AMERICANI ALLA BORSA DI VERCELLI

La delegazione della Usa Rice Federation esplora le contrattazioni italiane
Cesare Rocca e Massimo Biloni accompagnano la delegazione alla borsa risi di Vercelli

Seconda giornata di tour per la delegazione americana capitanata da Steve Linscombe, uno dei breeder riso più famosi al mondo. Ricordiamo che si tratta del costitutore delle varietà Clearfield presso la Lousiana State University ed attuale coordinatore del Rice Leadership Development Program, un programma realizzato e gestito dalla USA Rice Federation e finanziato dalla Rice Foundation, che ogni anno, da ormai 30 anni, porta alcuni leader di tutta la filiera del settore risicolo degli Stati Uniti all’estero per acquisire conoscenze che possano permetter loro di svolgere in maniera sempre più competente e professionale il proprio lavoro. Quest’anno è arrivato in Italia grazie all’interessamento di Massimo Biloni, Presidente dell’Associazione Strada del Riso Vercellese di Qualità.

Ieri il gruppo ha visitato la Sede dell’Ente Risi di Vercelli: ad accompagnarli oltre a Biloni anche Cesare Rocca del Servizio Assistenza Tecnica risicola nelle provincie di Vercelli, Biella, Alessandria, Cuneo e Torino. Insieme alla video-presentazione del territorio vercellese e dell’Ente Risi, è stata fatta una dimostrazione di resa del prodotto al fine di avviare gli ospiti allo step della mediazione (per loro inusuale) presso la Camera di Commercio, ai piani inferiori del medesimo palazzo.

A tal proposito abbiamo chiesto a Massimo Biloni in questa breve intervista un confronto mercati Usa-Italia, con particolare riferimento ai sistemi di quotazione e di contratto di compravendita dei risi. (L’articolo segue dopo il video)

 

La mattinata è proseguita con l’incontro tra la delegazione ed i Presidenti delle associazioni sindacali agricole vercellesi Paolo Dellarole (Coldiretti), Giovanni Perinotti (Confagricoltura) e Manrico Brustia (CIA). Non poteva non essere trattata la questione “guerra” commerciale ed è emerso che si avrà in un primo momentoun benefit per il mercato risicolo americano, anche se non è sottovalutabile l’ipotesi che questa politica possa affossare, o molto probabilmente così sarà, altri prodotti per gli stessi Usa. Come per l’Europa, anche gli Stati Uniti devono affrontare “leggi” di mercato sempre più difficili, pieghe di una globalizzazione selvaggia.

Le associazioni dei produttori negli Usa, tuttavia, hanno un ruolo diverso ed in generale si suddividono gli Stati. Ad esempio la USA Rice Federation è molto forte in California, Louisiana, Arkansas, Mississippi mentre la US Rice Producer Association lo è di più in Texas e Missouri. Le Università, rappresentano invece, per i risicoltori americani, il principale punto di riferimento e di assistenza tecnica. (segue)

L’incontro con i tre sindacati

Naturalmente si è parlato anche, e molto, di tecnica e di nuove varietà: dopo Clearfield e Provisia (quest’ultima tecnologia è diffusa da circa un anno anche negli USA) è stato posto l’accento sulle New Breeding Techniques (NBT), ormai diventate l’ordine del giorno per l’innovazione americana in questo settore, anche se sarà duro il confronto con le decisioni europee in questo senso. Esse rappresentano la vera prospettiva di lavoro, che si sovrappone agli studi l’ampliamento dell’uso dei “marcatori molecolari”, grazie ai quali si potrebbero superare gran parte delle problematiche relative alla genetica della pianta.

Nel pomeriggio si è tenuta la visita presso l’Azienda Agricola “Spinola” di Livorno Ferraris (Vc), al Museo Borgogna di Vercelli. Oggi la delegazione avrà modo di visitare il Consorzio Irriguo Ovest Sesia, la Mundiriso di Vercelli, il Centro Ricerche dell’Ente Risi a Castel D’Agogna (Pv); mentre domani si recherà a Buronzo e Carisio (VC) per visitare la Baraggia (D.O.P.), la diga della Ravasanella, l’Azienda Tomasoni nel Biellese: la giornata si concluderà con un “Site inspection” del centro IRES (Italian Rice Experimental Station) a Nibbiola (No). Autore: Martina Fasani

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Risicoltura
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