MENO TONDO, CARNAROLI RECORD

Carnaroli

Il 16 settembre 2025 l’Ente Nazionale Risi ha comunicato i dati definitivi delle superfici coltivate a riso in Italia nel 2025. I dati sono consultabili QUI Superficipergruppi2025_13660_6376:

Sono poche le variazioni rispetto a quanto comunicato nella anticipazione resa nota in data 24 Luglio: Superficipergruppial24luglio2025_ LEGGI QUI..

I DATI ELABORATI DA ENTE RISI PER I TONDI

Vediamo di analizzare insieme i principali dati delle due elaborazioni di Ente Risi. Come sempre accade la superficie complessiva cala di circa 720 ha rispetto ai dati precedenti attestandosi in via definitiva a 234.732 ha. Si tratta di un effetto atteso in quanto le previsioni dell’Ente sono basate sulle comunicazioni inviate dai risicoltori. Chi decide di smettere di coltivare riso, in genere, non è particolarmente sollecito nel comunicarlo all’Ente e quindi i primi dati sono spesso sovrastimati. Per quanto riguarda il gruppo dei risi a granello “TONDO” vediamo che ci sono variazioni interessanti. Il gruppo Selenio, varietà più richiesta del gruppo, cala di ben 300 ha rispetto alle previsioni, attestandosi a 14.094 ha.

SUPERFICIE ALTA MA…

Una superficie alta ma non altissima. La stessa cosa si può dire per i “TONDI generici” che calano di circa 800 ha attestandosi a 38.067 ha. Rispetto alla scorsa annata (in cui il tondo è stato molto richiesto dal mercato) la superficie complessiva diminuisce di ben 4.000 ha circa ( – 10 %). Va inoltre ricordato che nella scorsa annata le previsioni dell’Ente Risi sono state superate di ben il 10% rispetto a quanto preventivato, senza considerare i “riporti” verso questa campagna non ancora resi noti. Sono tutte indicazioni che la richiesta di mercato per questo tipo di riso esiste, è consistente e che la produzione di questi tipi di risi è , a volte, superiore a quanto preventivato dai risicoltori.

LIDO E PADANO

Per quanto riguarda i gruppi LIDO e PADANO le previsioni erano sostanzialmente corretta. Tuttavia, la piccola superficie su cui sono coltivati li rende di non fondamentale importanza.

VIALONE NANO

Passiamo al gruppo VIALONE NANO. I dati definitivi indicano una superficie di 4.408 ha con un aumento di 100 ha circa rispetto alle previsioni. In questo gruppo sono presenti per la prima volta in modo significativo varietà innovative, il cui impatto sul mercato è tutto da verificare. Tuttavia la superficie è, all’incirca, quella coltivata solitamente. Le altre varietà di riso con granello medio hanno subito un calo di circa 700 ha coltivati rispetto al 2024 ma risultano non avere variazioni rispetto al dato di Luglio. Probabilmente il cattivo recepimento da parte del mercato della varietà Sunrose PV ha spinto alcuni risicoltori a non ripetere la coltivazione.

PRODUZIONE 2024 INTERAMENTE VENDUTA

Sempre al netto del riso ancora presente nei magazzini dei risicoltori alla data odierna l’analisi del collocamento resa pubblica dall’Ente indica che la produzione dello scorso anno è interamente venduta. Per cui appare probabile che lo stesso succederà quest’anno. Sostanzialmente centrate le stime di Luglio sul gruppo dei risi con granello LUNGO A che si attestano, nel complesso, a 118.542 ha confermandosi il tipo di riso più coltivato in Italia.

LOTO ARIETE E SANT’ANDREA

All’interno del gruppo tuttavia si possono rilevare diversità notevoli. I risi del tipo LOTO-ARIETE fanno registrare un netto calo di superficie con i dati di Luglio più bassi di circa 200 ha rispetto agli attuali. Gli 8.000 ha circa in meno rispetto allo scorso anno (18 % circa) costituiscono una variazione significativa. Anche i risi tipo SANT’ANDREA sono stati coltivati su 200 ha circa in più rispetto alle altre previsioni. Tuttavia la superficie di soli 3.172 ha e l’affezione di alcuni consumatori ai risi con questo tipo di granello rendono le prospettive di mercato interessanti. Alcuni operatori segnalano la proposta avanzata da alcuni trasformatori, di “contratti di coltivazione” per risi con questo tipo di granello, in modo da assicurarsi una produzione adatta alle loro esigenze.

BALDO

Trascurando il gruppo ROMA che la classificazione operata da Ente Risi relega a soli 150 ha; l’analisi del gruppo BALDO evidenzia un calo di circa 750 ha rispetto alle previsioni rese note a Luglio. Il gruppo rimane tuttavia ai massimi della sua storia per quanto riguarda la superficie coltivata. Stessa cosa si può dire per il gruppo ARBORIO che cala di circa 100 ha circa rispetto all’atteso. La superficie coltivata evidenzia un balzo in avanti di ben il 18% rispetto allo scorso anno raggiungendo i 19.336 ha. Inoltre, da quest’anno il gruppo racchiude alcune nuove varietà il cui impatto sulla produzione totale, come per il Vialone nano, è tutto da verificare.

Vedremo a raccolto concluso quale sarà la disponibilità vendibile, considerando che, alcuni, ritengono “i riporti “sulla nuova campagna del vecchio raccolto stimati dall’Ente troppo elevati per questo tipo di riso e che la produttività di alcune nuove varietà è da verificare.

CARNAROLI

Il gruppo dei risi CARNAROLI ha visto un ulteriore aumento della superficie coltivata di circa 300 ha circa rispetto alle anticipazioni. Il livello raggiunto di 24.554 ha rappresenta una delle maggiori superfici coltivate nella storia di questo riso. Come per l’Arborio, inoltre, si sono aggiunte durante la stagione diverse nuove varietà (e altre se ne aggiungeranno nel 2026) rendendo difficile valutare l’impatto sulla produzione.

LUNGO A

Il gruppo dei risi LUNGO A VARIE è anch’esso aumentato di circa 300 Ha rispetto alle stime e i 7.578 ha, raggiunti nel 2025, costituiscono un livello molto alto per il gruppo. Considerando che questo raggruppamento contiene tutti i tipi di riso con granello lungo a di recente introduzione o di non elevata superficie, un livello di ettari così alto conferma quanto si stia complicando il panorama varietale italiano con un numero di varietà spropositato e spesso coltivate su pochi ettari. Da ultimo vediamo che il riso con granello LUNGO B ha subito una diminuzione di 600 ha circa rispetto alle scorse stime e un lieve aumento rispetto alla stagione precedente. Il livello di 46.278 ha non costituisce un record, ma risulta indicativo di una buona accoglienza dei risi con questo tipo di granello sia da parte dei risicoltori che da parte dei trasformatori.

I SEQUESTRI DI RISI ESTERI

Ricordo che, nella scorsa stagione, la produzione stimata da Ente Risi ha trovato la piena collocazione sul mercato, con discreti prezzi e buona richiesta. Pur essendo questo il comparto dei risi di produzione nazionale più esposto alla concorrenza estera, mi pare evidente che la qualità e la salubrità del prodotto nazionale appare comunque un valore aggiunto a cui non è possibile rinunciare. Ricordo i continui allarmi lanciati anche dall’Ente sui frequenti sequestri di risi di provenienza estera con presenza di sostanze nocive sul granello e quindi il poter disporre di risi con il granello “più consumato in Europa” prodotte sul territorio nazionale e con le nostre “regole” potrebbe costituire un buon viatico per la vendita.

SIAMO APPENA ALL’INIZIO…

Siamo appena all’inizio della raccolta e quindi non è possibile valutare la disponibilità di riso che occorrerà collocare sul mercato, anche se, logicamente, gli ettari coltivati sono una buona base da cui partire per valutare le produzioni.

Ricordo che, un recente studio commissionato da Ente Risi, ha evidenziato un forte aumento del consumo di riso sul territorio nazionale (+ 7 % circa). Ciò costituisce una parte rilevante della collocazione del nostro prodotto. Lo stesso studio conferma che ormai 1 consumatore su 2 si alimenta abitualmente con riso e questo grazie alla sempre maggiore diffusione di piatti come il Sushi e la Poke, un tempo poco conosciuti in Europa
In conclusione pur considerando le incognite del mercato internazionale (dazi di Trump, necessità di vendere di alcuni paesi, Ecc,) la qualità e la salubrità del nostro prodotto costituiscono, a mio avviso, una garanzia di preferenza dello stesso da parte del consumatore Italiano ed Europeo e, di conseguenza, di collocazione dello stesso. Non è ovviamente possibile avventurarsi in previsioni sui prezzi che dipenderanno, come sempre, dall’incontro tra la domanda e l’offerta, tuttavia la nostra produzione di riso sembra sempre ben accetta dai consumatori. Autore: Franco Sciorati

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