CRODO RESISTENTE? ECCO CHE FARE

Completiamo il viaggio negli "imprevisti" del diserbo

Dopo il diserbo, possono crescere in risaia delle infestanti resistenti. E’ fondamentale evitare che le infestanti sfuggite – sottolinea il Gruppo italiano di resistenza agli erbicidi (Gire) – producano seme al fine di limitarne la diffusione. Si possono adottare strategie alternative al diserbo chimico oppure, in casi estremi, trattamenti localizzati con erbicidi non selettivi. Dove la pressione delle infestanti resistenti è particolarmente elevata l’unica soluzione è il ricorso alla rotazione colturale (riso/soia/mais) che consente di sfruttare erbicidi con un diverso meccanismo d’azione. In questi casi, è necessario seminare più tardi ed intervenire in pre-semina con prodotti aventi un meccanismo d’azione diverso dagli inibitori dell’ALS e dell’ACCasi. Dove è possibile, inserire il riso dopo un cereale autunno-vernino destinato all’insilamento per la produzione di bioenergie. Si può ricorrere anche a tecniche agronomiche come la falsa semina e le lavorazioni meccaniche del terreno con piante infestanti già sviluppate, finalizzate al loro contenimento prima della semina. Se poi incontro biotipi di riso crodo resistenti agli inibitori dell’Als, in pre-semina posso usare prodotti a base di flufenacet oppure di glyphosate, in miscela con cicloxydim e propaquizafop o cletodim con la tecnica della falsa semina. In post-emergenza userò invece dei prodotti a base di glyphosate impiegati con barre umettanti, strategie alternative al diserbo chimico e, nelle varietà tolleranti, prodotti a base di cicloxidim. Molto importante seguire attentamente le linee guida specifiche di gestione del crodo in colture di riso tolleranti ad imazamox. Leggi le linee_guida_riso Autore: Ezio Bosso

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Risicoltura
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