro. Se però l’azienda è pesantemente indebitata, e magari ha già avuto anticipazioni dalle banche per il credito Pac, probabilmente si vedrà chiedere di rientrare e in quel caso rischierà il sequestro dei beni e il fallimento”. Tutto dipenderà quindi dai tempi delle indagini. In Piemonte, le pratiche sotto esame riguarderebbero più di 5.000 aziende agricole e a livello nazionale l’operazione Bonifica interessa circa il 10% degli agricoltori italiani.(26.11.13)

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