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SITUAZIONE IRRIGUA

da | 7 Mag 2021 | Non solo riso

Fiume Po

Stiamo vivendo settimane di anomalia metereologica e, pur senza eventi particolarmente estremi, siamo in una primavera siccitosa con scarse precipitazioni e accumuli di risorsa sia idrica che nivale, considerevolmente inferiori alle medie. Per illustrare la situazione del manto nevoso ricorriamo all’analisi delle ormai note stazioni di misura: il Sestriere e Ceresole, significative per il bacino del Po e per le Alpi Cozie e Graie, e quindi base per le derivazioni del Canale Cavour, la stazione di Alagna bocchetta delle Pisse, significativa per il bacino del Sesia e quindi il Roggione di Sartirana e la stazione di Macugnaga significativa per il bacino del lago Maggiore e quindi per le utenze derivate dal Ticino, queste ultime stazioni significative per una informazione sul manto nevoso nelle alpi Pennine. Le basse temperature di queste settimane hanno, di fatto, cristallizzato la situazione. L’accumulo nevoso medio si posiziona però ancora tra i più bassi degli ultimi 15 anni restando il terzo peggior dato di tale arco temporale. Si riporta quindi il confronto degli ultimi 15 anni al 5 maggio di ciascun anno.

andamento neve

Il dato più preoccupante resta l’innevamento sulle alpi Graie e Cozie (la parte più occidentale) dove i dati ci segnalano, al 5 maggio, l’innevamento più esiguo degli ultimi 15 anni, con un dato simile al 2007, così come riportato nella seguente tabella.

tabella

Passando poi ad analizzare lo stato del lago Maggiore riportiamo i dati odierni dal sito laghi.net:

lago maggiore

L’altezza attuale misurata all’idrometro di Sesto Calende, inferiore ai 40 cm, è ancora sotto la media delle rilevazioni storiche di oltre 60 cm. L’evento di pioggia della scorsa settimana, che sull’area lacuale ha sfiorato i 100 mm complessivi, ha consentito di recuperare oltre 40 cm, l’incremento di invaso collegato a tali piogge si è esaurito nella giornata di ieri. L’evento atteso nei prossimi giorni, con intensità prevista leggermente inferiore al precedente, dovrebbe garantire il recupero di almeno altri 25 cm di lago, avvicinandosi così alla media del periodo. Diventa però fondamentale, in questa fase, valutare l’ulteriore riduzione di tutte le derivazioni dal lago con finalità non agricola e non essenziale, portando quindi a zero le portate in scarico sui terminali delle reti consortili (qualora non già disattivati), così da contribuire ulteriormente a ricostituire in modo rapido e importante l’invaso lacuale e tentare di prevenire le criticità, purtroppo molto probabili già nelle prossime settimane. (Fonte: Confagricoltura Pavia)