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EMERGENZA RISO CONFEZIONATO

da | 17 Dic 2023 | NEWS

Airi

Lo scorso venerdì pomeriggio la filiera risicola si è incontrata al convegno organizzato da Airi presso il Centro di Ricerca sul Riso di Ente Nazionale Risi. Tale occasione ha visto la partecipazione in platea di numerose ed importanti rappresentanti del settore, riunite dagli industriali in primis per portare avanti la battaglia contro le importazioni di riso confezionato.

Come spiegato nel comunicato letto in conclusione da Mario Francese (leggi), nel 2017 le importazioni di riso confezionato in Europa, escludendo il Regno Unito, erano state di 188.000 tonnellate ma «Negli anni successivi il fenomeno è cresciuto a tal punto che oggi circa 400.000 tonnellate di riso già lavorato e confezionato – l’equivalente in termini numerici di tutto il riso consumato in Italia in un anno! – vengono importate nell’UE direttamente dal distributore, bypassando le industrie, in alcuni casi anche senza pagare il dazio, oppure pagando lo stesso dazio del riso sfuso. È evidente come questo fenomeno dapprima abbia eroso le nostre potenziali quote di mercato ed in un secondo tempo potrebbe portare ad una progressiva sostituzione della produzione comunitaria con prodotto estero.

In una iniziativa di contrasto al fenomeno del riso confezionato – ha affermato il presidente degli industriali -, abbiamo bisogno del coinvolgimento di tutta la filiera, con il coordinamento dell’Ente, poiché prevediamo la necessità di uno sforzo importante verso le istituzioni comunitarie e una situazione di pericolo con presupposti analoghi a quelli che portarono all’adozione della clausola di salvaguardia».

AIRI ED ENTE RISI DIALOGANO

Nel corso del convegno si sono affrontati anche altri temi fondamentali per la risicoltura odierna e prossima. L’ingegner Alberto Lasagna è intervenuto per parlare del ruolo della risicoltura nel sistema irriguo padano. La dottoressa Chiara Cattaneo ha proposto l’efficacia di nuove tecniche di mutagenesi, le TEA, utili a rendere le risicoltura più performante e resiliente. Filippo Roda ha proposto un’analisi dei mercati risicoli internazionali, continentali e nazionali, mettendo in luce la crescente volatilità e complessità. Tali contributi sono stati racchiusi dalle allocuzioni introduttive e finali del presidente di Airi Mario Francese. La prima seguita dalle parole della neo presidente dell’Ente ospitante, Natalia Bobba, e la seconda preceduta da quelle dell’ex ricopritore del medesimo ruolo, Paolo Carrà.

Nel discorso di apertura (vedi il video) Francese ha anticipato i temi dell’incontro, spiegando come questo sia voluto da Airi per sviluppare confronto e collaborazione con tutta la filiera. Il manager ha poi ringraziato il lavoro svolto da Carrà ed introdotto la neo eletta sul palco. L’agricoltrice ha preso la parola, mostrando attraverso una sincera emozione l’importanza dell’incarico di cui è insignita. Nel suo discorso (vedi il video) Bobba chiede di mettere da parte le critiche sterili spesso rivolte all’Ente, proponendo collaborazione ed unità per affrontare le sfide del futuro. La neo-presidente, prima donna alla guida di Ente Risi, ha poi parlato del suo rapporto costruttivo in un ambiente maggiormente declinato al maschile come quello risicolo, prima di augurare a tutti buone Feste e buon riposo in vista del nuovo anno.

LASAGNA ELOGIA LA DOPPIA VIRTÙ DELLA RISICOLTURA NOSTRANA

Si è quindi entrati nel vivo dei temi tecnici proposti dall’incontro con l’arrivo sul palco di Alberto Lasagna. Il direttore di Confagricoltura Pavia, noto esperto di irrigazione nell’ambito padano e specificatamente risicolo, ha esposto alla platea il fondamentale ruolo della risicoltura nella gestione dell’acqua. Nel suo intervento (vedi il video) Lasagna ha in primis dimostrato con i numeri come la risicoltura non sprechi l’acqua. Il territorio su cui si estende tutto l’areale risicolo agisce come una “spugna”. Questa è alimentata attraverso l’azione antropica della sommersione delle risaie, e permette la creazione di un enorme invaso naturale nella falda. Ciò riesce a trattenere la risorsa idrica, rilasciandola lentamente così da contrastare fenomeni negativi, ad esempio la risalita del cuneo salino, nei periodi di minori precipitazioni.

Si tratta di una funzione resa ancor più necessaria in seguito alla diminuzione progressiva delle riserve nevose causata dall’innalzamento delle temperature. Vengono proposti grafici che dimostrano indubitabilmente la correlazione lineare tra l’andamento della falda e l’andamento dell’irrigazione, con curve che si adattano in base a come e quanto i risicoltori riescono a mantenere le camere sommerse. Lasagna conclude che abbiamo la possibilità di dimostrare il ruolo strategico della risicoltura. Ciò è vero non solo per la produzione di derrate alimentari ma anche per la conservazione della risorsa idrica. Ciò a investimento 0 in nuove infrastrutture.

CATTANEO PROPONE LE TEA

Nel secondo speech (vedi il video) la dottoressa Chiara Cattaneo espone l’efficacia delle TEA, tecniche avanzate di mutagenesi. Queste da maggio 2023 si possono testare in campo anche in Italia, in seguito all’approvazione di un emendamento del Decreto Siccità dello scorso aprile. L’esperta propone studi dove si è dimostrato che tali tecniche permetterebbero di sviluppare varietà con specifici tratti genetici. Tra questi c’è una maggiore resistenza al brusone, alla siccità o all’assimilazione di cadmio. Così, si potrebbe rendere la risicoltura più performante, resiliente e sostenibile. La ricercatrice ha voluto sottolineare come queste tecniche portino a risultati esattamente analoghi a quelli prodotti con tecniche tradizionali di breeding. Tuttavia, si tratta di un approccio economico e rapido. Cattaneo ha concluso auspicandosi che la strada di liberalizzazione intrapresa nell’ultimo anno non venga abbandonata.

Nel riferirsi a questo intervento Mario Francese pone l’accento su un tema cruciale per la selezione varietale. «Il patrimonio di varietà tipicamente italiane e che ci contraddistingue anche nel mondo – ha detto il presidente dell’Airi – si sta gradualmente perdendo. Questa eventualità sarebbe estremamente grave perché rischierebbe di minare la fiducia dei consumatori verso l’alta qualità del riso italiano. Venuta meno l’alta qualità del prodotto italiano, oltre a perdere la nostra tipicità, avremmo più difficoltà a competere con un prodotto che potrebbe essere reperibile su qualsiasi mercato. È necessario orientare investimenti nella ricerca di varietà con parametri stabili e identici alle varietà tradizionali italiane. Chiediamo in particolare all’Ente Nazionale Risi che si faccia carico di un’analisi su come stanno evolvendo qualitativamente le nostre varietà, assumendo le iniziative che verranno ritenute più idonee per salvaguardarle».

L’INDUSTRIA CHIEDE 250.000 HA AIRI

L’ultima presentazione, riportata nell’articolo di analisi sul mercato (leggi), è proposta da Filippo Roda. in seguito dalla platea è voluto intervenire Paolo Carrà, presidente uscente dell’Ente padrone di casa. Egli ha ringraziato Francese per le belle parole espresse in apertura del convegno per poi passare ad un leggero sfogo nel suo primo intervento pubblico spoglio di cariche istituzionali (vedi il video). In particolare il risicoltore ha posto l’attenzione sulla mancanza di cooperazione in ambito irriguo anche in seguito alle difficoltà della campagna 2022, affermando che nel 2023 ci siamo salvati solo grazie alle precipitazioni.

Nel concludere il presidente di Airi riprende la parola (vedi il video), ripercorrendo gli interventi dei relatori  e le motivazioni della loro scelta. In primis la volontà di mantenere i riflettori accesi su un tema cruciale e potenzialmente limitante per la risicoltura, ossia la disponibilità irrigua. Poi l’interesse nelle tematiche di innovazione nel miglioramento della qualità merceologica del prodotto, che da sempre caratterizzano Airi.

Infine, l’esposizione di numeri utili a dimostrare la costante crescita nei consumi di risone a livello nazionale ed Ue e la presenza di spazi di mercato. Il manager sottolinea l’importanza di coprire questi fabbisogni il più possibile con prodotto nostrano, chiedendo nuovamente ai risicoltori di raggiungere 250.000 ha di superficie a riso. Le ultime battute di Francese sono dedicate, come detto in apertura, alla battaglia contro l’importazione di riso confezionato in Ue, prima di concludere i lavori augurando a tutti buone Feste. Autore: Ezio Bosso.

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