ANALISI DELLA MISURA 10 DEL PSR LOMBARDIA

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foto FlavioL’ attesa per il bando contenente le disposizioni attuative della Misura 10 del nuovo PSR della Lombardia contenente le norme per l’accesso ai Pagamenti Agro-Climatico-Ambientali (PACA), è giunta al termine. Il bando con alcuni allegati relativi (mancano al momento in cui scriviamo le norme tecniche con l’elenco delle sostanze attive ammesse nella difesa integrata volontaria) è in pubblicazione sul BURL del 23 dicembre. Potete scaricare QUI il testo del decreto n. 11389/2015 con il quale è stato approvato il bando relativo alla Misura 10 – Pagamenti agro climatico ambientali.

Si tratta di un pacchetto complesso, composto da  vari documenti che abbiamo sommariamente analizzato, e che consente di attivare le seguenti sottomisure:

10.1.01 Produzioni agricole integrate

10.1.02 Avvicendamento con leguminose foraggere

10.1.03 Conservazione della biodiversità nelle risaie

10.1.04 Agricoltura conservativa

10.1.05 Inerbimenti a scopo naturalistico

10.1.08 Salvaguardia di canneti, cariceti, molinieti

10.1.09 Salvaguardia di coperture erbacee seminaturali

10.1.10 Tecniche di distribuzione degli effluenti di allevamento

10.1.11 Salvaguardia di razze animali locali minacciate di abbandono

10.1.12 Salvaguardia di varietà vegetali minacciate di abbandono

 

Non vengono attivate per il 2016 le sottomisure 10.1.06 e 10.1.07, relative al mantenimento di fasce tampone e zone umide realizzate con altre misure del PSR, in quanto non sono attive le misure di base (la  4.4.01 e 4.4.02).

 

Per la risicoltura le misure di maggiore interesse sono la 10.1.01 (produzione integrata volontaria), la 10.1.03 (biodiversità) e la 10.1.04 (conservativa), di cui avevo già scritto nello scorso mese di agosto (http://www.risoitaliano.eu/psr-lombardo-sveliamo-le-misure-agroambientali/).

 

L’ op. 10.1.01 “produzioni agricole integrate” è specificamente rivolta al riso, alle ortofrutticole ed alla vite e dura 5 anni (dal 1° gennaio al 31 dicembre). Gli obblighi previsti riguardano:

-Il rispetto dei disciplinari di produzione relativi all’ uso dei prodotti fitosanitari, che si configurano come “difesa integrata volontaria”, quindi di livello più restrittivo rispetto a quelli della difesa integrata obbligatoria come definiti dalla normativa vigente (PAN e PAR derivante dalla DGR 3233/15 della Lombardia).

-Il rispetto delle linee guida relative a fertilizzazione ed avvicendamento, con la predisposizione di un piano di concimazione redatto e firmato da un consulente. Per quanto concerne il rispetto delle regole di avvicendamento previste dal disciplinare di produzione integrata, il primo anno del quinquennio di avvicendamento coincide con l’anno di adesione all’operazione. Per le superfici a riso che hanno beneficiato del premio della Misura 214-B2 del vecchio PSR “ il rispetto delle regole di avvicendamento (interruzione di due anni tra un ciclo di monosuccessione – 5 anni – ed il successivo) viene verificato sulla base delle superfici richieste in domanda per la Misura 214 B” . Il che significa che chi ha aderito alla vecchia 214 B dovrà interrompere per due anni la successione riso per poter presentare una domanda per la 10.1.01.

-L’ obbligo di utilizzare macchine per la distribuzione dei prodotti fitosanitari sottoposte a certificazione volontaria di regolazione e taratura entro il primo anno di impegno (peraltro l’ obbligo di verifica e taratura entro il 26-11-2016 è previsto dal PAN per tutti gli utilizzatori).

-L’ obbligo di avvalersi di un consulente fitosanitario qualificato ai sensi del PAN e del PAR. Qualora il titolare dell’azienda beneficiaria dell’operazione sia in possesso dei sopraccitati requisiti può svolgere il ruolo di consulente per la propria azienda. Il consulente dovrà rilasciare all’azienda un report trimestrale riportante la descrizione dell’attività svolta con l’indicazione delle date di visita.

-L’ obbligo di acquistare i prodotti fitosanitari previa emissione di ricetta da parte del consulente abilitato sul modello di  cui all’allegato 9 alla DGR 3233/15 (ovvero il PAR). La strategia di difesa e diserbo potrà essere impostata su scelte effettuate di volta in volta di concerto tra l’ agricoltore ed il consulente sulla base delle avversità rilevate, oppure basata su un piano preventivo, da adeguare e modificare in funzione delle effettive risultanze di campo. Tutta la documentazione dovrà essere firmata dall’ agricoltore e dal consulente, che viene ad assumere un ruolo centrale nella gestione aziendale, con tutte le conseguenze del caso, anche sotto il profilo della responsabilità.

-L’ obbligo di tenere un registro delle fertilizzazioni e dei trattamenti. Allo scopo si potranno utilizzare sia il tradizionale supporto cartaceo (in pratica la stessa modulistica già in uso per le vecchie misure “F” e 214 dei precedenti PSR) che supporti informatici, sia avvalendosi dell’ apposito applicativo in ambiente SISCO (che nella prima bozza di PSR doveva essere obbligatorio e ora diventa facoltativo), che di software privati disponibili sul mercato e compatibili con le norme per la difesa integrata volontaria.

-Il divieto di utilizzare fanghi di depurazione.

Il contributo per il riso è di 185 euro per ettaro relativamente all’ impegno base .  Bisogna aderire con tutta la SAU investita a riso. Nel corso dell’ impegno la superficie può essere ridotta fino ad un massimo del 15% della superficie dichiarata nella domanda iniziale. Saranno previsti punteggi di priorità per le aziende dotate di capannine meteo, sistemi di monitoraggio aziendale e biobed.

All’ impegno base potranno essere aggiunti due impegni accessori non cumulabili tra loro:

-la sommersione invernale della risaia, per almeno 60 giorni e per almeno 2 anni nel periodo di adesione ai PACA, remunerato con 190 euro per ettaro. In sede di presentazione della domanda si dovrà indicare la fonte della risorsa idrica dichiarando il Consorzio di Bonifica di riferimento e la portata d’acqua necessaria, utilizzando gli appositi campi presenti nel modulo informatico.

-la realizzazione  di una cover-crop autunno-vernina di leguminose eventualmente consociate a graminacee, da mantenere in campo “fino alla fine di febbraio all’ avvio delle usuali operazioni di preparazione delle camere”; l’ impegno è remunerato con 180 euro per ettaro. Nell’anno in cui viene richiesto il premio per l’impegno aggiuntivo “cover crop” il fascicolo aziendale dovrà riportare l’indicazione della cover quale seconda coltura (coltura secondaria) per le particelle prescelte. Poiché è obbligatorio realizzare la cover crop almeno due volte nel corso dell’impegno, la prima cover crop deve essere realizzata entro il terzo anno di impegno e la seconda entro il quarto. Non è consentito l’ uso di seme autoprodotto (si dovranno conservare le fatture di acquisto del seme per l’ esecuzione dei controlli).

E’ opportuno ribadire che gli impegni accessori si applicano dall’ autunno successivo alle semine relative all’ impegno base, in quanto “supplementari” rispetto all’ impegno medesimo (quindi, volendo, dall’ autunno 2016).

 

L’ operazione 10.1.03 “Conservazione della biodiversità nelle risaie” ripropone in sostanza gli interventi previsti dalla 214-I del vecchio PSR (i cosiddetti “fossetti delle rane”) e vincola per 6 anni. Si segnala come novità l’ obbligo di interporre una “fascia di rispetto” di almeno 2 metri tra i fossi ed eventuali canali di irrigazione afferenti a Consorzi di Bonifica (aspetto che potrebbe porre qualche problema alle operazioni meccaniche, specie riguardo alla raccolta del riso in queste “fasce di rispetto”). Il fossetto deve essere mantenuto pieno d’ acqua per tutta la sua lunghezza durante tutta la stagione irrigua e non può essere oggetto di scavo dal 15 marzo (data entro la quale deve di conseguenza essere tracciato) al 15 agosto, fatti salvi interventi di ripristino e riparazione (che con la grande presenza di nutrie che caratterizza purtroppo le nostre risaie sono da ritenersi non improbabili). Andrà inoltre garantito l’ inerbimento di almeno un argine della risaia (o di una banchina stradale qualora adiacente all’ appezzamento oggetto di impegno). La superficie vincolata deve essere almeno il 10% della SAU risicola aziendale ed eventuali riduzioni non possono eccedere il limite del 15% della superficie richiesta il primo anno. I punteggi di priorità riguarderanno le aziende in Area Natura 2000 e quelle “bio”.

Il contributo per l’ impegno base è di 125 euro per ettaro. Ad esso si potranno aggiungere tre impegni accessori a scelta (cioè non cumulabili tra loro):

-la sommersione invernale, con le stesse modalità e lo stesso contributo (190 €/ha) già descritti;

-la realizzazione di una coltura di copertura o da sovescio, pure con le modalità ed il contributo descritti (180€/ha);

-il mantenimento delle stoppie e delle paglie in campo fino a fine febbraio, con contributo di 40 €/ha, che ricalca quanto previsto dal vecchio PSR.

 

L’ operazione 10.1.04 “Tecniche di agricoltura conservativa” ripropone in sostanza quanto previsto dalla 214-M del vecchio PSR. Vengono finanziate le tecniche per l’ introduzione  della semina diretta su sodo (intervento 1) o della minima lavorazione (intervento 2).

Gli impegni principali dell’ intervento 1 (sodo) riguardano:

– la non lavorazione o semina diretta su sodo (no tillage o sod seeding)

– il divieto di rimescolamento degli strati del profilo attivo del terreno;

– il mantenimento in loco i residui colturali e/o le stoppie delle colture principali praticate per avere uno strato di materiale vegetale a scopo protettivo (mulching) e apporto di sostanza organica;

– il divieto di utilizzare fanghi di depurazione.

L’ impegno base è remunerato con 240 euro per ettaro.

Gli obblighi per l’ intervento 2 (minima) riguardano:

– il divieto di lavorazione del terreno a profondità superiori ai 20 cm;

– il divieto di rimescolamento degli strati del profilo attivo del terreno;

– il mantenere in loco i residui colturali e/o delle stoppie delle colture principali praticate per avere uno strato di materiale vegetale a scopo protettivo (mulching) e di apporto di sostanza organica;

– il divieto d’ uso di fanghi di depurazione.

Il contributo per la minima lavorazione è di 185 euro per ettaro.

Nell’ ambito dell’ intervento 1 (sodo) si segnala la possibilità di accedere a contributo per le aziende  che si sono convertite alla minima lavorazione con il vecchio PSR (az. 214 M) se appunto passeranno alla semina su sodo (non verrà invece sostenuto il mantenimento della “minima”).

Nell’ ambito dell’ intervento 2 (minima) potranno essere consentite operazioni di sarchiatura/rincalzatura per le colture in cui ciò sia previsto dall’ agrotecnica.

E’ importante sottolineare che questa misura comporta un vincolo “a mappale”, ovvero fisso per ogni appezzamento per cui viene richiesto il contributo. Che, di conseguenza, dovrà essere soggetto a semina su sodo o minima lavorazione per l’ intera durata dell’ impegno (6 anni). Anche per la 10.1.04 la superficie minima ammissibile sarà del 10% della SAU a seminativo ed i punteggi di priorità riguarderanno Aree Natura 2000 e ZVN. A questa operazione si potrà aggiungere il solo impegno supplementare relativo alla cover-crop, che potrà essere devitalizzata meccanicamente (sono in corso varie prove di “terminazione meccanica” con esiti variabili) oppure con erbicidi, remunerato sempre con 180 €/ha.

 

La combinabilità delle operazioni

Quello della combinazione e delle cumulabilità di più operazioni ricomprese nei PACA è un aspetto molto complesso. Dal lungo lavoro di confronto tra Pirellone e Bruxelles è risultato che alcune misure sono tra loro combinabili, ma i relativi indennizzi non sono la somma dei singoli contributi, ma una cifra in varia misura minore, per effetto di un complicato sistema di “scorporo” degli aiuti finalizzato  ad evitare doppi pagamenti, di cui avevo già dato conto nel citato articolo di agosto. Le combinazioni possibili sono molte e assai complesse. Non volendo tediare il lettore con la riproposizione del “meccanismo logico” dei calcoli, mi limito a riportare due tra le principali tabelle (quella relativa alla combinazione tra la 10.1.01 e la 10.1.03 e quella della combinazione tra 10.1.03 e 10.1.04) ricordando che le altre sono  consultabili comunque negli allegati al bando.

 

Premio combinato Operazione 10.1.01 e Operazione 10.1.03Impegni   Totale premio Combinato (€/ha)
Impegni principali op. 10.1.01 (Riso) + impegni principali op. 10.1.03 270
Impegni principali op. 10.1.01 (Riso) + [impegni principali op. 10.1.03 + impegno accessorio gestione stoppie] 310
[Impegni principali op. 10.1.01 (Riso) + impegno accessorio sommersione invernale] + impegni principali op. 10.1.03 460
[Impegni principali op. 10.1.01 (Riso) + impegno accessorio cover crop] + impegni principali op. 10.1.03 450

 

Impegni Totale premio Combinato (€/ha)
impegni principali op. 10.1.03 + Impegni principali op. 10.1.04 280
[impegni principali op. 10.1.03 + impegno accessorio gestione stoppie] + Impegni principali op. 10.1.04 320
[Impegni principali op. 10.1.03 + impegno accessorio sommersione invernale] + impegni principali op. 10.1.04 470
Impegni principali op. 10.1.03 + [Impegni principali op. 10.1.04 + impegno accessorio cover crop] 460

 

 

 

Le domande di adesione alle misure per i Pagamenti Agro Climatico Ambientali potranno essere presentate tramite SISCO dal 31 marzo al 15 maggio 2016.

Nei prossimi giorni il confronto tra professionisti, imprenditori ed organizzazioni di categoria consentirà certamente di fare valutazioni più approfondite e qualificate su queste misure, che costituiscono comunque un pacchetto molto importante sia sul piano economico che su quello più complessivamente gestionale per le aziende agricole lombarde. Se me lo si consente, ritengo opportuno richiamare in conclusione la necessità di valutare con attenzione queste misure, possibilmente avvalendosi del supporto di un consulente qualificato, verificando caso per caso i punti di forza e di criticità di ogni singola realtà aziendale. Credo sia questa la strada per coglierne in un’ ottica complessiva -oltre agli aspetti vincolistici comunque volontari- anche gli aspetti positivi, di opportunità  per la sostenibilità economica ed ambientale della produzione e di competitività per le nostre aziende agricole. Autore: Flavio Barozzi,  dottore agronomo – flavio.barozzi@odaf.mi.it (23.12.2015)

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