ADESSO BASTA!

L'urlo delle campagne dopo le alluvioni
GIOVANNI PERINOTTI
Giovanni Perinotti

Riceviamo dal presidente dell’Unione interprovinciale agricoltori di Vercelli e Biella, Giovanni Perinotti, la testimonianza che volentieri pubblichiamo.

“Quello che si alza dalle nostre campagne è un urlo disperato, un urlo di frustrazione, di impotenza, di dolore e di rabbia. Soprattutto di rabbia, per una situazione che era possibile prevedere.

Noi che l’ambiente lo viviamo giorno dopo giorno sappiamo quelle che sono le criticità di un territorio sempre più abbandonato al motto “la natura deve fare il suo corso”. Ecco, questo è “il suo corso”, il corso di fiumi dimenticati e di lavori mai cominciati, è “il suo corso” di animali selvatici che proliferano incontrollati e per nutrirsi devastano le coltivazioni, ma che stavolta hanno fatto due giovani vittime (R.I.P.).

In questi momenti gli agricoltori con cui mi confronto parlano di campi allagati da fango e detriti, di attrezzature sommerse e inutilizzabili, di animali annegati o quasi, di anziani portati a braccio in salvo, di solidarietà e condivisione del dolore e del danno. E poi si incazzano veramente e cominciano ad inveire contro quelli che ritengono responsabili di questo scempio: verdi, ambientalisti e movimenti NO non NO non NO.

Questi avranno le loro colpe, ma alla fine chi decide le sorti di un popolo, di un territorio, di un’economia è il politico di turno che emana e avalla le leggi.

É per questo che l’attuale Amministrazione Regionale è chiamata ad un compito arduo: scegliere se invertire la tendenza o allinearsi alle non decisioni del passato.

Invertire la tendenza significa autorizzare quelle opere che  tutti gli inascoltati abitanti delle zone intorno ai fiumi conoscono. Pulire l’alveo, togliere tutti gli alberi e le ramaglie dal letto del fiume, tenere pulite le rive. Opere che, se concordate, regolamentate e permesse, i nostri agricoltori sarebbero disposti a fare, per difendere il loro lavoro ma anche la vita di chi, in quei paesi, ci abita.

Non c’è nessuno che conosce il territorio come chi ci abita e ci lavora: noi siamo quelli che vivono il territorio, lo respirano, lo colorano, lo puliscono, siamo quelli che raccolgono i rifiuti che qualche “furbacchione” smaltisce in campagna, siamo quelli che in tempo di lockdown passavano a raccogliere le bottigliette e le lattine che gli improvvisati “runners” lasciavano sul loro percorso.

Per fare questo e per portare avanti le nostre idee bisogna che il popolo della campagna si decida una volta per tutte a far sentire la propria voce. Basta dare la colpa a movimenti ambientalisti, ai politici di turno, ai sindacati, bisogna che ognuno di noi partecipi fisicamente alle manifestazioni che sicuramente ci saranno per il bene di tutto il mondo agricolo.

Scegliete da chi volete farvi rappresentare e poi seguitelo perché lamentarsi da casa è troppo facile.

Dai politici vorrei non sentire più “faremo, aggiusteremo, daremo, pagheremo”, è ora di fatti concreti. Quello che chiediamo con forza è sicuramente il ristoro dei danni subìti, ma subito dopo che si parta con opere di prevenzione e sistemazione della rete irrigua.

Vorrei inoltre ribadire quanto ho già detto in un recente passato: non ha senso che il Consiglio Regionale sia formato da 50 persone e che tra queste, quelle che capiscono e soprattutto vivono di agricoltura si contino sulle dita di una mano.

É ora che ci riappropriamo della nostra rappresentanza, che i politici di professione lascino il posto ai rappresentanti della società civile. Quando saremo chiamati ad una nuova consultazione, cerchiamo di restare uniti, di scegliere per il meglio e poi di appoggiare le decisioni prese.

Ho cercato di esprimere quello che mi hanno raccontato in lacrime parecchi colleghi, mi scuso se sono stato prolisso e magari non chiaro, ma avremo modo di confrontarci.

Ho parlato in generale perché per scendere nei dettagli ci sarà tempo ma c’è una cosa che ha la precedenza su tutto il resto: la rilevata del Canale Cavour sul fiume Cervo a Formigliana.

La risicoltura non può fare a meno di quell’opera quindi che si inizino i lavori subito! Lavori di messa in sicurezza e risistemazione dell’alveo e del ponte. Come ricorda Ovest Sesia, il 19 marzo 2021 inizierà la nuova campagna di irrigazione. Sui tempi di sistemazione del ponte si misurerà il nostro futuro.

Una sola cosa chiedo: spero che non sia necessario, ma se si  dovessero organizzare manifestazioni di protesta o appoggio a qualche iniziativa PARTECIPATE, mollate qualunque lavoro stiate facendo e PARTECIPATE.

Solo così potremo far sentire la nostra voce, la voce del nostro lavoro, la voce delle nostre campagne.

Un abbraccio a chi ha avuto danni e un arrivederci ai prossimi appuntamenti: PARTECIPATE”. Autore: Giovanni Perinotti

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