FITOFARMACI SOTTO ACCUSA IN PIEMONTE

FacebookLinkedinTwitterWhatsAppPrintEmailNelle acque del bacino del Po sono state trovate – oltre ad altri inquinanti – tracce di numerosi principi attivi utilizzati in agricoltura e per questo la Regione Piemonte...

risaia (1)Nelle acque del bacino del Po sono state trovate – oltre ad altri inquinanti – tracce di numerosi principi attivi utilizzati in agricoltura e per questo la Regione Piemonte sta esaminando la possibilità di vietare o limitare l’uso dei fitofarmaci che li adottano. Il divieto dei prodotti agrochimici non rientra – va ricordato – tra le competenze regionali, ma è chiaro che, nell’ambito della collaborazione istituzionale, la prima verifica del problema avvenga in sede locale e non nazionale.

Allertati da una riunione tra le confederazioni agricole e l’assessorato all’ambiente della Regione Piemonte, abbiamo deciso di approfondire la questione che, ve lo diciamo chiaramente, deve preoccupare (e non poco) i risicoltori. Nell’elenco delle sostanze sotto esame, come vedremo tra poco, vi sono infatti alcuni principi attivi utilizzati in risicoltura, altri utilizzati anche in risicoltura e altri ancora di cui si sospetta l’uso in risicoltura (perché non dovrebbero essere impiegati sul riso). In altre parole, c’è il rischio di un giro di vite che potrebbe complicarci la vita. In questo momento siamo alle analisi e alla valutazione sul da farsi.

L’approccio che segue la Regione è quello indicato nelle linee guida del Pan, che potete scaricare cliccando QUI. La verifica del problema rientra nel processo di redazione del 2° Piano di Gestione del distretto idrografico del Fiume Po che dovrà essere adottato entro il mese di dicembre 2015. Il 9 ottobre in Corso Stati Uniti 23 alle 9,30 (il programma si scarica QUI e le istruzioni per partecipare si scaricano QUI) si terrà un incontro di informazione pubblica.

Ma cosa comporta concretamente il secondo ciclo di programmazione del bacino del Po? In Regione ci spiegano che la Commissione europea, attraverso la Direttiva Quadro sulle Acque n. 2000/60/CE, ha previsto una ciclicità di 6 anni nella predisposizione dei Piani per attuare la propria politica sulle acque e dopo l’adozione del 1° ciclo, avvenuto per il PdG Po nel febbraio del 2010, in tutta Europa è stato avviato un aggiornamento dei Piani a quanto previsto dalla Direttiva, valutando sia lo stato ambientale di corsi d’acqua, laghi, acque sotterranee sia la capacità delle misure attuate di tutelare, gestire o risanare la risorsa e permettere di raggiungere l’obiettivo ambientale di “buono” anche avviando, per alcuni aspetti, dei procedimenti propedeutici alle procedure di infrazione.

Ebbene, sulla base dell’analisi delle pressioni e del monitoraggio ambientale regionale è emerso che alcuni corpi idrici piemontesi – confermano a Torino – non raggiungono l’obiettivo di qualità a causa della presenza di prodotti fitosanitari, molti dei quali utilizzati in risicoltura. La Regione Piemonte sta individuando le misure più opportune per migliorare la qualità delle risorse idriche, che riguardano sostanzialmente una gestione migliore dei prodotti fitosanitari, nel rispetto dell’ambiente, della salute umana e della biodiversità. Le misure sull’utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari si configurano altresì come attuazione del Pan.

I dati ambientali sono reperibili al seguente indirizzo: http://www.regione.piemonte.it/ambiente/acqua/servizi_dati.htm (cliccare su monitoraggio delle acque web gis). Lo stato dell’ambiente piemontese è invece reperibile su http://www.regione.piemonte.it/ambiente/stato_salute_piemonte.htm Sulla base delle rilevazioni (che potete scaricare QUI) I pesticidi nel mirino della Regione, in quanto determinano il declassamento dell’obiettivo di qualità sono acetochlor (erbicida per mais), azoxystrobina (fungicida per riso), flufenacet (erbicida per riso), imazamox (erbicida per riso), isoxaflutole (erbicida per mais), mcpa (erbicida per riso), metolaclor (erbicida per mais), oxadiazon (erbicida per riso), quinclorac (erbicida per riso – uso eccezionale), sulcotrione (erbicida per mais) e triciclazolo (fungicida per riso – uso eccezionale). Le analisi hanno rilevato nelle acque anche la presenza di sostanze chimiche che in passato sono state utilizzate in risicoltura e che oggi non sono più autorizzate. Anche per queste sostanze sono prevedibili controlli più accurati. (28.09.2015)

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Risicoltura
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