CI SI ARRENDE ALL’ASCIUTTA

La relazione dell'Ente Risi sulle semine prende atto dell'avanzata della semina interrata a file
Semina in asciutto nell'azienda Frattino

L’Ente Risi alza bandiera bianca sull’asciutta. Conferma che anche nel Vercellese il 65% dei risicoltori ha scelto questa tecnica. In un articolo de Il Risicoltore a firma del Servizio di Assistenza Tecnica si fa il punto su una campagna che finora è stata graziata dal meteo: «ha beneficiato della quasi assenza di precipitazioni primaverili che hanno permesso l’ottimale preparazione dei terreni, anche di quelli più sortumosi e pesanti» è il commento dei tecnici.  Vediamo cosa è successo zona per zona.

Tecnica da affinare

Tra Verona e Mantova le semine, iniziate nell’ultima settimana di aprile, sono del tutto terminate e «i risicoltori veronesi e mantovani hanno approfittato dell’annata favorevole per impratichirsi nella tecnica della semina interrata a file, che ha interessato una maggiore superficie rispetto allo scorso anno, rimanendo comunque al di sotto del 40% della superficie totale» scrive l’Ente Risi, evidenziando un’assenza di preoccupazione per lo sviluppo di questa tecnica, sovente criticata per gli squilibri che genera sul piano idrogeologico. Anche nel Ferrarese «si registra un forte aumento della superficie a semina interrata a file che raggiungerà circa il 50% della superficie totale». Anche qui, il giudizio non è negativo sulla scelta: «L’introduzione di questa tecnica nel territorio ferrarese ha creato, in alcuni casi, non pochi problemi dovuti principalmente all’inesperienza: ad esempio l’eccessiva profondità di semina o ristagni idrici persistenti nella camera di risaia, che hanno portato alla marcescenza del seme. Un’altra criticità riscontrata è legata al non adeguato affinamento del terreno che, rimanendo con zollosità elevata, ha portato a semine irregolari. In molti casi non è stato possibile effettuare i dovuti trattamenti di interruzione della falsa semina a causa dall’assenza di nascite di infestanti per le basse temperature e l’estrema siccità, favorendo successive infestazioni di giavone e poligonacee già sviluppate con il riso in emergenza. Negli ultimi dieci giorni di maggio sono iniziati i trattamenti di post-emergenza e in molte camere si registra presenza elevata di punteruolo acquatico del riso». (Assistenza per risicoltori)

Lomellina felix

In Lomellina le semine sono quasi del tutto terminate e qui si parla di «leggero aumento della semina interrata a file». In calo il riso bio in favore della soia (rotazione) e qualche problema con la veccia, causa pioggia. La semina in asciutta ha richiesto bagnature per l’attivazione degli erbicidi di pre-emergenza. Qualche problema anche nel Pavese e Lodigiano per carenza di principi attivi mentre sorride la Lomellina: non ci sono problemi d’acqua, si deve ancora seminare dove si è fatta la falsa semina contro il crodo e qui, causa maltempo, si potrebbe avere un ritorno della sommersione. Anche in Lomellina il punteruolo è presente e il pythium preoccupa. Semina interrata a file in aumento anche nel Novarese, annuncia l’Ente, stimando un 40% del totale sotto la Cupola. (Ora tocca ai giavoni)

Vercellesi asciutti

Anche nella provincia di Vercelli, Biella e Alessandria, «entro maggio tutto il riso era stato seminato; circa il 65% ha usato la tecnica della semina interrata a file. In tali semine, come negli altri territori, i trattamenti erbicidi di pre-emergenza hanno funzionato maggiormente se posizionati a ridosso delle piogge. Si sono verificati leggeri ritardi momentanei dell’emergenza del riso nei casi in cui tali trattamenti sono stati effettuati poco prima di inter- venti piovosi a carattere temporalesco. Le semine interrate posizionate da metà marzo ad aprile hanno evidenziato una forte scalarità nella germinazione del riso, dovuta alla mancanza di umidità, e la presenza di giavone germinato negli strati più profondi e umidi del terreno. Si segnala l’elevata presenza di poligonacee in tutti i campi e, nelle risaie stabili, S. mucronatus da rizoma e B. umbellatus. Da segna- lare alcuni casi di phythium, risolti con la sommersione. Ottimi sono stati i risultati nel contenimento delle malerbe dove sono stati utilizzati i prodotti residuali antigerminello, posizionati a circa un mese prima della semina, mentre i risultati sono stati altalenanti con la tecnica della falsa semina, a causa della ridotta germinazione delle infestanti dovuta all’elevata siccità. Nelle coltivazioni con semina in asciutta si stanno effettuando i trattamenti di post-emergenza come nelle coltivazioni in acqua; in entrambi i casi e si rileva una forte presenza di giavone ed heteranthera dove non è stato effettuato il trattamento residuale. La presenza di punteruolo acquatico è elevata». In Sardegna si stima un incremento della superficie a riso di circa 200 ettari e le operazioni di semina sono concluse. «Quest’anno per la prima volta c’è stata l’adozione in larga scala, si stima circa 600 ettari, della semina interrata a file». Anche sull’isola… (Avviso)

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