BORSE PESANTI PER IL RISO

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L’atmosfera sul mercato del risone si fa sempre più greve e scoraggiante per i risicoltori. La seduta di venerdì alla borsa di Mortara conferma il calo di martedì del gruppo Baldo (LEGGI) e ne aggiunge ulteriori per Carnaroli, Arborio e Vialone Nano, rendendo il clima ribassista ormai strutturale.

LE RISERIE CAVALCANO IL MOMENTO

La domanda in sala di contrattazione è sempre meno propositiva, palesando la volontà di cavalcare la necessità di vendere di molti produttori. Come riferiscono gli operatori presenti alla seduta di Mortara, l’industria si mostra “decisamente disinteressata” all’acquisto e attende la messa in vendita della merce. Così facendo le riserie possono permettersi di offrire al ribasso rispetto al listino ufficiale, nonostante questo sia in costante calo da diverse sedute. Come spiegato nelle analisi precedenti tale dinamica è resa possibile dalla capacità degli industriali, specie i maggiori, di far fronte comune quando questo risulta essere favorevole per tutti. I risicoltori in questo contesto, pur di piazzare le partite e ridurre i costi logistici (in vista della nuova campagna) e di conservazione (con le alte temperature), non possono far altro che accettare le minori remunerazioni, nonostante queste siano già al di sotto dei costi produttivi in alcuni casi.

L’ECCESSIVA DISPONIBILITÀ PORTA ALCUNI RISICOLTORI AD ACCETTARE 35 €/Q PER DIVA

Ci riferiamo chiaramente al gruppo dei lunghi A da parboiled/export e ai medi. Per quasi tutti questi risi il riferimento ufficiale restano 40 €/q lordi anche in Lombardia, essendo difficile trovare venditori disposti ad accettare meno di un prezzo già in perdita secondo gli esperti. Tuttavia, gli operatori riferiscono che in qualche caso la totale assenza di compratori porta i risicoltori anche a cedere ad offerte inferiori. In particolare pare si siano concluse compravendite della varietà Diva a 35 €/q lordi. Si tratta di casi sporadici che non portano ad una variazione a listino, comunque allarmanti.

D’altro canto, i dati più recenti relativi alle giacenze (VEDI) parlano chiaro. Sono 82.783 le tonnellate di varietà da export e 24.957 quelle di risi medi ancora nei magazzini dei risicoltori, quando nei 3 anni precedenti a pari data in un caso non si era mai oltre le 39.000 e nell’altro mai oltre le 11.000. Dunque le disponibilità sono elevatissime e non sorprende che molti risicoltori abbiano necessità di vendere riso di questi comparti. Come spiegato da Benedetto Coppo nel nostro podcast (ASCOLTA), questa situazione è in parte il risultato dell’assenza di programmazione nelle semine del comparto risicolo, un elemento che ha spesso causato dinamiche simili in quasi tutti i comparti eccetto i lunghi B nel corso degli anni.

NUOVI MINIMI IN BORSA PER ARBORIO, CARNAROLI E VIALONE

Nel mercato interno i ribassi risultano consolidati allo scambio a Mortara, dove la commissione decide così di riportarli nelle quotazioni ufficiali. I nuovi minimi riguardano i nomi più eccellenti. Vialone Nano scende di 4 €/q, attestandosi a 95 €/q lordi. Il gruppo Arborio cala a 78 €/q lordi, ma per chi voglia vendere risulta difficile anche trovare compratori disposti a spenderne 75. il gruppo Carnaroli vede Classico ufficialmente a 95 €/q lordi e i Similari a 83, prezzi definiti “pesanti” ma ottenibili allo scambio. Si confermano il calo a 65 €/q lordi per il gruppo Baldo, mentre è stabile il gruppo Roma ma i 75 €/q lordi non sono più così automatici ora che a tale cifra si compra il gruppo Arborio, caratterizzato da minor resa ma un prezzo maggiore al consumo.

Tutte queste variazioni non vengono espresse martedì pomeriggio a Milano, neanche quelle viste la mattina dello stesso giorno a Vercelli. La Granaria propone un listino invariato, probabilmente per non destabilizzare ulteriormente il mercato del riso lavorato, che ha subito cali consistenti di recente. Chiudiamo con uno sguardo ai gruppi a disponibilità ridotta, lunghi B e tondi. In questo contesto di domanda anche per alcuni di questi si fatica a spuntare i prezzi ufficiali, facilmente ottenibili fino a poche settimane fa. È il caso di Omega e di tutti gli “indica”, per i quali non si registrano compratori disposti a spendere il prezzo a listino nelle ultime sedute, con il primo scambiato a 55 €/q lordi ed i secondi mai oltre i 53. Stabili Selenio, Araldo, CL 18 e Centauro, vendibili il primo a 70 ed i seguenti a 60 €/q lordi come da quotazione ufficiale. Autore: Ezio Bosso

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