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SOLDI DAL DECRETO SOSTEGNO BIS

da | 27 Mag 2021 | Norme e tributi

MILLEPROROGHE

Il decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, cosiddetto “Sostegni-bis”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 123 del 25 maggio 2021 prevede, tra l’altro, un nuovo pacchetto di contributi a fondo perduto per i soggetti titolari di partita Iva che svolgono attività d’impresa, arte o professione, nonché per gli enti non commerciali e del terzo settore. Per gli interventi lo stanziamento complessivo ammonta a oltre 15 miliardi di euro. La misura si articola su tre componenti: la replica del precedente intervento previsto dal primo decreto “sostegni”, con un contributo a fondo perduto per le partite Iva (tra le quali le attività di impresa che producono reddito agrario) con determinate classi di ricavi, che abbiamo subito un calo del fatturato di almeno il 30 per cento tra il 2019 e il 2020; una seconda componente basata sul calo medio mensile del fatturato nel periodo compreso tra il primo aprile 2020 e il 31 marzo 2021; un contributo assegnato sulla base del peggioramento del risultato economico d’esercizio e terrà conto dei ristori e sostegni già percepiti nel 2020 e nel 2021.

Il decreto-legge, inoltre, proroga al 31 dicembre 2021 le misure temporanee per il sostegno alla liquidità delle imprese. Viene estesa fino a 10 anni la durata massima dei finanziamenti con garanzia pubblica (Sace) rispetto ai 6 precedenti. Sono assegnati all’Ismea 80 milioni di euro per l’anno 2021 al fine di rafforzare lo strumento delle garanzie a favore degli imprenditori agricoli e della pesca. La garanzia Ismea è concessa a titolo gratuito nei limiti previsti dai regolamenti (UE) nn. 717/2014, 1407/2013 e 1408/2013 della Commissione e successive modifiche e integrazioni. È prorogata al 31 dicembre 2021 la moratoria per le PMI relativamente agli intermediari finanziari previsti dall’art. 106 del d.lgs. n. 385 del 1° settembre 1993 (Testo unico bancario) e per le aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o, se superiori, sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata. (Fonte: Confagricoltura)

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