Visto che l’incontro organizzato a Pavia il 3 novembre è andato ben diversamente da quel che si attendeva, la Coldiretti ha deciso di cavalcare l’onda. A Pavia, si doveva volare alto sulle politiche irrigue, ma si è capito subito che agli agricoltori interessava soprattutto capire dall’Est Sesia quali conseguenze potesse avere la costruzione di una centrale idroelettrica a Chivasso, dove inizia il canale Cavour, che disseta anche la Lomellina. Una tensione che ha caratterizzato quell’appuntamento e che è rimasta nell’aria.
TURBE FERME IN ESTATE?
Come sanno i nostri lettori, il progetto, redatto dalla Coutenza (Est Sesia e Ovest Sesia) e divulgato in esclusiva da Risoitaliano.eu, è accolto con preoccupazione da molti agricoltori e la Coldiretti pavese nel pomeriggio di oggi ha chiesto a Est Sesia e Ovest Sesia di illustrarlo a quelli di Mede, una delle zone più a rischio siccità e una delle più preoccupate dall’eventualità che una centrale idroelettrica possa rallentare il flusso irriguo proprio nei momenti critici.
«Fatela pure, ma nella stagione irrigua le turbine devono fermarsi» è la richiesta partita dalla platea lomellina, al termine di un dibattito a tratti teso, in cui il commissario di Est Sesia Ettore Fanfani e il presidente di Ovest Sesia Stefano Bondesan hanno rivendicato il merito di aver presentato un progetto non esecutivo che ha bloccato quelli di altri pretendenti (come A2A), i quali, avendo una natura industriale non sarebbero altrettanto sensibili alle ragioni delle campagne, quanto lo sono dei consorzi gestiti proprio dagli agricoltori.
LA CENTRALE FANTASMA
Nel lungo dibattito, Fanfani ha lasciato intendere di non credere che la centrale veda mai la luce e Bondesan ha insistito sulla disponibilità di Aios a dialogare con i risicoltori pavesi (e non solo), tenendoli informati sui prossimi passi. Il direttore di Aios Diego Teruzzi ha spiegato i dettagli tecnici del progetto che cuba 11 milioni di euro, una cifra irraggiungibile per delle associazioni irrigue. Più una diga insomma, messa per evitare che altri la costruiscano, che una centrale.
COLDIRETTI CI CREDE
Per parte sua, Coldiretti – per bocca del suo direttore pavese – ha sposato l’idea che i consorzi proseguano nel percorso progettuale per garantire che gli agricoltori controllino la futura centrale, se ci sarà. Il dibattito ha dato sfogo alle paure dei risicoltori lomellini, che nel 2022 hanno patito le pene d’inferno per irrigare, in una guerra all’ultimo litro con i novaresi, sfociata nel regolamento concepito dal direttore dell’ufficio idrometrico di Est Sesia, Franco Bullano, per ridurre la portata nelle aree a monte quando la risorsa idrica scarsaggia e condurla anche all’estrema periferia dell’area risicola (o provarci). Gli argomenti usciti durante la discussione non sono stati né chiari nè organici, ma è risultato evidente che il progetto della centrale è ai primi passi e che le emergenze sono altre.
LA SOMMERSIONE E’ BUONA
Contro la siccità, ha insistito Fanfani, bisogna che novarese e lomellina tornino alla semina in sommersione e soprattutto bisogna che il mondo agricolo riesca a disinnescare la bomba deflusso ecologico. «Trenta metri cubi al secondo in più o in meno non cambiano nulla per un fiume ma per l’agricoltura sono questione di vita o di morte» ha detto Fanfani invitando gli agricoltori a fare lobby per convincere le istituzioni a derogare al deflusso ecologico tra luglio e agosto. In chiusura, Bondesan ha rivelato che il ministro dell’ambiente lo aveva contattato per avviare una riflessione proprio su tali deroghe. (La discussione è stata videoregistrata ed è presente sulla pagina Facebook di Riso Italiano. Nella foto, i direttori dei consorzi Ovest Sesia, Teruzzi, e Est Sesia, Fossati)
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