CONSERVATIVA NEL PSR PIEMONTESE

FacebookGoogle+LinkedinTwitterWhatsAppPrintEmailL’agricoltura conservativa avrà uno spazio nelle misure agroambientali del Psr 2014-2020: lo  ha confermato stamane Mario Perosino, fiunzionario della Regione Piemonte alla Fiera in campo di Caresanablot (Vercelli). Il...

risoneL’agricoltura conservativa avrà uno spazio nelle misure agroambientali del Psr 2014-2020: lo  ha confermato stamane Mario Perosino, fiunzionario della Regione Piemonte alla Fiera in campo di Caresanablot (Vercelli). Il redigendo Programma di sviluppo rurale – ha detto Perosino – dovrà vedere la luce entro fine anno e nel caso del riso si dovrà tenere conto non soltanto delle novità introdotte dalla Pac ma anche di alcune direttive, in particolare la direttiva quadro sulle acque che interviene sul canone dell’acqua, e quella che affronta il nodo dell’uso sotenibile dei fitofarmaci (Pan). Il funzionario regionale ha confermato che “i servizi di consulenza aziendale saranno pagati con una misura del Psr” e che sia per l’erogazione degli aiuti del primo pilastro che per quelle dello sviluppo rurale si dovrà sciogliere il nodo degli agricoltori in attività. Per l’Ue sono i soli finanziabili, ma tocca agli Stati decidere effettivamente chi sia l’agricoltore in attività. Il funzionario regionale ha ammesso che alcune misure potrebbero finanziare l’agricoltura conservativa. La regione sta ancora lavorandoci ma gli spazi si aprono sulle priorità 4 e 5. In particolare, “per quanto riguarda l’agricoltura ad alto valore naturalistico – ha detto – un quinto dell’area interessata in Piemonte è coperta dalla risicoltura; si parla di oltre 200mila ettati e qui si potranno avere degli interventi specifici, ma anche sul fronte di una migliore gestione risorse idriche e dei suoli l’agricoltura conservativa può fare molto, come pure, per la priorità 5, essa può promuovere la conservazione e il sequestro del carbonio”. (22.02.14)

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Risicoltura
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