Le sedute di lunedì alla Borsa Merci di Novara e di martedì a Vercelli confermano il clima difficile per il mercato del risone, a causa della debolezza della domanda. Tale consolidamento, tuttavia, viene espresso con modalità diverse rispetto a quanto accaduto venerdì a Mortara (LEGGI).
A NOVARA NOMINALI ANCHE LE QUOTAZIONI IN CALO
In entrambe le sedi in analisi le commissioni scelgono di fare largo uso della dicitura “nominale”. Vercelli risulta essere maggiormente coerente con ciò che questa significhi. In un listino tutto invariato, sceglie di apporre tale dicitura per le voci in cui il prezzo allo scambio non rispecchia la quotazione ma non vi sono scambi sufficienti a motivare una variazione. A Novara la commissione decide di riportare come nominali tutte le voci del listino, anche quelle dove viene espresso un calo. Un controsenso formale, in quanto con la variazione si comunica un nuovo prezzo consolidato allo scambio, mentre con la dicitura nominale si afferma che non ci sono scambi sufficienti per definire univocamente una quotazione rappresentativa del prezzo allo scambio.
Nel listino novarese i ribassi interessano le voci già in calo venerdì ma con passi indietro ancor più marcati. Carnaroli Classico, i Similari ed il gruppo Arborio perdono 5 €/q lordi attestandosi rispettivamente a 94, 81 e 75 €/q lordi. Questi cali non vengono appunto assorbiti alla Borsa di Vercelli, dove le uniche voci a mantenere una quotazione senza diciture sono Selenio (70 €/q lordi), Centauro (60 €/q lordi), S. Andrea e Gloria (80 €/q lordi), il gruppo Roma (75 €/q lordi) e Baldo (65 €/q lordi). Per questi comparti, alcuni dei quali ormai quasi del tutto venduti, pare dunque non essere difficile ottenere le quotazioni ufficiali come remunerazione. In tutti gli altri casi la situazione è diversa.
A VERCELLI NOMINALI LE QUOTAZIONI QUASI IMPOSSIBILI DA OTTENERE ALLO SCAMBIO
La logica sembra essere la seguente: dove gli operatori riferiscono offerte delle riserie inferiori al listino, il prezzo a Vercelli è invariato ma nominale. Nel complesso dunque, si consolida la strategia di attesa da parte delle riserie, che preferiscono non comprare o farlo solo a prezzi sempre più bassi. Nelle sedute in analisi, tuttavia, sembra che i risicoltori abbaino ridotto l’offerta di risone rispetto ai volumi elevati della settimana scorsa. Questo ha portato a scambi ridotti e al “nominale”. Forse chi aveva necessità di vendere per questioni logistiche e di conservazione lo ha fatto e adesso i produttori con ancora merce da vendere sono pronti ad aspettare che cambi il contesto di mercato.
Per i lunghi A da parboiled/export e per i medi sembra che i 40 €/q lordi siano in discussione solo per Diva e Sunrose. Per queste varietà le riserie non sembrano disposte a spendere più di 35-37 €/q lordi. L’elevata disponibilità è nota ma sembra che i risicoltori siano stati meno disposti a cedere martedì mattina, portando a un numero di scambi ridotto e alla dicitura nominale. Nel mercato interno le offerte economiche circolate nelle sedute in analisi sono 70 €/q lordi per il gruppo Arborio e 80 per i Similari di Carnaroli. Di Classico si è parlato poco essendo poca la merce in vendita.
Come spiegato nelle analisi precedenti, la domanda risulta debole anche per i tondi più disponibili ed i lunghi B. Per gli “indica” non sembrano esserci compratori che spendano più di 52 €/q lordi. Per i tondi Araldo e Omega le riserie faticano a riconoscere i 60 €/q lordi ufficiali, cercando di acquistare a 55-58 €/q lordi. Autore: Ezio bosso


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