Ricerca Avanzata





Data inizio:

Data fine:

COLDIRETTI: IL RISO LOMBARDO SOFFRE

da | 5 Giu 2014 | NEWS

Il riso lombardo ha l’acqua alla gola. Da Pavia a Milano, dal Lodigiano alla Lomellina fino al Mantovano sono iniziati in questi giorni gli allagamenti delle camere, i terreni dove le piantine cresceranno sino al raccolto di settembre. I margini sempre più risicati di guadagno però – spiega la Coldiretti Lombardia – hanno provocato dal 2013 la “cancellazione” di oltre 11 mila ettari coltivati a livello regionale, con una perdita di quasi il 12% delle superfici l’anno scorso e un sostanziale stallo per quest’anno. La Lombardia in ogni caso – spiega la Coldiretti – continua a rappresentare più del 40% degli oltre 216 mila ettari coltivati a riso in Italia.  “Noi terremo l’acqua fino al 25 agosto e dalla metà di settembre prevediamo la raccolta, anche se dipende sempre dal meteo” spiega Giorgio Carenini, 46 anni, con 85 ettari a riso al Zinasco, alle porte della Lomellina pavese. “Il tempo non è stato caldissimo quindi molti hanno scelto di seminare in asciutta e adesso hanno iniziato a fare entrare l’acqua” spiega Paolo Braschi, risicoltore di Vistarino, in provincia di Pavia.  Fra Gaggiano e Vermezzo (in provincia di Milano) anche Fabio Camisani ha cominciato ad allagare i suoi 141 ettari coltivati principalmente a Carnaroli, una delle varietà più pregiate. “Un numero crescente di agricoltori decide di coltivare in asciutta – spiega Braschi – perché servono meno lavorazioni e si riducono i costi”. Campane a morto anche in altre zone: «Ho rilevato l’azienda nel 1997 e sono arrivato ad avere, tra il 2010 e il 2011, 80 ettari coltivati a riso – testimonia Pietro Asti, 50enne coltivatore con terreni a Pieve Fissiraga e a Cornegliano Laudense – poi ho ridotto progressivamente la superficie e adesso non l’ho più seminato. Il motivo? Eravamo arrivati a vendere il Carnaroli, una delle qualità più pregiate e coltivabili nei nostri terreni che sono sani, a 29 euro al quintale. Negli anni d’oro ce lo pagavano 70 euro al quintale. A 29 euro non ci conviene. I costi di produzione (gasolio, sementi, diserbanti, attrezzature, affitti) sono in aumento. Senza dimenticare le nutrie che fanno voragini nel terreno e sono ghiotte di riso». «Al posto della risaia adesso ho mais e grano tenero – aggiunge – Mi spiace perché sono un appassionato di riso. Non escludo in futuro un ritorno, se le condizioni saranno cambiate». «Il calo delle risaie è in buona parte dovuto alla continua richiesta di terreno per la coltivazione di mais destinato a biomasse – afferma Giancarlo Casarotti, 68 anni, che coltiva 30 ettari di riso qualità Carnaroli e Vialone Nano a Roverbella (Mantova) -. Le condizioni climatiche incerte, che nel 2013 hanno notevolmente ridotto le rese, i costi produttivi in aumento con conseguente scelta di coltivazioni meno onerose come soia e mais, una remunerazione al ribasso passate in un anno da 75 a 62 euro al quintale per la varietà Carnaroli, sono le altre cause che hanno contribuito a questo calo. La mia azienda riesce a mantenere una coltivazione costante in quanto oltre il 75% della produzione viene lavorata nei nostri impianti e destinata alla vendita diretta in azienda. Buone le quotazioni del Vialone Nano, che in alcuni casi è arrivato a punte di 90 euro a quintale». Ma non semprele quotazioni non sempre coprono le spese, in particolare per le varietà Indica, quest’anno a 25 euro al quintale. Mentre il Carnaroli oscilla fra i 60 e i 65 euro al quintale e l’Arborio fra i 52 e i 68 euro al quintale. Il tutto con una situazione a livello regionale – spiega la Coldiretti Lombardia – che dal 2013 a oggi ha visto le superfici passare da 98.842 ettari a 87.392. Il record al ribasso spetta al Lodigiano dove si è perso quasi il 48% con la cancellazione di quasi mille ettari di risaie (da 2.082 a 1.088), a Mantova si è scesi da 1.182 a 904 ettari con una perdita del 23,5%, mentre a Milano il calo ha sfiorato il 15% (da 13.522 a 11.529). Negative anche la Lomellina con un meno 7,73% (da 62.918 a poco più di 58 mila ettari) e il Pavese con meno 17,35% (da 19.131 a 15.812 ettari). (30.05.14)

Iscriviti alla nostra Newsletter

Iscriviti alla nostra Newsletter e al servizio Whatsapp!

Informativa sulla Privacy

Informativa sulla Privacy - WhatsApp

Cliccando "Accetto le condizioni" verrà conferito il consenso al trattamento dei dati di cui all’informativa privacy ex art. 13 GDPR. *

* Campo obbligatorio