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BRAVA MINISTRA, MA…

da | 15 Lug 2020 | NEWS

Il ministro Bellanova
Chi vuole che parliamo sempre bene (o sempre male) di un ministro cambi canale. Perché questa volta ci vogliamo complimentare con Teresa Bellanova per ciò che ha detto all’assemblea nazionale di Confagricoltura. «La visione del futuro della politica agricola della Commissione UE  deve mettere a valore l’insegnamento tratto dall’epidemia, per rendere anche più intimamente coerenti gli obiettivi ambiziosi del futuro verde e le politiche per l’agricoltura e gli agricoltori». Così la Ministra in video collegamento (avviso). «E’ necessario tutelare il settore agricolo e garantire un processo produttivo costante, caratterizzato da sostenibilità, qualità, innovazione. Molti erano convinti che il tema dell’autosufficienza alimentare fosse superato con la globalizzazione e le tecnologie produttive e invece la pandemia ha invece dimostrato l’esatto contrario – ha sottolineato la Ministra -. Per questo ai miei colleghi europei ho chiesto ripetutamente: coraggio e visione. Consapevole della strategicità della filiera agroalimentare e avendo ben chiari i risultati che proprio sul tema della sostenibilità la nostra agricoltura italiana ha raggiunto. Certamente possiamo e dobbiamo fare di più ma l’Italia nel campo dell’agricoltura sostenibile ha molto da insegnare e come spesso ci siamo ripetuti, a quel futuro verde che tutti abbiamo come obiettivo il nostro Paese arriva con le carte più che in regola, per il suo essere primo al mondo per la biodiversità, tra i primi al mondo per l’agricoltura biologica e l’agricoltura integrata, tra i meglio organizzati sulle attività di economia circolare quale il recupero e il riutilizzo delle eccedenze alimentari, tra i virtuosi per le politiche sulle bioenergie». Non ci aspettiamo che la Bellanova cambi pelle e non ci sorprende l’entusiasmo con cui guarda a una parte dell’agricoltura rispetto ad un’altra, ma almeno il governo ha compreso che non si può consentire all’Europa di smentellare la strumentazione tecnica dell’agricoltore, imponendogli di coltivare senza agrofarmaci (MA INTANTO SI LAVORA PER L’AGRICOLTURA…) e applicando regole più affini all’esoterismo che alla natura. Speriamo che la Bellanova si renda conto, quando dice di voler «affermare la nostra voce in Europa sul tema della sostenibilità nella produzione agricola mettendo maggiormente in luce ciò che già oggi i nostri produttori fanno» che l’agricoltura è un patrimonio sociale e non un peso, che non si può accorgersene solo quando lievitano i prezzi dei prodotti alimentari o quando le aziende chiudono. Se possiamo permetterci, la Ministra ha un’occasione d’oro per applicare quel che dice ed è rispedire al mittente la decisione del Commissario all’agricoltura Janusz Wojciechowski che recentemente ha negato al riso la tutela di Bruxelles contro le importazioni asiatiche (leggi l’articolo).

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