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CI SARA’ SEME PER TUTTI?

da | 16 Dic 2013 | NEWS, Uncategorized

logo_estesoLa superficie certificata nel 2013 potrebbe bastare per produrre i 500mila quintali attesi nel 2014, ma non è detto che ci sia seme certificato per tutte le varietà. Lo conferma Luigi Tamborini, dirigente dell’ex Ense, oggi Cra-Scs sede di Vercelli, intervistato da Risoitaliano.

Giovedì 19 dicembre a Castello d’Agogna discuterete con i risicoltori i dati sul seme certificato e da stasera la relazione sarà online su www.ense.it . Si sa che c’è stato un calo, di che entità?

Quest’anno sono 9581 gli ettari certificati contro i 12344 dell’anno scorso. Abbiamo registrato un calo nei lunghi A da interno e nei risi da parboiled, meno sensibile nei medi. Hanno tenuto tondi (2400 come nel 2011) e i lunghi B (passati da 3280 a 3000).

Colpa dei reimpieghi?

E’ una contabilità che ci sfugge, anche se sappiamo che il fenomeno esiste, per quanto si basi su fattori emotivi più che strettamente economici. Se si calcolano infatti i costi di un riso selezionato in casa e quelli teorici ma concretissimi di riscontrarvi poi delle impurità di vario genere (il riso certificato subisce numerosi controlli, comprese le analisi di germinabilità, purezza varietale e assenza di grana rossa), di non disporre di un prodotto tracciabile in caso di crisi, di offrire cioè un riso quindi commercialmente più fragile di quello prodotto con semente certificata, i margini del reimpiego aziendale si riducono sensibilmente. Senza naturalmente contare il fatto che, al contrario del seme aziendale, le sementi di riso certificate assicurano l’assenza del nematode A. besseyi, un parassita da quarantena particolarmente dannoso.

A maggior ragione se è brevettato, giusto?

In quel caso, se reimpieghi devi versare una royalty. O sei fuorilegge.

Veniamo al punto dolente, i risi da interno. Ci sarà abbastanza seme per tutti?

In teoria sì, poi dovremo fare i conti con il mercato.  La produzione certificata può alimentare la semina di 50mila ettari, un valore sostanzialmente in linea con il 2013. L’andamento del mercato di questi mesi può tuttavia modificare il rapporto domanda-offerta. (16.12.13)

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