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CONSUMI TRAINATI DAI PREZZI

da | 12 Ott 2005 | Riso in cucina

Il rapporto annuale dell’Ente risi ha scatenato il dibattito. La notizia pi— ghiotta Š quel boom delle vendite di riso che non si vedeva da anni e che nel 2005 ha portato i consumi di cereale da sei a oltre sette chili pro capite all’anno. Per tanto, per troppo tempo il riso era rimasto bloccato a quota cinque. Se si considera che, parallelamente, si registra un calo dei consumi di pasta, c’Š di che riflettere. Certamente, la cura dimagrante dei prezzi ha fatto bene al riso italiano: dipenderebbe innanzi tutto da questa ragione di "bottega" il boom della campagna 2004/2005, boom che si Š verificato infatti sia in Italia che all’estero. Se in Italia state collocate infatti 429.277 tonnellate contro le 355.011 dell’anno precedente, in Europa sono state collocate 537.456 tonnellate contro le 424.343 di lavorato vendute nella campagna precedente. Il dato pi— interessante Š peraltro la crescita dei consumi pro capite in Italia, passati da 6 kg agli attuali 7,27. Come spiegarlo? Oltre alla questione prezzi – non dimentichiamo che le protezioni comunitarie sono state dimezzate e il prodotto viene commercializzato a un prezzo analogo a quello del mercato mondiale per la Coldiretti questa performance dipende anche dalla qualit… e dalla tracciabilit… del riso italiano: "I consumatori hanno dimostrato di apprezzare e preferire il riso italiano, che sfrutta l’eco delle norme sull’etichettatura volute da Coldiretti in difesa dei consumatori e a salvaguardia della produzione nazionale" ha dichiarato il presidente dell’organizzazione pavese Giuseppe Ghezzi. Sempre dal Pavese viene il parere di Giovanni Daghetta, del Servizio vendite Risone, cooperativa di produttori: "La tracciabilit… Š sicuramente un elemento importante, tanto che in questi giorni sono da noi alcuni clienti stranieri che stanno visitando le nostre aziende perchŠ vogliono sapere da dove viene il nostro riso". Per Daghetta, l’aumento registrato dall’Ente Risi dipende per• soprattutto dal calo dei prezzi, che "ha trasformato il riso in un componente appetibile anche per altri tipi di produzione, come gli amidi, la farina di riso, la produzione di birra, diversi dai consumi tradizionali".

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