LA CENTRALE E’ DEGLI AGRICOLTORI?

falda

La discussione sul progetto della centrale idroelettrica sul Canale Cavour, rivelato da Risoitaliano, riprende dopo gli interventi di Confagricoltura, Coldiretti e Coutenza, con questa lettera di alcuni consorziati Est Sesia che riceviamo e pubblichiamo.Naturalmente, gli enti citati e tutti i soggetti direttamente interessati da questa tematica sono invitati a intervenire.

«Dopo le letture in merito alle preoccupazioni di Confagricoltura Pavia relative alla possibile realizzazione della centrale sul Po a Chivasso e alle dichiarazioni rilasciate da alcune delle figure di Coutenza Canali Cavour e di Est Sesia direttamente coinvolte nei lavori, è stato interessante sentire anche le voci rassicuranti dei relatori intervenuti al convegno sull’acqua organizzato da Coldiretti Pavia, che difendono la priorità dell’acqua all’agricoltura e l’importanza che la centrale sia gestita dagli agricoltori (rif. “La centrale sia gestita dagli agricoltori”).

Come suggerito da Coutenza Canali Cavour nel comunicato inviato a Riso Italiano, pubblicato domenica 2 novembre (rif. “Non si sottrae acqua alla Lomellina”), è opportuno informarsi correttamente: detto, fatto.

CRONOLOGIA DEGLI EVENTI RECENTI

Per avere ben chiaro lo stato delle cose, ed evitare di farsi tirare le orecchie da chi dovrebbe fare il bene degli agricoltori, c’è da prestare attenzione a fatti e date.

Il 20 ottobre in sede di Consulta, a fronte della richiesta di informazioni in merito all’esistenza del progetto per una centrale sul Po, il Commissario Ettore Fanfani si è mostrato sorpreso e, a quanto ci risulta, non ha dato chiarimenti a riguardo. Anche in data 27 ottobre, ad un tavolo privato con Coldiretti Pavia svoltosi a Mortara, il vertice dell’Est Sesia – a detta di chi era presente – non ha fornito informazioni in merito al progetto della centrale, né alla firma dello stesso. Fortunatamente qualche curioso ha indagato e rintracciato il progetto presentato da Coutenza Canali Cavour nella pagina ufficiale della Città Metropolitana di Torino (http://www.cittametropolitana.torino.it/cms/ambiente/via/ufficio-deposito-progetti/valutazione-depositati), e avente come data di avvio del procedimento il 17 ottobre 2025. E chi avrebbe firmato il progetto? Ecco che lunedì 3 novembre al convegno dei Coldiretti a Pavia, arriva la notizia ufficiale da parte del presidente di Ovest Sesia Stefano Bondesan, il quale ha confermato che la richiesta di autorizzazione per la centrale è stata fatta dalla Coutenza e firmata dai presidenti, ovvero lui e il Commissario Fanfani. A questo punto sorge una domanda: perché il Commissario Fanfani – chiamato al vertice di Est Sesia congiuntamente da Regione Lombardia e Regione Piemonte in sostituzione di un “brutto e cattivo” eletto a larga maggioranza dal mondo agricolo – non ha informato i Consorziati di un progetto così importante? Tra l’altro era già stata presentata una precedente richiesta di concessione di derivazione d’acqua e l’autorizzazione unica per la costruzione e l’esercizio del relativo impianto idroelettrico in data 03 luglio 2025 (http://eds.cittametropolitana.torino.it/ener/ditte_noautor_cm.php numero provvedimento 480-3942/2025), procedimento conclusosi senza rilascio di autorizzazione.

AGRICOLTORI DISTRATTI?

Ricordando che l’utilizzo agricolo dell’acqua è prioritario a quello industriale, è stupefacente che figure istituzionali ricevano applausi dicendo ciò che dovrebbe essere ovvio e pertanto non dovremmo essere qui a difendere il bene “acqua” dalle ambizioni di pochi. Riprendendo le parole di Massimo Gargano, direttore generale di ANBI “la centrale deve essere gestita dagli agricoltori e deve tenere pienamente conto degli utilizzi agricoli dell’acqua” si vuol fare presente che è talmente degli agricoltori che il progetto è passato sotto traccia senza che nessuno del settore, o quasi nessuno, ne fosse al corrente.

La carenza di trasparenza, così come la mancata informativa sui siti internet delle associazioni irrigue (chi si è imbattuto nella notizia della centrale?!) fanno pensare che quello che la Regione Piemonte considera “un impianto strategico e a rilevanza energetica elevata”(cit.) alla fine possa diventare fonte di lucro dietro alla nobile causa dell’energia rinnovabile, a discapito degli agricoltori. Considerando che nel progetto è stato ipotizzato un fatturato basato sui dati di portata del Po in corrispondenza del punto di misurazione di San Sebastiano da Po, è curioso che non si sia tenuto conto dei dati di portata all’imbocco del Cavour in possesso dell’Ufficio Idrometrico, visto e considerato che questa struttura è interna alla Coutenza stessa. Ripensando ai problemi di approvvigionamento che negli ultimi anni hanno interessato la rete irrigua, non sorge il dubbio che la centrale potrebbe lavorare effettivamente poco e quindi i ricavi modesti non ne giustificherebbero la realizzazione? Siamo proprio certi che la centrale presentata da Coutenza “scongiurerebbe il pericolo di trovarsi in casa propria un soggetto terzo con interessi diversi (cit.)”? Chi mai prenderebbe in gestione una centrale per non farla produrre a pieno regime? Il sospetto che si vada poi a sacrificare l’acqua degli agricoltori per garantire i guadagni di chi si vede passare l’acqua sotto il naso per primo, si fa strada…

Riprendendo il comunicato della Coutenza del 2 novembre “..è evidente che, trattandosi di enti costituiti e amministrati da agricoltori, non sarebbe mai approvato un progetto che possa danneggiare chi con l’acqua vive e lavora”: a parte il fatto che le scelte di cui si è parlato fino ad ora forse non sono state prese da agricoltori, adesso che ci siamo informati un po’ più correttamente, non riusciamo a credere a tali affermazioni.

LA STORIA INSEGNA..

Ricordando a tutti che il Canale Cavour è stato progettato e costruito per portare l’acqua al basso Novarese e alla Lomellina, sarebbe di buon senso impedire il rilascio di nuove concessioni di uso dell’acqua del Po in corrispondenza della esistente traversa di derivazione del Cavour a Chivasso, perché essendoci naturalmente poca acqua, se si fanno gli “accordi” sbagliati, quella rimanente per l’agricoltura sarà veramente troppo poca. Tra l’altro, sapevate che per garantire al Cavour i 110 m3/s han dovuto costruire il canale sussidiario Farini, proprio perché l’acqua del Po non bastava?

Se il progetto venisse comunque approvato, a tutela degli agricoltori la Coutenza dovrebbe mettere per iscritto che il gestore della centrale non può vantare nessun diritto di prelievo di acqua dal Po finché non venga soddisfatta all’imbocco del Cavour la portata dei 110m3/s, ed impegnarsi a sfruttare esclusivamente l’acqua residua, durante l’intero anno. Perché tra non molto, data la scarsità di precipitazioni nevose e la conseguente penuria d’acqua estiva, sarà necessario sfruttare anche la sommersione invernale per ricaricare le falde.

Quindi, tirando le somme, se questa è la centrale degli agricoltori ma gli agricoltori non lo sanno, in definitiva, per chi è stato presentato il progetto della centrale? Autore: i consorziati Est Sesia Amiotti Daniele, Braggio Riccardo, Cattaneo Andrea, Ciampanelli Ercole, Comello Cristiano, Spina Paolo

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