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BOBBA: MISCELE SOLO PER PARBOILED

da | 1 Mag 2014 | NEWS, Riso in cucina

Natalia Bobba (foto piccola), imprenditrice risicola vercellese, è la nuova presidente di Donne & Riso, il sodalizio femminile che promuove la cultura del cereale italiano (nella foto grande, il passaggio delle consegne con Licia Vandone, l’ex presidente che resterà nel direttivo). Ogni anno, l’associazione vercellese assegna un premio alla donna che si è distinta nella promozione di questo prodotto. Ecco la sua prima intervista a Riso Italiano.

Presidente Bobba, perché ha assunto questo incarico?

Mi ha fatto molto piacere essere eletta Presidente di questa associazione femminile al 100%. E’ un incarico prezioso e l’ho accettato perché penso di poter dare con la mia esperienza nel settore risicolo, un apporto a far si che il riso sia sempre più conosciuto ed apprezzato. Quando parlo di riso, intendo tutto il mondo che ruota attorno ad esso, ( cultura, tradizioni, storia, cucina, coltura, ecc). Siamo donne (mogli, compagne, figlie, imprenditrici) che vivono quotidianamente, le gioie ed i “dolori” legati alla coltivazione di questo cereale, e crediamo di poter dare a “modo nostro” informazioni e coinvolgimenti a tutti coloro che vogliono capire e conoscere il nostro mondo.

Qual è l’attenzione delle istituzioni pubbliche per il riso italiano?

Le istituzioni pubbliche, vivono un momento difficile. Le restrizioni economiche, impongono oculatezza e maggiori controlli nella gestione del denaro pubblico. Tuttavia, ritengo che quanto sia nelle possibilità di Enti ed Organismi preposti venga fatto, spero nel migliore dei modi.

Cosa pensano i cittadini vercellesi del riso e della risicoltura?

Vercelli è nota come la capitale europea del riso. Alcuni anni fa la risicoltura vercellese era tutto sommato sconosciuta ai non addetti ai lavori ed era vista come un mondo a sè, chiuso, che non dava lavoro e piuttosto restioad integrarsi con la città. Da alcuni anni a questa parte, l’opinione pubblica vercellese è cambiata, vuole conoscere il mondo del riso, apprezza le bellezze dei nostri paesaggi unici, si interessa alle peculiarità ed alle caratteristiche nutrizionali del riso. Insomma noto con piacere un coinvolgimento positivo.

Lei ritiene che il messaggio del riso italiano possa essere meglio veicolato dai media, dagli chef o dall’arte?

Certamente i media, oggi hanno un ruolo determinante per il successo di un prodotto alimentare. La televisione ed il mondo del web, danno largo spazio a chef e food blogger. Cucinare riso italiano davanti a milioni di spettatori, o far girare una ricetta a base di riso via Internet, non può che far aumentare il consumo di riso italiano.

Crede che il prezzo del riso da interno sia troppo alto, come sostengono gli industriali?

Fino a quando si continua a percepire il mercato del riso come un mercato speculativo, la volatilità dei prezzi non diminuirà. Molti parlano di filiera ma pochi la praticano.

Cosa pensa della legge sul mercato interno? 

La legge sul mercato interno risale al 1958 e ritengo sia obsoleta. E’ necessario distinguere le varietà storiche da quelle miscibili. Le prime (Carnaroli, Roma, Baldo, Volano, ecc.) sono conosciute dal consumatore e non devono essere soggette a miscele. Il comparto “Parboiled”, dove il trattamento termico omogenizza le varietà tra loro, fornendo un prodotto che il consumatore apprezza e soddisfa le proprie esigenze, può ricorrere benissimo a miscele senza compromettere qualità ed economicità. (27.04.14)